Operazioni della poliziaArresti a Bruxelles, Parigi e Dusseldorf. Un nuovo ricercato per le stragi di Bruxelles e Parigi e, soprattutto, un uomo prima neutralizzato poi arrestato durante l’ennesimo blitz delle teste di cuoio a Schaerbeek. In un primo momento si pensava si trattasse di Mohamed Abrini, uno dei super ricercati nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati di Parigi e complice di Salah Abdeslam. Ma la procura ha smentito. E’ stato colpito alla fermata dell’autobus mentre era insieme alla figlia. Avrebbe circa 40 anni. Disteso a terra, ha continuato a tenere in mano uno zaino, mentre un robot a comando remoto lo controllava a distanza per verificare che non avesse esplosivo addosso.  Si tratterebbe di un ‘pesce grosso‘, una figura rilevante, rende noto Rtl che cita fonti investigative. Intanto il ministro della giustizia belga Koen Geens intervenendo alla Camera ha detto che “dopo gli attentati di Bruxelles Salah Abdeslam non vuole più parlare”.

A tre giorni dagli attacchi nella capitale belga, dove sono morte 32 persone e oltre 260 sono rimaste ferite, questa mattina sono state arrestate tre persone e Schaerbeek, Forest e Saint-Gilles. Si tratta di Tawfik A., Salah A., e un terzo uomo, ancora senza nome. Il primo e il terzo sono rimasti feriti a una gamba. Separatamente, la Procura ha fatto sapere di aver rilasciato tre delle sei persone fermate ieri sera. Nelle mani degli investigatori non ci sarebbero ancora Fayçal Cheffou, Abou A. e una terza persona ancora senza nome. Secondo “fonti sicure” citate da Le Soir, Fayçal sarebbe il terzo attentatore di Zaventem, l’uomo fotografato con una giacca chiara e un cappello scuro accanto ai kamikaze. L’uomo rifiuta di collaborare ma per ora non è stato incriminato. La procura federale ha confermato che questi arresti sono legati all’arresto ieri di Reda Kriket ad Argenteuil, vicino a Parigi, ricercato dall’agosto 2015 e nella cui casa sono stati trovati esplosivi e fucili d’assalto.

La procura conferma inoltre che il secondo kamikaze dell’aeroporto di Zavantem è Najim Laachraoui, che si è fatto saltare in aria insieme a Ibrahim El Bakraoui. E gli agenti danno la caccia a un sospetto che avrebbe avuto un ruolo chiave anche nell’attentato del 13 novembre nella capitale francese. Si chiama Naim el Hamed ed è un siriano di 28 anni, già noto ai servizi antiterrorismo di vari Paesi europei. Viene descritto come “molto pericoloso, probabilmente armato”.

La cellula terroristica che ha colpito negli attentati di Parigi e Bruxelles sta per essere “annientata” ma “ci sono altre cellule”, ha detto il presidente francese, François Hollande. “Sappiamo che ci sono altre reti. Anche se uno che è dietro gli attacchi di Parigi e Bruxelles viene spazzato via, la minaccia resta”, ha spiegato il capo dell’Eliseo prima di un incontro con l’ex presidente israeliano Shimon Peres.

Nuova operazione a Schaerbeek: arrestato un uomo – Dopo una notte in cui sono stati fatti sei arresti, si è conclusa a Schaerbeek un’altra operazione di polizia che ha portato all’arresto di un uomo, che si riteneva erroneamente fosse Mohamed Abrini. E’ stato ferito alle gambe dopo avere tentato di scappare opponendo resistenza all’avvertimento degli agenti di fermarsi. A quanto pare, era in possesso di esplosivi ed è un nome importante della cellula che ha agito a Bruxelles e a Parigi. La polizia ha confermato che il fermato è legato a un attacco a Parigi sventato giovedì sera dalle autorità francesi. Ulteriori particolari della retata li ha forniti un residente del quartiere, che ha raccontato a Rtl di aver assistito all’operazione antiterrorismo, in cui una persona è stata costretta a terra dalla polizia e una borsa controllata da un robot sminatore.

Gli arresti della note tra Bruxelles, Parigi e la Germania  Tra gli arrestati nella notte, invece, probabilmente c’è anche un uomo ripreso – e per questo riconosciuto – dalle telecamere di sorveglianza assieme a Khalid El Bakraoui, l’attentatore suicida che si è fatto esplodere nella metro di Bruxelles. Peraltro, secondo la Nbc, i due fratelli kamikaze di Bruxelles erano già noti alle autorità antiterrorismo statunitensi. Il settimo fermo questa mattina nel quartiere di Forrest, lo stesso da dove era scappato dieci giorni fa Salah Abdeslam, prima di essere catturato a Molenbeek, e dove era rimasto ucciso Mohamed Belkaid, coinvolto negli attacchi di Parigi. Oltreconfine, in Francia, la polizia ha arrestato nella banlieu parigina di Argenteuil Reda Kriket, arrivato allo “stadio avanzato” della preparazione di un attentato. Durante la perquisizione nel suo appartamento sono stati ritrovati armi ed esplosivo Tatp (perossido di acetone), lo stesso utilizzato negli attacchi di Bruxelles. Kriket era già era stato condannato in contumacia in Belgio insieme ad Abdelhamid Abaaoud, la “mente” degli attentati di Parigi.

In Germania invece la polizia ha arrestato due persone sospettate di legami con Khalid El Bakraoui, uno degli attentatori di Bruxelles. Uno dei due è stato arrestato vicino a Francoforte. Aveva ricevuto sms prima degli attacchi in cui compariva il nome del kamikaze che si è fatto esplodere nella metro. Uno dei due sarebbe il salafita Samir E. che, come l’attentatore suicida della metropolitana, sarebbe stato arrestato nell’estate 2015 dalla polizia turca al confine con la Siria e poi espulso in Olanda. Gli inquirenti tedeschi indagherebbero per scoprire se Samir E. e Khalid El Bakraoui si conoscessero e se fossero insieme in Turchia. Uno dei due arrestati, scrivono i media tedeschi, avrebbe avuto precedenti penali in Italia e Germania.

“I due fratelli El Bakraoui già noti ad autorità antiterrorismo Usa” – I fratelli Ibrahim e Khalid El Bakraoui, i due kamikaze che si sono fatti esplodere all’aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles martedì scorso, erano stati inseriti come potenziale minaccia terroristica in un database degli Stati Uniti. Lo rivelano due funzionari americani citati da ‘Nbc News’, precisando che i due erano noti alle autorità antiterrorismo Usa prima degli attacchi di martedì mattina. Le fonti non hanno tuttavia rivelato in quale dei tanti database americani fossero presenti i due fratelli. Nel frattempo, hanno aggiunto i funzionari, commissioni del Congresso hanno chiesto all’intelligence americana di riferire da quanto tempo i fratelli El Bakraoui fossero stati inseriti negli elenchi e come tali informazioni fossero state condivise.

Francia, l’uomo arrestato vicino alla mente degli attacchi di Parigi – Nell’abitazione di Reda Kriket, 34 anni, è stato ritrovato un arsenale: quasi due chili di Tatp e dell’acetone, entrambi gli ingredienti del potente esplosivo degli attentati di Parigi e Bruxelles. Sequestrati anche kalashnikov e pistole. Lo scorso mese di luglio, Kriket era stato condannato in contumacia a 10 anni di carcere dal tribunale di Bruxelles come reclutatore di jihadisti per la Siria nel processo della “filiera siriana” nota come “Zerkani”. Nell’ambito di questa rete, Kriket – originario della banlieue sud-ovest di Parigi, un passato di rapinatore – aveva fatto partire per la Siria una trentina di persone. Fra queste, Abaaoud, ucciso il 18 novembre 2015 nel raid a Saint Denis, cui erano stati inflitti 20 anni di carcere.

Gli arresti in Belgio – Nella notte almeno tre diverse operazioni di polizia hanno portato all’arresto di sei persone a Bruxelles. A Schaerbeek, in rue Pavillon 20, la polizia ha compiuto diversi rilievi con l’aiuto della squadra scientifica. In rue Franklin sono intervenuti agenti per compiere una perquisizione. In centro, invece, proprio nei pressi del palazzo di giustizia, sono stati arrestati tre uomini mentre altri tre sono stati bloccati tra Bruxelles centro e il quartiere di Jette. Nella giornata di ieri la polizia ha compiuto due operazioni nella zona della Chaussee d’Ixelles, area commerciale nel centro di Bruxelles, ma non è chiaro se siano direttamente collegate con gli attentati. Ci sarebbe stato un fermato, secondo testimoni, ma la polizia non conferma. Una delle due operazioni è avvenuta presso un supermercato specializzato in surgelati del marchio Picard. Rimasto chiuso qualche ora, presidiato dalla polizia, ha riaperto nel tardo pomeriggio. Ma “non c’entrava niente con il terrorismo – spiega a LaPresse la cassiera -. Abbiamo avuto problemi con alcune persone per cui abbiamo chiamato la polizia”. E secondo quanto riferito dall’emittente pubblica belga Rtbf, almeno una persona è stata arrestata oggi nel distretto di Forest.