Papa Francesco ha voluto iniziare la Quaresima del Giubileo in modo social inviando attraverso Telegram un audio messaggio ai giovani: “Quando facciamo qualcosa di bene, a volte siamo tentati di essere apprezzati e di avere una ricompensa: la gloria umana. Ma si tratta di una ricompensa falsa perché ci proietta verso quello che gli altri pensano di noi. Gesù ci chiede di fare il bene perché è bene”

“Tante famiglie sono vittime dell’usura. È un grave peccato che grida al cospetto di Dio e porta ai suicidi”. È il messaggio che Papa Francesco ha rivolto nell’udienza generale del mercoledì del ceneri con il quale la Chiesa cattolica inizia la Quaresima, i 40 giorni di preparazione alla Pasqua che ricordano il tempo che Gesù passò nel deserto prima di iniziare la sua predicazione pubblica. “Quante situazioni di usura siamo costretti a vedere – ha sottolineato Bergoglio – e quanta sofferenza e angoscia portano alle famiglie. E quanti uomini per la disperazione finiscono nel suicidio perché non ce la fanno, non hanno la speranza. Non hanno una mano tesa che li aiuta, ma soltanto la mano che chiede di pagare”. Francesco ha spiegato ai numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro che “se il Giubileo non arriva nelle tasche non è autentico. E questo è nella Bibbia, non lo inventa questo Papa”. Bergoglio ha poi chiesto ai fedeli di pregare per il suo imminente storico incontro a Cuba con il Patriarca di Mosca e il suo viaggio in Messico.

Nell’udienza generale Bergoglio ha invitato i pellegrini a fare un serio esame di coscienza all’inizio della Quaresima: “Ognuno nel suo cuore pensi se ha troppo cose. Perché non lasciare quello che ha di troppo a chi non ha niente? All’Elemosineria Apostolica – ha raccontato Francesco – arrivano ogni giorno delle lettere con un po’ di soldi. La gente invia parte dello stipendio per aiutare i poveri. Spero che lo Spirito Santo ispiri qualcuno a fare lo stesso in un mondo in cui l’80 per cento delle ricchezze è nelle mani di un 20 per cento della popolazione, forse anche meno”. Bergoglio ha ricordato che “la Sacra Scrittura esorta con insistenza a rispondere generosamente alle richieste di prestiti, senza fare calcoli meschini e senza pretendere interessi impossibili”. Un insegnamento che per il Papa “è sempre attuale”.

Francesco, che dall’inizio del pontificato ha sempre condannato duramente la corruzione, “anche in Vaticano”, ha puntato più volte il dito contro i devoti della “dea tangente”. Il monito del Papa è frequente: “La Chiesa non sia attaccata ai soldi e al potere e non adori la ‘santa tangente’”. Con una condanna per quei parroci che hanno i “listini per messe e sacramenti”.

Nell’udienza generale Francesco ha ricordato anche le origini dell’Anno Santo nella Bibbia. “Se qualcuno era stato costretto a vendere la sua terra o la sua casa, – ha spiegato Bergoglio – nel Giubileo poteva rientrarne in possesso; e se qualcuno aveva contratto debiti e, impossibilitato a pagarli, fosse stato costretto a mettersi al servizio del creditore, poteva tornarsene libero alla sua famiglia e riavere tutte le sue proprietà. Era una specie di ‘condono generale’, con cui si permetteva a tutti di tornare nella situazione originaria, con la cancellazione di ogni debito, la restituzione della terra, e la possibilità di godere di nuovo della libertà propria dei membri del popolo di Dio”.

Il Papa ha chiarito che “le prescrizioni del Giubileo servivano a combattere la povertà e la disuguaglianza, garantendo una vita dignitosa per tutti e un’equa distribuzione della terra su cui abitare e da cui trarre sostentamento. L’idea centrale è che la terra appartiene originariamente a Dio ed è stata affidata agli uomini, e perciò nessuno può arrogarsene il possesso esclusivo, creando situazioni di disuguaglianza. Con il Giubileo, chi era diventato povero ritornava ad avere il necessario per vivere, e chi era diventato ricco restituiva al povero ciò che gli aveva preso. Il fine era una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro ridiventassero un bene per tutti e non solo per alcuni, come accade adesso”.

Nel pomeriggio il Papa, durante la messa nella Basilica Vaticana, ha inviato in tutto il mondo oltre 1000 sacerdoti “missionari della misericordia” ai quali ha dato la facoltà, durante il Giubileo, di assolvere i peccati riservati alla Sede Apostolica. Bergoglio ha voluto che questa celebrazione si svolgesse alla presenza delle reliquie di due “apostoli del confessionale”, san Pio e san Leopoldo, che hanno fatto registrare un boom di pellegrini in Vaticano. “La Quaresima – ha affermato Francesco nell’omelia – sia un tempo di benefica ‘potatura’ della falsità, della mondanità, dell’indifferenza: per non pensare che tutto va bene se io sto bene; per capire che quello che conta non è l’approvazione, la ricerca del successo o del consenso, ma la pulizia del cuore e della vita; per ritrovare l’identità cristiana, cioè l’amore che serve, non l’egoismo che si serve”. Il Papa ha sottolineato, inoltre, che “c’è la tentazione di blindare le porte, ossia di convivere col proprio peccato, minimizzandolo, giustificandosi sempre, pensando di non essere peggiori degli altri; così, però, si chiudono le serrature dell’anima e si rimane chiusi dentro, prigionieri del male”.

Twitter: @FrancescoGrana