I kamikaze entravano in azione al Bataclan mentre gli altri jihadisti sparavano coi kalashikov ai clienti di bar, ristoranti e pizzerie tra X e XI arrondissement di Parigi. Tutti coordinati in tempo reale il 13 novembre da una persona rimasta in Belgio, mai identificata. A scriverlo è Le Monde, che cita uno dei circa seimila verbali della procura antiterrorismo. Nelle carte si parla di un “triplo coordinamento” gestito a distanza. Intanto gli inquirenti indagano anche su otto soldati e due poliziotte che, nei giorni di massima allerta a Bruxelles, avrebbero partecipato a un’orgia nel commissariato di Ganshoren, a pochi minuti di distanza da Molenbeek, quartiere con la più alta concentrazione di jihadisti di tutta Europa.

Proprio a Bruxelles, il sindaco Yvan Mayeur ha deciso di cancellare i fuochi e le feste di piazza, per motivi di sicurezza. Una decisione “giusta sulla base delle informazioni ricevute”, ha commentato il premier Charles Michel, confermando l’esistenza di un rischio concreto. I terroristi, secondo le autorità del Belgio, volevano colpire “luoghi emblematici” durante i festeggiamenti di fine anno. Tra gli obiettivi ci sarebbe stato anche il quartier generale della polizia vicino alla Grand Place, cuore turistico della città.

Parigi, il cellulare nella pattumiera – Prima di lanciare l’attacco al Bataclan, i kamikaze hanno inviato un sms a un numero di cellulare belga, una linea attivata la sera prima e mai più utilizzata dopo la notte degli attentati. Il telefono da cui è partito il messaggio è stato ritrovato in una pattumiera fuori dalla sala concerti Bataclan, inviato alle 21.42, poco prima dell’attacco. Il testo affermava: “Si parte, si comincia”. Il destinatario si trovava in quel momento in Belgio. Questa linea telefonica è stata attiva dalle ore 22.24 del 12 dicembre, spiega la testata francese, ed è stata disattivata poco dopo aver ricevuto quel messaggio. Nel frattempo, sono stati 25 gli sms scambiati esclusivamente con il Samsung ritrovato nella pattumiera. Un altro numero belga che diffondeva segnale dalla stessa zona in Belgio è stato in contatto per tutta la sera con Abdelhamid Abaaoud, considerata mente degli attentati e che era alla guida della Seat nera da cui sono partiti i colpi contro diversi bar e ristoranti. Anche questo secondo numero ha cessato ogni attività dopo gli attentati.

Orgia in commissariato a Bruxelles – Mentre a Bruxelles era in vigore l’allerta massima per rischio di attentati terroristici, in un commissariato militari e poliziotti partecipavano a un’orgia. Lo hanno rivelato le testate De Standaard e La Dernière Heure, parlando di otto soldati e due poliziotte coinvolti nella pratica nel commissariato di Ganshoren, a pochi minuti di distanza da Molenbeek dove la polizia svolse retate, anche in cerca di terroristi legati agli attentati del 13 novembre a Parigi. Il giornale De Morgen ha precisato che una indagine è in corso. Intanto, il livello di allerta a Bruxelles è attualmente a 3 su 4, mentre il dispiegamento militare nella capitale continua. Il 29 dicembre la polizia belga ha arrestato due persone sospettate di pianificare un attentato durante i festeggiamenti di fine anno a Bruxelles.

Due tedeschi su tre si aspettano attentato – Secondo un sondaggio dell’istituto YouGov, realizzato per conto dell’agenzia di stampa tedesca Dpa nei giorni prima di Natale, due terzi dei tedeschi si aspetta che nel 2016 un attentato terroristico colpirà la Germania. Solo il 17% degli interpellati ritiene che il Paese sarà risparmiato, un restante 17% non ha risposto. Finora la Germania non è stata colpita da gravi attentati terroristici di matrice islamista, come altre capitali europee: Madrid, Londra e Parigi. Ma la tensione sale, anche in concomitanza con le celebrazioni del capodanno. A Berlino, dove di fronte alla Porta di Brandeburgo li 31 dicembre è atteso un milione di persone per la tradizionale festa di fine anno, le misure di sicurezza sono state rafforzate: 900 poliziotti controlleranno l’intera area, 150 in più rispetto al San Silvestro dello scorso anno.