Nelle loro case gli agenti hanno trovato “materiale di propaganda dell’Isis“, anche informatico, e “uniformi di tipo militare”. L’obiettivo di due sospetti terroristi, arrestati tra domenica e lunedì in due parti diverse del Belgio, era di organizzare “un attacco nel corso delle feste per la fine dell’anno” a Bruxelles. I due non sono legati alla strage di Parigi che, però, è stata al centro dell’intervento del colonnello Steve Warren, portavoce della coalizione anti-Isis, in un briefing al Pentagono. Il militare ha riferito che ‘Souleyman’, al secolo Charaffe al Mouadan, ritenuto uno dei responsabili degli attacchi del 13 novembre –  e “direttamente legato” alla mente della strage Abdelhamid Abaaoud – è stato ucciso durante un raid in Siria il 24 dicembre. L’uomo, 27 anni, “stava preparando attacchi contro l’Occidente”, ha detto Warren. Era amico d’infanzia di Samy Amimor, uno dei kamikaze del Bataclan.

I due arresti in Belgio – Sono stati accusati di “minaccia di attentati, partecipazione ad attività di un gruppo terroristico” e uno dei due agiva “in qualità di leader”, occupandosi del “reclutamento allo scopo di compiere atti terroristici”. Tra gli obiettivi dell’ attacco “imminente”, c’era anche la Grand Place e il quartier generale della polizia, poco distante dalla piazza e in pieno centro. In tutto sono sei le persone fermate nell’ambito del blitz antiterrorismo: 4 sono state rilasciate dopo l’interrogatorio. Nella notte, inoltre, due persone a bordo di un’auto sono state inseguite e poi, dopo uno scontro a fuoco, arrestate dalla polizia. Avevano forzato un posto di blocco. Tra i due episodi, però, pare non ci sia alcun collegamento.

Nel corso delle perquisizioni – effettuate nella regione di Bruxelles, nel Brabante fiammingo e a Liegi – non sono però stati ritrovati né armiesplosivi e i procuratori precisano che non c’è nessun legame con la strage di Parigi. E ora il governo di Bruxelles, dopo le gravi accuse di incompetenza e le inaccettabili falle emerse dopo il 13 novembre, tenta di recuperare credibilità, con un nuovo pacchetto antiterrorismo che entrerà in vigore da gennaio. Tra le misure anche la creazione di una banca dati ‘dinamica’ per controllare meglio i sospetti jihadisti e nuove limitazioni per la concessione dei passaporti.

La capitale belga vive di nuovo il rischio di una “minaccia imminente”, a un mese dalle giornate di coprifuoco che avevano trasformato Bruxelles in una città fantasma con metro e cinema chiusi e annullamento degli eventi sportivi. E gli arresti di oggi seguono quelli avvenuti in Bosnia il 22 in dicembre, dove 11 persone stavano mettendo a punto un attentato per la notte di Capodanno che avrebbe potuto causare un centinaio di morti.

Inseguimento nella notte a Bruxelles – Un inseguimento, uno scontro a fuoco, due arresti, ma nessun ferito, la sera del 28 dicembre, in una via molto trafficata di Bruxelles, nella zona commerciale di Ixelles, vicina al centro. Secondo la ricostruzione di Le Soir, una macchina con targa francese ha forzato un posto di blocco, aggredendo gli agenti. A quel punto l’auto avrebbe cercato di scappare nel tunnel di Avenue Louise, andando contromano. La vettura in fuga, però, è rimasta poi bloccata dalla barriera tra le due corsie di marcia. Quindi, gli agenti avrebbero aperto il fuoco. Un portavoce della polizia belga ha aggiunto che non ci sono stati feriti e che due persone sono state arrestate.