“Si guardi ai costi di Palazzo Chigi prima e dopo la cura: noi stiamo facendo i tagli sulla spesa”, prometteva il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Eppure, quando oggi pomeriggio varcherà la soglia dell’Aula di Montecitorio per partecipare al question time, il premier dovrà spiegare al deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Sorial come mai nel 2014, anno della sua ascesa alla guida del governo, “risulta aver speso 140 milioni di euro più del 2013”, quando l’esecutivo era guidato dal suo predecessore Enrico Letta. E’ solo uno dei tanti quesiti di un’interrogazione parlamentare con la quale l’esponente del M5S chiede conto al capo del governo di quelli che, a suo avviso, compongono una lunga lista di sprechi e spese inutili.

SPESE NEL MIRINO – Nella black list del deputato grillino non poteva mancare un riferimento alla recente polemica sul nuovo Airbus, probabilmente un A340, che dovrebbe sostituire l’attuale A319 in uso al presidente del Consiglio per i voli di Stato. Un’operazione finanziaria, stimata “intorno agli 800 mila euro a settimana”, che citando il generale Leonardo Tricarico, Sorial definisce “poco vantaggiosa”. Tra le voci di spesa della presidenza del Consiglio, ci sarebbero anche “118 mila euro per ‘il servizio di piante interno’ e 256 mila per l’’anagrafica di postazioni arredi’, nonché i quasi 600 mila euro stanziati per i sondaggi”, vale a dire “cinque volte più di quanto spese il presidente pro tempore Letta per la stessa voce”. Senza contare “i costi per le assunzioni di esterni come i due vicesegretari generali di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar e Salvo Nastasi”. Insomma, a conti fatti, la “sbandierata spending review di Palazzo Chigi”, sentenzia Sorial, “si sarebbe concentrata su qualche dipartimento interno come quello dell’integrazione che è stato soppresso, e su programmi di intervento della Presidenza del Consiglio come ‘le provvidenze all’editoria’, le ‘politiche per la famiglia’ e il servizio civile”. Sempre dal bilancio di previsione 2015, inoltre, “si rileva che il segretariato generale di Palazzo Chigi, struttura alle dirette dipendenze del presidente del Consiglio, quest’anno spenderà per il suo solo funzionamento 42,7 milioni in più rispetto al limite 2014, già superato”. Non solo. “Nonostante la lotta alle auto blu fosse stata uno dei cavalli di battaglia del premier Renzi”, prosegue l’interrogazione, nel dicembre 2014 “sarebbe stato ordinato un mega appalto Consip per il noleggio di circa 6 mila automobili di servizio per la pubblica amministrazione, come riportato da il Fatto quotidiano, con una base d’asta di 106 milioni di euro”. Risultato: “Rispetto al 2013, sotto i governi Monti e Letta, Consip pagherebbe ben 26 milioni in più, per quasi 2 mila vetture in più, senza dimenticare che Mario Monti aveva addirittura cancellato la gara”.

BILANCI POCO SOCIALI – Ma mentre le spese di Palazzo Chigi lievitano, i portafogli degli italiani languono. Un dato su tutti: “Negli ultimi sette anni il numero delle persone in povertà assoluta in Italia è più che raddoppiato, passando dagli 1,8 milioni del 2007 ai 4,1 milioni del 2014”, accusa Sorial. Invocando l’istituzione “di una misura universale di sostegno economico”, come il reddito di cittadinanza, per “contrastare efficacemente l’indigenza”. Dati di fronte ai quali, chiedendo a Renzi “di chiarire al più presto le motivazioni del mancato taglio delle spese di Palazzo Chigi auspicato e necessario e moralmente indifferibile”, l’esponente del M5S suggerisce al premier una cura alternativa: ”Adottare in tempi brevi azioni che vadano nella direzione dell’istituzione di una misura universale di sostegno economico contro la povertà come il reddito di cittadinanza”. Certo, non basterà risparmiare qualche decina di milioni dal bilancio di Palazzo Chigi per finanziarlo ma almeno sarebbe un inizio.

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