E adesso al lavoro sull’applicazione del memorandum. Perché, se è vero come è vero che Alexis Tsipras ha chiesto ed ottenuto un mandato forte per quattro anni, è altrettanto vero che il primo punto nell’agenda del nuovo esecutivo è svolgere i compiti a casa imposti da Berlino e Bruxelles. Pena altri tagli. Per questo motivo la prima mossa del premier sarà quella di istituire un iperministero per la troika, concentrato cioè sul memorandum e sulle misure dei creditori, che dovrebbe essere occupato dall’ex ministro del finanze Euclid Tzakalotos, il mite professore universitario che aveva sostituito l’eccentrico Varoufakis al tavolo dei negoziati.

Sul fronte investitori alcuni analisti sostengono che saranno necessari almeno due mesi per verificare l’affidabilità dello Tsipras II al fine di calibrare nuove opportunità, anche alla luce del volume e della rapidità con cui verrà portato avanti il dossier delle riforme, che comunque andrà in Aula entro Natale: mancano all’appello la riforma delle pensioni, del sistema fiscale per la riscossione delle entrate e del controllo sui fondi europei.

Così l’attenzione dei fondi stranieri e degli investitori sarà concentrata sulle nuove dichiarazioni del governo verso i creditori internazionali. Non mancano voci pessimiste, come Gabriel Sterne della Oxford Economics (l’istituto di analisi dell’Università di Oxford, che fornisce previsioni economiche per le imprese e gli istituti finanziari che operano a livello internazionale), secondo cui la situazione greca non è sostenibile e la grande domanda, oggi, è come farà ad essere applicato il nuovo programma di prestiti visto che anche il Fmi nutre dubbi sulla sostenibilità del debito. Per cui prende corpo l’idea di affiancare, al timing rigido delle riforme, la possibilità di allungare i tempi di restituzione dei prestiti. Un passaggio su cui si starebbe ammorbidendo anche il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble.

Un ruolo significativo lo giocherà anche il dossier privatizzazioni, su cui Tsipras fino ad oggi si è mosso ad intermittenza. Se la partita con i cinesi di Cosco China sembrava sul punto di chiudersi per il porto del Pireo, sono le ferrovie di Treinose a destare più di un dubbio. A volerle con forza sono i russi di Russian Railways, la più grossa azienda ferroviaria del pianeta, ma si registra lo scarso gradimento di Washington, via Berlino, nonostante Mosca sia disposta anche a caricarsi sulle spalle gli 800 milioni di debiti della società ellenica. Senza dimenticare il versante energetico, che al pari del debito sarà la linea guida del nuovo governo. Il precedente ministro dell’energia Panagiotis Lafazanis aveva siglato con Mosca il patto sul Turkish Stream, il nuovo gasdotto che tramite il mar Nero avrebbe dovuto condurre il gas sino al Mediterraneo, via Grecia. Adesso sarà interessante vedere chi Tsipras sceglierà per quel dicastero così delicato, anche alla luce dei nuovi giacimenti trovati in Egitto e soprattutto di quello che esiste a largo dell’isola di Creta, su cui occorrerà prendere una decisione definitiva in tempi rapidi.

Capitolo occupazione. Una delle mosse di Tsipras su cui la troika aveva storto il naso era stata la riassunzione delle donne delle pulizie nei ministeri, anche per via del salario che percepivano: 1400 euro per mezza giornata di lavoro. Nel nuovo memorandum c’è scritto che tutte le misure che il governo greco vorrà adottare (quindi anche assunzioni o provvedimenti legati a stipendi e pensioni) dovranno essere avallate dalla troika solo in caso di copertura interna. Per cui se Tsipras dovesse riuscire nell’impresa di mettere sul mercato le frequenze televisive fin qui regalate agli oligarchi, allora potrebbe avere i denari per una qualche misura legata al welfare o all’assistenza verso i più bisognosi, così come più volte promesso. Contrariamente avrebbe ancora le mani saldamente legate.

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