Sono 432.761mila i migranti arrivati dal Mediterraneo in Grecia, Italia, Spagna e Malta nel 2015, mentre 2748 persone hanno perso la vita – soprattutto nel Canale di Sicilia – nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. In particolare, dal 1 gennaio al 10 settembre 2015, 309.356 migranti sono arrivati in Grecia, 121.139 in Italia, 2166 in Spagna e 100 a Malta. Nel 2014 nei quattro Paesi citati dall’organizzazione erano giunte via mare complessivamente 197.940 persone. Intanto fonti dell’Unione europea rilevano che potrebbe scattare ai primi di ottobre la “fase 2” della missione navale nel Mediterraneo che prevede caccia attiva, arresto dei scafisti e confisca o distruzione dei barconi. Il 16 si terrà la conferenza per la “force generation”, la raccolta di mezzi supplementari e forze specializzate per gli abbordaggi. Tutto questo mentre in Ungheria si rincorrono i record sugli arrivi dei migranti e il premier Viktor Orban ha annunciato che da ora verranno “arrestati gli immigrati illegali”.

A parlare è anche l’Onu: altri milioni di persone in Siria – dice il direttore Unicef per Medio Oriente e Nordafrica Peter Salama – potrebbero ritrovarsi nella condizione di profughi e cercare di raggiungere l’Europa se non si mette fine al conflitto in corso nel loro Paese. Oltre agli attuali 8 milioni di sfollati siriani, “potrebbero esserci milioni e milioni di altri rifugiati – ha affermato il responsabile regionale del Fondo Onu per l’infanzia – che tentano di andare verso l’Unione europea e oltre”. Secondo l’Alto commissario Onu per i rifugiati (l’Unhcr) è da apprezzare la proposta europea di ricollocazione di 160mila rifugiati che però deve essere eseguita rapidamente e “può avere successo solo se accompagnata da sforzi di accoglienza, assistenza e registrazione su ampia scala nei Paesi più colpiti dagli arrivi ed in particolare Grecia, Ungheria e Italia”. “Le nostre stime iniziali indicano anche bisogni più alti, ma ora il focus deve essere di garantire che tutti gli stati membri prendano parte a questa iniziativa e che essa venga rapidamente messa in atto”.

Anche l’Unicef accoglie positivamente gli impegni crescenti dei leader europei ma chiede azioni urgenti da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea per proteggere pienamente i diritti dei bambini. Fino ad ora, per quest’anno, i bambini costituiscono già un quarto di tutte le persone alla ricerca di asilo in Europa. Nei primi sei mesi del 2015, 106mila bambini hanno cercato asilo nell’Ue, la maggior parte provengono da Siria, Iraq e Afghanistan – un aumento di quasi il 75% rispetto al 2014. “Proteggere i bambini rifugiati e migranti da pericoli, in particolar modo con l’arrivo dell’inverno, deve essere la questione principale della risposta dell’Europa”, dichiara Yoka Brandt, vice direttore generale Unicef.