“Inaccettabile”, o la questione si risolve o “si apre una stagione di conflitto politico parlamentare su una questione delicata come quella delle pensioni“. L’avvertimento è arrivato dal presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano, dopo una riunione infuocata con i tecnici dei ministeri delle Finanze e del Lavoro, dell’Inps e della Ragioneria generale. La Cgil, dal canto suo, grida allo “scippo“. Oggetto del contendere sono i soldi necessari per tutelare un ultimo gruppo di “esodati” creati dalla riforma Fornero e per estendere la durata della cosiddetta Opzione donna, cioè la possibilità per le lavoratrici con 57 anni di età e 35 anni di contributi di andare in pensione anticipata a patto di accettare una penalizzazione del 25-30% sull’assegno. Il fatto è che il Tesoro ha svincolatoriportato nelle casse dello Stato, per destinarli ad altri scopi, i fondi che erano stati stanziati per i due interventi e non sono ancora stati spesi.

Sulla cifra in ballo, tra l’altro, non c’è certezza. Secondo il Mef dopo il settimo intervento di salvaguardia degli esodati sono avanzati, sui 12 miliardi che il governo aveva accantonato, 500 milioni. Ma Damiano ha spiegato che l’Inps stima i risparmi complessivi di qui al 2023 in 3,3 miliardi. L’Opzione donna ha invece comportato uscite per soli 320 milioni sugli 1,68 miliardi previsti, visto che dal 2009 ne hanno fatto richiesta solo 25mila lavoratrici.

Secondo Damiano e i sindacati, in ogni caso, la cifra rimasta va “riprogrammata” per salvaguardare un drappello di 26mila persone che hanno lasciato il lavoro in base ad accordi sindacali ma a causa dell’inasprimento dei requisiti per l’accesso alla pensione sono rimaste senza reddito. In più l’Opzione donna, che in base alle norme attuali resta in vigore solo fino al 31 dicembre di quest’anno, andrebbe prorogata. Via XX Settembre però fa muro e ha fatto sapere che i risparmi sulle salvaguardie già attuate vanno considerati persi. Damiano attacca sostenendo che così “non solo si riduce la quantità di risorse messe a disposizione per la settima salvaguardia, ma si cancella la volontà del legislatore, che costituendo il fondo ha espresso la volontà di utilizzare i risparmi per ampliare il numero dei lavoratori da tutelare”. Il deputato della minoranza Pd contesta poi le stime dell’Inps, secondo cui l’estensione dell’Opzione donna fino al 2023 costerebbe 2 miliardi. “Cifra a nostro avviso spropositata” e basata su “platee potenziali che poi non esistono a consuntivo”. Anzi, visto che chi sceglie l’opzione rinuncia al 30% del proprio assegno “questa modalità produrrà anziché un costo un risparmio”.

Dura anche la reazione dei sindacati, già sulle barricate per lo slittamento delle misure con cui avrebbe dovuto essere resa più flessibile l’età di pensionamento. Il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, ha definito “intollerabile e inaccettabile che le risorse destinate alla settima salvaguardia per gli esodati possano essere incamerate per altre finalità. La settima salvaguardia per gli esodati rientra tra le questioni essenziali e da risolvere con priorità, va sanata in modo definitivo e strutturale. Sta diventando una consuetudine prendere soldi dalle risorse pensionistiche e spostarle”. Lo stesso vale per l’Opzione donna: “L’interpretazione dell’Inps va rimossa per il 2015 ma a me sembra che ogni volta che venga riqualificata la spesa si immaginino platee potenziali e non reali”.

Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, si è detto “basito nell’apprendere le notizie sulla presa di posizione del Mef. C’è un problema di certezza del diritto e trasparenza nel comportamento delle istituzioni”. Anche il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, rivendica che “quelle risorse devono rimanere all’interno e a vantaggio del sistema, così come indicato anche dal ministero del Lavoro”, e “qualora il nostro appello cadesse nel vuoto attueremmo tutte le iniziative necessarie”. Al coro si unisce il segretario confederale Cisl Maurizio Petriccioli, che chiede di approvare rapidamente la settima salvaguardia per gli esodati e sottolinea che le “risorse ci sono e non possono essere distratte per altri scopi”.