Il mondo FQ

Electrolux chiude la fabbrica di Cerreto d’Esi e annuncia 1.700 esuberi su 4.500 lavoratori. Proclamate 8 ore di sciopero

Fim, Fiom e Uilm: "Inaccettabile". Dichiarato lo stato di agitazione permanente. Nella fabbrica dell'anconetano lavorano 170 persone. Non si sa ancora esattamente dove colpiranno gli altri tagli tra Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano). Il Mimit: monitoriamo
Electrolux chiude la fabbrica di Cerreto d’Esi e annuncia 1.700 esuberi su 4.500 lavoratori. Proclamate 8 ore di sciopero
Icona dei commenti Commenti

Nuova pesantissima ristrutturazione nell’industria del bianco, cioè il sofferente settore degli elettrodomestici. Electrolux ha annunciato ai sindacati la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, che ha 170 dipendenti, e il taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di 1.700 esuberi: quasi il 40% dei 4.500 occupati in Italia. Dietro la decisione, annunciata nel corso di una riunione di Coordinamento nazionale convocata a Venezia, la scelta di trasferire a terzi la fabbricazione di prodotti non ad alto valore aggiunto, in modo da “snellire” l’azienda e focalizzarla sulla gestione del marchio più che sulla realizzazione diretta degli elettrodomestici. Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom e Uilm ritiene “inaccettabile” l’annuncio e ha dichiarato lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale. I sindacati chiedono il ritiro del piano e l’attivazione immediata del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Che al momento si limita a far sapere che “segue con la massima attenzione la situazione” e “intende svolgere tutte le attività di monitoraggio necessarie e mantenere un confronto costante e strutturato con l’azienda e le organizzazioni sindacali”.

Una disaggregazione precisa della misura in cui i tagli colpiranno le singole sedi – in Italia, oltre a Cerreto d’Esi, Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano) – non è stata ancora resa nota. Tra il personale in esubero, ritengono le organizzazioni sindacali, dovrebbero inserirsi i circa 200 addetti con contratto a termine, mentre dovrebbe essere interrotta del tutto la produzione di lavasciuga a Porcia e di piani cottura a Forlì, un segmento che rappresenta, per la sede romagnola, un terzo circa del business. A Susegana una terza linea della serie “Genesi”, che avrebbe dovuto dedicarsi a frigoriferi di livello medio-alto, non è stata attivata e si presume che altri 150 addetti ad essa dedicati potrebbero essere tra quelli che rientrano nel taglio. Una perdita sostanziale di competitività sarebbe stata rilevata, infine, anche per le lavastoviglie realizzate a Solaro. Electrolux ha annunciato di voler procedere in “tempi brevi”, dunque, probabilmente, con l’intenzione di chiudere entro l’anno.

“La multinazionale svedese”, spiega Pierpaolo Pullini, della segreteria provinciale della Fiom, responsabile per il distretto di Fabriano, “ha confermato l’intenzione di non voler più produrre cappe in Italia, ma solo in Polonia. Da qui, la decisione di chiudere lo stabilimento di Cerreto D’Esi”. Per il sindacalista, “si tratta dell’ennesimo duro colpo al distretto degli elettrodomestici del fabrianese. Un dramma per tanti lavoratori che hanno difficoltà a ricollocarsi, considerando le numerose crisi industriali degli ultimi anni nel territorio”.

Nel 2014, sotto il governo Renzi, la multinazionale si era impegnata a investire in Italia in cambio di un pesante abbattimento del costo del lavoro per rendere gli impianti competitivi con quelli polacchi. Ora arriva il dimezzamento della produzione. Nel primo trimestre dell’anno Electrolux perso circa 29 milioni di dollari. Le vendite sono crollate in particolare in Nord America. A fine aprile è stato annunciato un accordo con la società cinese Midea per il rilancio del mercato americano.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione