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Crisi energetica, il premier indiano chiede l’austerity: “Lavorare da casa, evitare viaggi all’estero e comprare solo prodotti locali”

"In considerazione dell’aumento dei costi globali del petrolio e del diesel, dobbiamo anche ridurre gli acquisti di oro e risparmiare le valute estere", ha annunciato Narendra Modi. Che ha anche esortato le famiglie a ridurre il consumo di olio da cucina
Crisi energetica, il premier indiano chiede l’austerity: “Lavorare da casa, evitare viaggi all’estero e comprare solo prodotti locali”
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Già a metà marzo la carenza di gas causata dal blocco dello Stretto di Hormuz si era fatta sentire pesantemente in India, con i ristoranti costretti a rivedere i menù causa impossibilità di garantire lunghe cotture e friggere il cibo. Ora, quasi due mesi dopo, è la scarsa disponibilità di petrolio e dei suoi derivati a spaventare il premier Narenda Modi. Che domenica ha lanciato un appello all’austerity: “Evitare i viaggi all’estero, riattivare il lavoro da casa e le riunioni in modalità virtuale come nel periodo del Covid, usare il trasporto pubblico o le auto condivise e acquistare solo prodotti locali per un anno“. Poi ha esortato le famiglie a ridurre il consumo di olio da cucina: scelta salutare ma anche “patriottica”, ha detto. Il Paese infatti importa grandi quantità di oli vegetali, con conseguente deflusso di valuta estera che ora New Delhi non può più permettersi.

“La priorità del momento per il nostro Paese è ridurre drasticamente i consumi di petrolio”, ha spiegato il premier nel corso di un evento nello stato del Telangana, dove ha inaugurato nuove autostrade e linee ferroviarie. “In considerazione dell’aumento dei costi globali del petrolio e del diesel, dobbiamo anche ridurre gli acquisti di oro e risparmiare le valute estere“, ha aggiunto. L’India è uno dei pochi paesi della regione che non ha aumentato i prezzi del petrolio e del diesel per uso domestico e non ha razionato le forniture. Tuttavia ha aumentato il costo del Gpl, il combustibile più utilizzato nel paese per cucinare.

L’India ne è il secondo importatore mondiale e il 60% delle forniture arrivano usualmente da Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. Il governo ha dovuto giocoforza autorizzare l’uso di combustibili più inquinanti, come carbone, legna e cherosene. L’Associazione Nazionale dei Ristoratori dell’India ha consigliato ai suoi 500.000 membri di ridurre gli orari, smettere di offrire piatti che richiedono lunghe cotture a fuoco lento e fritture e utilizzare coperchi durante la cottura per risparmiare energia.

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