È legge il ddl esodati contenente la sesta salvaguardia del governo. La commissione Lavoro al Senato ha approvato all’unanimità in sede deliberante (senza il passaggio in aula) il provvedimento, già approvato dalla Camera, senza apportare modifiche in modo da evitare un nuovo passaggio alla Camera. La norma riguarda la salvaguardia di 32.100 persone. “In questo modo si è evitato che per alcuni esodati scattasero i termini per non poter andare in pensione dall’anno prossimo, ma avrebbero dovuto aspettare un altro anno”, ha spiegato Mario Mauro (PI), relatore del testo. La commissione ha anche approvato un ordine del giorno che impegna il governo a definire esattamente il numero di esodati per risolvere definitivamente il problema “a margine della legge di Stabilità“. Il voto a favore del provvedimento da parte delle opposizioni, ha aggiunto Mauro, non è stato di appoggio al governo ma solo nell’interesse della tutela delle persone coinvolte.

Il testo è frutto di un emendamento del governo, depositato a fine giugno in commissione Lavoro alla Camera dallo stesso ministro Giuliano Poletti, che ha sostituito per intero il testo unico concordato fra tutte le forze politiche in commissione, che non aveva però ricevuto l’ok dalla Ragioneria dello Stato. La cosiddetta sesta salvaguardia del governo, come aveva spiegato lo stesso Poletti in occasione della presentazione dell’emendamento, prolunga di dodici mesi le misure di salvaguardia già previste estendendole al 31 dicembre 2016. Gli ex lavoratori e lavoratrici che rientreranno in quest’ultima salvaguardia saranno 32.100.

Le coperture individuate derivano da fondi risultanti dalla riduzione delle platee della seconda e della quarta salvaguardia e – per la parte residuale – dalle risorse del ministero del Lavoro per la cassa integrazione in deroga. La salvaguardia riguarda lavoratori in mobilità ordinaria, lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi, lavoratori cessati, familiari di disabili, lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011. Per Poletti la soluzione individuata era – come si legge dai resoconti di fine giugno in commissione Lavoro alla Camera – “la migliore possibile per affrontare d’urgenza le questioni più spinose, considerati anche i ristretti vincoli di bilancio“.

In merito alle risorse provenienti dalla cassa integrazione in deroga Poletti aveva spiegato che la “riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione non avrà luogo prima dell’anno 2015″ e che le risorse verranno ripristinate “già nella prossima legge di Stabilità”. “Qualsiasi altra misura strutturale, che il Governo intende realizzare – aveva spiegato Poletti la settimana scorsa depositando l’emendamento in commissione Lavoro – sarà assunta nell’ambito della prossima legge di Stabilità, all’interno un piano di intervento più complessivo, per la realizzazione del quale sono già in corso verifiche di natura tecnica”.