Una stretta al collo troppo prolungata per immobilizzarlo: potrebbe essere questa una delle concause – insieme alla “compressione toracica” – che ha ucciso Andrea Soldi, il 45enne affetto da schizofrenia morto all’ospedale Maria Vittoria di Torino dopo essere stato caricato a forza dagli agenti della polizia municipale (indagati per omicidio colposo insieme allo psichiatra) su un’ambulanza per un Tso. Per salvare il paziente, inoltre, bisognava eseguire un intervento di rianimazione durante il trasporto. Ma la manovra era impossibile perché l’uomo era ammanettato e prono.

Autopsia: manovra coercitiva esercitata per tempo eccessivo
E’ quanto emerge dall’autopsia disposta dal pm Raffaele Guariniello. Nelle analisi si parla di una “manovra coercitiva” esercitata per un tempo eccessivo. L’ipotesi formulata dal medico legale Valter Declame è quella di una morte per “choc da compressione latero-laterale al collo”. A provarla, secondo quanto si apprende da fonti della procura, c’è un ematoma sottocutaneo scoperto nel corso degli esami. La manovra con stretta eseguita dagli agenti deve avere una durata massima – è l’opinione di un esperto – di una quindicina di secondi. Diversamente, provoca una riduzione dell’afflusso di sangue al cervello con perdita del respiro, del controllo urinario e della coscienza.

Indagati agenti intervenuti e psichiatra
L’8 agosto sono stati iscritti nel registro degli indagati i vigili urbani della pattuglia intervenuta e lo psichiatra che hanno eseguito il Tso. In tutto quattro persone, accusate di omicidio colposo. Si tratta di Enri Botturi, Stefano Delmonaco e Manuel Vair. E del medico Pier Carlo Della Porta. Che così potranno nominare propri consulenti. Lo stesso giorno sono emersi i primi risultati dell’autopsia che ha escluso “l’asfissia meccanica” evidenziando però “segni di compressione toracica“.

Testimoni: “Usate maniere forti”
Soldi, che da ’90 soffriva di schizofrenia, il 7 agosto era seduto su una panchina di piazzale Umbria. Era lì che passava le sue giornate. Gli abitanti del quartiere lo conoscevano e hanno raccontato che non ha mai dato problemi. Quel giorno però, il 45enne ha dato in escandescenza. A chiedere l’intervento dei sanitari sono stati gli stessi familiari. Il centro di salute mentale dell’Asl 2 ha ordinato un trattamento sanitario obbligatorio e una pattuglia di vigili urbani è arrivata sul posto per eseguirlo. Non era la prima volta che Soldi veniva sottoposto a questo tipo di intervento. Molti testimoni, ascoltati nei giorni scorsi in procura che coordina le indagini dei carabinieri del Nas, hanno raccontato che per immobilizzare Soldi, 150 chili di stazza, sono state utilizzate maniere troppo forti. Una donna ha sostenuto di avere visto un vigile urbano afferrare la vittima al collo, per immobilizzarlo, mentre altre persone sostengono di averlo visto caricare sulla barella in posizione prona e ammanettato dietro la schiena. Anche se alcune testimonianze sono discordanti.

Ex carabiniere scatta foto: “Non si trattano così nemmeno le bestie”
Ma dalla finestra di casa sua un ex carabiniere di 76 anni, Sebastiano Pischedda, ha scattato col telefonino nove foto che immortalano gli ultimi istanti dell’intervento. Andrea a terra. Le mani ammanettate dietro la schiena. Immobile. A faccia in giù. Scatti che sembrano confermare l’esito dell’autopsia. Il cellulare dell’uomo è stato sequestrato. “Non si trattano così nemmeno le bestie da portare al macello. Se ripenso a quella scena mi viene da piangere. Io ho portato la divisa per una vita, so cos’è il senso del dovere e dello Stato. E l’altro giorno, mi creda, il senso dello Stato qui non c’era” ha raccontato Pischedda al Corriere della Sera.

Relazione dei vigili: “Era in stato di delirio”
Diversa la versione riportata nella relazione dei vigili che raccontano di non aver afferrato Soldi per il collo ma “nella parte superiore del busto”. L’uomo – riporta il quotidiano di via Solferino – era “renitente alla somministrazione delle cure”, in “stato di delirio“.