Vincenzo De LucaAnni fa, tanti anni fa, se si chiedeva di Franco Nicolazzi (esponente di spicco dell’allora Psdi e ministro dei Lavori Pubblici) a Gattico, suo comune d’origine, la gente diceva: “Qui ha fatto solo del bene”. Nicolazzi ebbe peraltro alcuni guai con la giustizia: fu condannato per concussione e dovette ritirarsi dalla vita politica.

Mi viene in mente tale aneddoto quando penso a Vincenzo De Luca, per anni sindaco di Salerno, dove, anche qui ha fatto solo del bene. Venendo incontro alle richieste dei cittadini, ma forse anche dei costruttori (Crescent insegna). Ed anche lui avendo guai con la giustizia. Forse fa male fare troppo del bene.

De Luca adesso non più sindaco di Salerno, ma nuovo governatore della Campania, seppure sub judice, e l’altro ieri, in questa nuova veste si è lasciato andare a Radio 24, ed ha dichiarato: In Campania abbiamo 80.000 alloggi abusivi. Chi li può demolire? Avete forse le cave per portare il materiale di risulta? Bisogna essere pratici”. La prima esternazione di De Luca da vincitore delle elezioni regionali, si presta ad alcune considerazioni.

La prima è che qualcuno deve andare ad informare De Luca che un immobile abusivo costituisce un reato, e pure permanente, e che le Regioni non hanno il potere di legiferare in materie penalmente rilevanti. Altrimenti, pensate cosa potrebbe accadere: che un fatto potrebbe essere previsto come reato al nord, ma non al sud. Magnifico!

Ma, al di là di ciò, l’affermazione di De Luca è impregnata del peggiore populismo. Quale la giustificazione per condonare? Che non si saprebbe dove allocare le macerie. In quali cave. Se è solo per questo, a Milano, con le macerie dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu realizzato il Monte Stella, che oggi è un bellissimo e frequentatissimo giardino. Non credo davvero che sia un problema decidere cosa fare dei rifiuti da demolizione. E del resto, se davvero allocare dei rifiuti fosse un problema, qui in Piemonte già solo per questo dovrebbero rinunciare al buco della Tav. Insomma, le macerie sarebbero  l’ultimo dei problemi, e De Luca lo sa bene.

Quindi, non è questa la ragione per la quale De Luca vorrebbe condonare. La vera ragione semmai sta nel consenso che anche solo a pronunciare queste parole lui attira sulla sua persona. Ma al di là di ciò, che magari costituisce dietrologia, limitandoci ai fatti, se è grave la bugia con cui egli accompagna la sua proposta, ancor più grave, ma questa volta veritiero, è come De Luca rafforza le sue ragioni nel prosieguo dell’intervista, di fatto giustificando gli abusi: “Se c’è un povero Cristo che nell’entroterra campano, senza danneggiare nessun paesaggio, ha fatto l’abuso, lo si sana perché non abbiamo alternative”: ossia, quelli che realizzano l’abuso non sono delinquenti, ma poveri cristi. Frase questa che non avevano avuto il coraggio di pronunciare neppure accompagnando l’ultimo condono edilizio i parlamentari della destra berlusconiana nel 2004.

De Luca è nudo, è questa la vera ragione per cui egli propone il condono. In fondo in fondo un abuso edilizio non è un reato, ma una marachella. Vi ricordate anni fa quando si parlava di abuso edilizio di necessità? Stessa cosa. In questa frase di de Luca emerge in tutta la sua pericolosità la mentalità soprattutto meridionale, ammettiamolo, che ha una visione diciamo così un po’ troppo libertaria dello ius aedificandi, secondo cui se io sono proprietario di un terreno ci posso edificare. Stop. Alla faccia delle regole, alla faccia della programmazione urbanistica, alla faccia dell’ambiente, alla faccia del paesaggio. Ed alla faccia di quelli (imbecilli) che non fanno i furbi.

C’è solo da augurarsi che la legge Severino fermi De Luca, ma mi domando: in fondo, in fondo, chi verrà dopo di lui avrà idee molto diverse?