In 4 anni aveva ricevuto oltre 10 multe per eccesso di velocità. Ma dopo l’ennesimo ritiro era tornato in possesso della patente. Anzi proprio stamani, alle 8, avrebbe dovuto riconsegnare ai carabinieri il documento di guida dopo l’ennesima contestazione. Invece alle 10 Pietro Sclafani, 50 anni, ha travolto e ucciso in via Libertà, a Palermo, Tania Valguarnera, 30 anni, che stava  entrando al lavoro, in un call center dell’Almaviva, mentre sognava un futuro di artista (faceva la scultrice). Ancora una volta Sclafani stava viaggiando a velocità folle alla guida di un furgoncino.

L’impatto è stato violentissimo: la scena è stata ripresa dalle videocamere di un bar della strada. E dalla finestra hanno assistito i colleghi del call center che hanno chiamato la polizia. Sclafani, proprietario di un panificio, è scappato via alla guida del suo Fiat Oblò. Gli agenti l’hanno fermato poco dopo in via Autonomia Siciliana. Il pirata ha negato tutto e cercato di resistere all’arresto. Ora è in una camera di sicurezza della questura dove rimarrà – gli inquirenti temono la fuga – fino alla celebrazione del processo per direttissima che si dovrebbe tenere già lunedì 18. “Chiederemo una pena esemplare”, commenta il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Gli investigatori stanno sottoponendo Sclafani alle analisi tossicologiche per accertare se abbia fatto uso di alcol e droga. Le accuse a suo carico sono omicidio colposo, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale. Ipotesi che potrebbe costargli davvero una pena esemplare se dovesse essere approvato l’emendamento al ddl che prevede fino a 30 anni per il pirata della strada che, in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e avendo superato i limiti di velocità, causa la morte di qualcuno. Come accaduto all’uomo che ieri notte ha travolto due giovani in motorino, uccidendone uno e ferendo l’altro a Celano, vicino Avezzano, poi ha abbandonato l’auto ed è scappato per i campi. La polizia l’ha rintracciato e arrestato.