Telefonate ai politici, contributi alle fondazioni, donazioni a questo o a quel partito. A patto che continuino a mettere “le mani nella merda”. I rapporti vanno mantenuti, con tutti, e mantenerli costa parecchio: lo si fa a colpi di decine di migliaia di euro. In cambio si ottengono impegni, promesse e appalti. L’attività di lobbying che emerge dall’inchiesta della procura di Napoli sulla metanizzazione dell’isola di Ischia è un affresco, l’elettrocardiogramma di un sistema in cui le cooperative, nella fattispecie la Cpl Concordia, allungano le proprie influenze tentacolari nelle viscere della politica e intrattengono rapporti duraturi con esponenti dell’intero arco parlamentare.

La metanizzazione di Ischia fa gola a tutti, non importa che in tasca si abbia la tessera del Pd o di Forza Italia. Un esempio: Domenico De Siano è un senatore di FIEra compagno di partito di Giuseppe Ferrandino quando il sindaco dem di Ischia, finito agli arresti, militava nel centrodestra. De Siano non è indagato, ma sulle sue conversazioni si concentra l’attenzione dei pm: “Abbiamo la possibilità noi di potere, come forza politica – dice il senatore in una intercettazione – di lavorare per fare inserire l’emendamento per la metanizzazione anche per l’isola di Ischia perché a noi ci interessa più di qualsiasi altra cosa… Ma il problema di fondo è che dobbiamo farlo noi, il lavoro”. Per i pubblici ministeri che conducono l’inchiesta lo scenario è chiaro: il senatore, scrivono in una richiesta di proroga delle intercettazioni, “si sta adoperando per far ottenere il finanziamento pubblico necessario per tale opera”.

“E’ ovvio che dobbiamo rispettare i canali – continua De Siano – non so se la Vicari sarà confermata. La cosa non si concretizza se non facciamo determinati tipi di passaggi. Devo verificare il senatore quando sta qua”. Il senatore in questione è Simona Vicari, sottosegretario in quota Nuovo Centrodestra allo Sviluppo economico sotto il governo Letta e confermata anche nell’esecutivo Renzi, ed è la persona che secondo i pm si sarebbe impegnata a “far assegnare 140 milioni di euro (distribuiti in 20 milioni per 7 anni) per il completamento delle opere di metanizzazione dell’Italia del sud, di cui beneficerà evidentemente anche CPL. Stando a Simone (Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali della cooperativa, ndr) Vicari si sarebbe personalmente impegnata a far rimuovere, durante i vari passaggi parlamentari, le parole ‘nei limiti’ alla cifra di 140 milioni”.

I rapporti vanno mantenuti e per farlo servono investimenti. Finanziamenti “in chiaro” alle fondazioni legate ai partiti. “Per quanto riguarda sia le donazione ai partiti che le donazioni a onlus c’è un budget – ha spiegato ai pm Mauro Guarnieri, dirigente di Cpl Concordia sentito come teste – quello relativo al 2014 è stato di 100 mila euro relativi a erogazioni a partiti“. Per l’esattezza 122 mila euro, come risulta dai documenti vagliati dagli inquirenti. “Può accadere – ha aggiunto Guarnieri – che alcuni personaggi politici si rivolgano a me e io prendo atto della richiesta che viene portata in Cda”. “Tutte le erogazioni devono essere autorizzate dal Cda – ha confermato Fabrizio Tondelli, direttore generale operativo affari esteri – pertanto, a mero titolo esemplificativo, mi ricordo che nel Cda di ottobre è stato valutato positivamente la contribuzione alla cena organizzativa di Renzi“.

Nel 2014 20 mila euro la Cpl Concordia li versa a Icsa, la fondazione che si occupa di intelligence e sicurezza fondata da Marco Minniti, che ne ha lasciato la presidenza nel maggio 2013, dopo la sua nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Vi è “il fondato sospetto che parte del denaro” versato dalla cooperativa Cpl alla fondazione Icsa “costituisca ‘il prezzo‘ per potersi aggiudicare gare di appalto a cui intendono partecipare”, scrivono i pm di Napoli in una richiesta di proroga di intercettazioni del 10 aprile 2014, nella quale si fa in particolare riferimento a lavori “presso l’Aeroporto di Pratica di mare“.

In un capitolo di un’informativa dei carabinieri del Comando Tutela Ambiente agli atti dell’inchiesta, Francesco Simone si mostra scettico sul fatto di rinnovare il contributo perché “non so che cosa contano, non so a che cosa servono…”. In un colloquio intercettato mentre parla con Nicola Verrini, responsabile commerciale di area della cooperativa, Simone “non perde l’occasione – scrivono gli investigatori – per screditare la fondazione: ‘si vedono fanno finta di (omissis) … di avere … di far vedere che controllano i rapporti con i servizi segreti…in parte è vero perché c’è Minniti che è sottosegretario con delega ai Servizi segreti che era loro Presidente adesso non lo è più”. Verrini, annotano i carabinieri, “però è pragmatico e chiede al suo interlocutore: ‘Il mio problema però è questo…queste persone poi quando è ora le mani nella merda ce le mettono o no?'”. “Ma anche in questo caso – si legge sempre nell’informativa – Simone risponde negativamente, ben sapendo invece chi, come già in passato è accaduto, presta la sua opera per la Cpl: ‘è molto più.. è molto più utile investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo”.