Sono allarmanti i dati appena pubblicati dall’Autorità nazionale Anticorruzione a proposito dell’adempimento, da parte di un campione rappresentativo di amministrazioni dello Stato, della vigente disciplina in materia di trasparenza ovvero delle regole che dovrebbero scongiurare il verificarsi di episodi di corruzione e malaffare all’interno delle amministrazioni italiane permettendo forme – peraltro davvero modeste e poco penetranti – di controllo diffuso sull’operato degli uffici pubblici e di chi li dirige.

Prima di mettere in fila numeri e nomi dei “buoni” e dei “cattivi”, vale però la pena di raccontare il metodo della verifica condotta dall’Anac per evitare ogni equivoco e fraintendimento.

Fin qui, infatti, l’Authority non ha controllato direttamente se e in che misura le singole amministrazioni dello Stato oggetto di verifica abbiano effettivamente adempiuto agli obblighi loro imposti dalla disciplina in materia di trasparenza ma si è limitata a chiedere, agli organismi di valutazione indipendente ai quali la legge assegna il compito di verificare, all’interno di ogni singola amministrazione, il rispetto di tale disciplina di attestarne il puntuale adempimento e pubblicare sul sito internet dell’amministrazione detta attestazione.

La richiesta è stata indirizzata a tutti i Ministeri, a tutte le Regioni, a tutte le Autorità indipendenti nonché, a campione, a 35 Asl ed altri enti del servizio sanitario nazionale ed a 20 Comuni, capoluoghi di Regione. Si è trattato, dunque, sin qui di una verifica light sebbene basata su un’attestazione auspicabilmente veritiera ed indipendente.

Ed ecco i risultati che lasciano davvero senza parole, raccontando di amministrazioni dello Stato che, prima ancora che poco trasparenti sono riottose a rispettare le regole ed a sottoporsi – come però pretendono costantemente da cittadini ed imprese – a qualsivoglia forma di verifica da parte dell’Autorità cui la legge attribuisce poteri di vigilanza.

Il 50% delle Autorità indipendenti non ha risposto alla richiesta dell’Anac e non hanno pubblicato sul proprio sito internet, nei termini richiesti, l’attestazione relativa al puntuale adempimento degli obblighi di legge in materia di trasparenza. Non lo hanno fatto, in particolare, l’Autorità di regolazione dei trasporti, quella per l’energia elettrica, quella per le garanzie nelle comunicazioni e quella di garanzia dell’attuazione della legge nello sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Decisamente più confortanti – anche se egualmente preoccupanti perché rivelatori di una scarsa cultura della trasparenza e della legalità – i dati relativi alle Regioni, adempienti per l’82%, ai Comuni, adempienti per il 90%, alle Asl per il 77% e ai Ministeri, adempienti per il 92% ovvero con la sola eccezione del Ministero dello Sviluppo economico che pure non è, esattamente, un Ministero da considerare a basso rischio sotto il profilo di possibili fenomeni di corruzione data la sua centralità in ambiti strategici ed economicamente assai rilevanti.

E chissà cosa salterà fuori quando, nelle prossime settimane, l’Authority inizierà a verificare più da vicino la corrispondenza tra la trasparenza dichiarata e quella effettivamente garantita dalle singole amministrazioni.

Sin qui i numeri, i nomi ed i fatti. Ciascuno, ovviamente, tragga le proprie conclusioni anche se due sembrano facili ed incontestabili.

La prima racconta che la cultura della legalità prima ancora che quella della trasparenza dovrebbero essere testimoniate a cittadini ed imprese dalla amministrazioni dello Stato e che queste ultime e, poi, lo stato nel suo complesso, fanno fatica ad essere credibili agli occhi degli amministrati se, per prime, si mostrano tanto insofferenti al rispetto delle regole.

La seconda che l’attuale disciplina sulla trasparenza, evidentemente, è ben lontana dal rappresentare un reale deterrente contro piccoli e meno piccoli episodi di corruzione se, come raccontano i risultati delle verifiche dell’Anac, un Ministero come quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, travolto dal recente scandalo che ha per protagonisti il ministro e la sua prima linea, è nell’elenco delle amministrazioni trasparenti.