Camera, informativa sul programma di governoForza Italia vota contro tutti gli emendamenti che prevedono aumenti di pena perché non riducono il fenomeno della corruzione. Qui ci divide una questione culturale, l’aumento di pene porta solo a un aumento di mazzette”. Dobbiamo tutti essere grati al senatore Ciro Falanga – il cui capocorrente detenuto Nicola Cosentino è stato appena rinviato a giudizio per estorsione con  l’aggravante di aver favorito la camorra casalese – perché ha reso chiara una volta per tutte la linea politica del partito di Silvio Berlusconi sui temi della legalità.

Che cosa ci ha voluto comunicare il senatore Falanga nel suo intervento in Commissione giustizia a proposito del ddl anticorruzione? Un concetto molto semplice: in Italia la corruzione è un settore economico come gli altri. E se aumenti le pene, gli operatori del mercato (i corrotti) scaricheranno il costo aggiuntivo (il rischio di fare più carcere) sui consumatori (i corruttori). E dato che i corruttori di solito scaricano a loro volta i costi sulla collettività (per esempio con ricarichi sull’opera o sulla fornitura pubblica), alla fine sapete su quali gracili spalle graverà ogni anno di carcere in più? Su quelle del contribuente. Cioè di tutti noi.

L’illuminante Falanga ci dice insomma che aumentare le pene per la corruzione è un po’ come alzare l’Iva o mettere la Tobin Tax: si rischia di disincentivare gli operatori, di distorcere il mercato, di stimolare lo scaricabarile dei costi addosso al consumatore finale.

E noi che credevamo che in in questi vent’anni e rotti Forza Italia si fosse opposta strenuamente a qualunque nuova legge anti-corrotti solo per fare un favore a Silvio Berlusconi e ai suoi intimi. Invece, ci chiarisce Falanga, è una “questione culturale”. Siamo di fronte a una difesa del libero mercato, dei principi di Adam Smith, che magari quando parlava della benefica “mano invisibile” alludeva un po’ – perché no? – anche a quella che allunga la mazzetta al riparo da occhi indiscreti.

In Commissione giustizia Falanga si è detto dunque irriducibilmente contrario a qualsiasi aumento di pena per i reati di corruzione. Però, gli va dato atto, ha proposto una ricetta alternativa per combattere il grave fenomeno. Il senatore che un anno fa ha aderito a Forza Campania, il movimento fondato da Cosentino fra il primo e il secondo arresto, ha spiegato infatti che occorre darsi da fare soprattutto sul fronte della “prevenzione”.