Voleva evitare in ogni modo che quei soldi fatti emigrare in Svizzera potessero rovinargli l’immagine. E così Gino Paoli, cantautore amatissimo ed ex parlamentare indipendente nelle liste del Partito Comunista, nel gennaio del 2014 mesi è nello studio di Andrea Vallebuona, commercialista che sarà arrestato nel luglio per il pasticciaccio di Banca Carige.

Il professionista è intercettato e così gli investigatori delle Fiamme Gialle captano una conversazione tra lui, il cantante e la moglie, Paola Penzo. “Non voglio che si sappia che ho portato soldi all’estero, li voglio riportare in Italia. Sono un personaggio pubblico, non posso rischiare questo, ho un’immagine da difendere” dice l’artista che tre giorni fa ha visto il suo incubo diventare realtà con la pubblicazione della notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Genova per evasione fiscale.

Come riportano La Repubblica e Il Secolo XIX marito e moglie portano nello studio del commercialista alcuni documenti che riguardano il deposito di circa due milioni di euro, in parte anche frutto di presunti pagamenti in nero ottenuti per esibizioni alle Feste dell’Unità. La signora Paoli a un certo punto quindi dici: “Queste carte le nascondiamo in un luogo sicuro”.

Un anno fa l’Italia stava per firmare il concordato bilaterale con la Svizzera, che invece sarà siglato domani, ed era quindi concreta l’acquisizione gli elenchi degli italiani con riserve oltre confine sottratte al Fisco. La paura della figuraccia fa chiedere a Paoli il rientro a qualsiasi costo delle somme: “Sono un personaggio pubblico, non posso rischiare questo. Ho un’immagine da difendere”. Il professionista, poi arrestato, rassicura: “Vedremo di trovare un modo”

Quei documenti che dovevano sparire poi non sono stati trovati. Nonostante una perquisizione in casa degli investigatori. I finanzieri avrebbero trovato però altri documenti negli uffici delle tre società di cui la signora è responsabile e amministratore: “Edizioni Musicali Senza Fine”, “La grande Lontra” e “Sansa”. Adesso quindi sono in corso accertamenti anche sui conti di queste società. Una di queste non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi per alcuni anni.

Durante le intercettazioni ambientali i finanzieri avrebbero sentito parlare di somme provenienti dai concerti di Paoli alla Festa dell’Unità. Il cantante, che si è autosospeso dalla presidenza della Siae, avrebbe fatto capire che “quello era un sistema consolidato“. Ma quei fatti sarebbero antecedenti al 2008.