Una notizia che aspettavamo da tempo. Con un comunicato stampa il 13 febbraio l’FLC CGIL e il suo segretario nazionale, Domenico Pantaleo, hanno annunciato di sostenere il disegno di legge, ex legge di iniziativa popolare, presentato sia alla Camera che al Senato, ‘Per la buona scuola della Repubblica’ (Lip scuola).
Si tratta di un’ottima notizia per il mondo della scuola e per la democrazia del Paese. Il più grande sindacato italiano appoggia lo sforzo “dal basso” per portare avanti un dispositivo diametralmente opposto a quello del governo: la scuola della Costituzione. Un progetto di scuola vincolata intransigentemente ai principi della Carta, pluralista, laica, inclusiva, democratica. Una scuola che sia viatico di cittadinanza consapevole per gli studenti e di esercizio della libertà di insegnamento per i docenti. Una scuola dei diritti e dei doveri, che costituisca la concreta applicazione dell’art. 3 della Costituzione, secondo il quale “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Contro la scuola-azienda di Renzi, contro la rottura del principio di unitarietà del sistema scolastico nazionale; contro una visione dirigista e punitiva, che dismette la democrazia scolastica imponendo modelli neoliberisti; contro una carriera dei docenti che non conosce la forza dei principi della collegialità e della cooperazione educativa; contro una scuola di serie A e di Serie B, completamente regolata e gestita dall’intervento dei privati (siano oggi i genitori, domani le aziende, come ha affermato il sottosegretario Faraone, definendo la scuola un brand) molti oggi hanno individuato la Lip scuola come proposta alternativa.
Il Comitato Nazionale per la Riproposizione della legge di iniziativa popolare Per la Buona scuola della Repubblica accoglie con soddisfazione l’adesione della Flc che, nel comunicato stampa, sintetizza alcuni dei principi qualificanti il testo: “Il primo passo è definire i livelli essenziali delle prestazioni che devono avere standard qualitativi elevati in tutto il Paese. Occorre ridurre il numero degli alunni per classe per migliorare i processi di apprendimento, aiutare gli alunni in disagio socio-ambientale o in difficoltà di apprendimento. La scuola deve avere come obiettivo quello di portare tutti al successo formativo e non avere come fine quello di selezionare nel nome di una finta meritocrazia. (…). Bisogna garantire a tutti il diritto all’istruzione a partire dalla gratuità. La FLC CGIL chiede al Parlamento l’immediata discussione e approvazione della legge”.
Questo percorso condiviso – partito dal basso e le cui regole di ingaggio prevedono una condivisione completa anche delle modifiche, che intanto i comitati territoriali stanno apportando per “attualizzare” il testo del 2006, anno in cui la Lip scuola fu scritta da docenti, genitori e studenti – vede oggi aggiungersi, dopo l’Unione degli Studenti, un altro soggetto importante per sostenere questa battaglia di democrazia, contro la deriva autoritaria che sta investendo le istituzioni dello Stato, di cui la scuola rappresenta un anello fondamentale per i futuri cittadini.
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