Le dette così tante botte da fratturarle la mandibola e un’orbita, spappolarle la milza e provocarle un ematoma alla cervello. Era il 4 febbraio e quella giovane donna è rimasta in coma fino a pochi giorni fa. Oggi Maurizio Falcioni è stato condannato a 20 anni, con rito abbreviato, per il tentato omicidio e per i maltrattamenti contro Chiara Insidioso Monda, 19 anni.

La pena è stata decisa dal gup di Roma che ha accolto la richiesta del pm Elena Neri. Pochi giorni fa la ragazza, che si trovava ricoverata all’ospedale San Camillo, si è risvegliata. Poco dopo il ricovero in ospedale i medici erano intervenuti d’urgenza per riassorbire l’ematoma al cervello. Poi, superata l’emergenza, la vittima era stata sottoposta ad altre due operazioni: una al cervello e l’altra per ricostruire la teca cranica.

Chiara era stata picchiata dal suo ex fidanzato, un muratore 35enne romano con precedenti per droga, perché accusata di avere un amante: “Hai un altro, dimmelo”, le aveva gridato l’uomo. Poi le botte. Ferite e traumi che, avevano spiegato i medici che l’avevano soccorsa, “si vedono solo negli incidenti stradali più gravi“. Chiara, che all’epoca aveva solo 19 anni, era andata a vivere con il fidanzato in uno scantinato di Ostia. La ragazza, diplomata all’Istituto alberghiero, aveva un piccolo deficit mentale e il padre ha sempre pensato che l’uomo, di 16 anni più grande di lei, l’avesse circuita: “Ho tentato tante volte di allontanarla da lui – aveva dichiarato dopo il pestaggio – ma non ci sono riuscito”.

La sentenza è stata accolta da un lungo applauso da parte dei parenti e amici di Chiara presenti in aula. Il gup Giacomo Ebner ha riconosciuto l’aggravante della continuazione nel reato di tentato omicidio e maltrattamenti. Il giudice ha anche disposto nei confronti dell’imputato l’interdizione legale per tutta la durata della pena e quella in perpetuo dai pubblici uffici.