La speculazione torna a farla da padrona sui mercati finanziari e farne le spese sono soprattutto Atene e Milano. La scusa, questa volta, è il timore, non nuovo però, riguardo alla capacità della Grecia di rifinanziarsi sui mercati a tassi sostenibili. E così la Borsa di Atene è crollata fino a oltre il 10% trascinando giù anche Piazza Affari (-4,44%) proprio nel giorno dell’attesa del varo della Legge di Stabilità su cui peraltro non mancano i dubbi preventivi di BruxellesAnche le altre piazze del Vecchio Continente viaggiano in chiaroscuro, ma nessuna in rosso quanto Milano dove sono in negativo tutti i maggiori titoli bancari. Particolarmente pesanti Monte dei Paschi di Siena, che ha lasciato sul terreno il 7,64% e Banco Popolare (-8,09%). Gli istituti di credito pagano l’esposizione sui titoli di Stato, ma anche le attese per gli esiti degli stress test comunitari. E non aiutano uscite come quelle dello Spiegel online secondo il quale di sarebbe l’Italia fra i Paesi che avranno i risultati peggiori dagli esami sulle banche disposti dalla Bce, attesi per fine ottobre. Secondo il giornale tedesco che cita fonti ben informate: “Esperti vicini ai test contano su un divario fra nord e sud in Europa. Ci sarebbero due-tre Paesi, per i quali i risultati sarebbero molto negativi. Candidati bollenti sono Italia e Cipro”. Male anche World Duty Free (gruppo controllato dalla famiglia Benetton) e Tenaris, che secondo gli analisti paga il forte calo dei prezzi del petrolio. Tra le Borse in sofferenza, però, c’è anche Francoforte affossata dalla revisione al ribasso delle previsioni di crescita del pil e dai timori per un possibile ingresso in recessione tecnica. 

Non va meglio il fronte del debito sovrano con il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani a dieci anni e gli equivalenti tedeschi, lo spread, è tornato a salire oltre quota 166 punti base dopo che il tasso d’interesse pagato dai Btp decennali, cioè quello che lo Stato deve pagare per rifinanziare il proprio debito, è arrivato a quota 2,41 per cento. Nel pomeriggio ha virato ancora in negativo anche Parigi, la cui legge finanziaria, attesa anch’essa dalla Commissione Ue nelle prossime ore, è nel mirino dopo che il ministro delle Finanze Michel Sapin ha fatto sapere che il rientro sotto il 3% del rapporto deficit/pil è rinviato al 2019. Forti vendite anche a Madrid.

A riaccendere la speculazione, che si è fatta sempre più pressante da quando, nelle scorse settimane, i mercati (Usa in testa) hanno aggiornato i massimi, è stata la possibilità che la Grecia non riesca a uscire in via anticipata dal “memorandum“, il programma di salvataggio da 240 miliardi di euro sottoscritto nel 2010 come invece vorrebbe il premier Antonis Samaras, convinto che ora il Paese (tornato sui mercati con un certo successo in aprile) sia in grado di far fronte da solo alle proprie necessità di finanziamento. Ma, secondo le ultime stime del Fondo monetario internazionale, tra 2015 e 2016 Atene dovrà coprire un fabbisogno di 25 miliardi di euro. E martedì i rendimenti delle sue obbligazioni sono schizzati oltre il 7 per cento per la prima volta da marzo. Un brutto segnale, senz’altro, ma è chiaro che la nuova ondata di ribassi non potrà che favorire gli investitori a caccia di nuovi guadagni sempre più difficili da ottenere con i valori raggiunti dopo l’estate. Soprattutto a Wall Street che, a causa dell’effetto domino, dopo i massimi di fine estate è tornata a calare pesantemente perdendo oltre il 2 per cento.