Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz è stato contestato durante il suo intervento a Lampedusa, in occasione dell’anniversario del naufragio del 3 ottobre. “Questa è una pagliacciata, i colpevoli siete voi, siete voi gli assassini” ha detto uno dei rappresentanti del centro sociale dell’isola rivolgendosi al presidente dell’Europarlamento, che ha ascoltato le critiche e ha poi ripreso il suo discorso al fianco della presidente della Camera Laura Boldrini e del ministro degli Esteri Federica Mogherini. A guidare la protesta un gruppo di militanti del cento sociale “Askavusa”. “Questa è solo una pagliacciata. Vi dovete vergognare – dice il leader dell’associazione Giacomo Ferlazzo – I colpevoli siete voi. Voi state con i nazisti. Avete finanziato i nazisti in Ucraina. Non siete graditi”. Altri militanti hanno poi iniziato a gridare: “Non dovete nominare i morti. Li abbiamo visti noi non voi. Ne ho viste tante, troppe. Basta ve ne dovete andare”. Schulz stava per riprendere la parola quando è stato nuovamente contestato: “Non dovete parlare – dice Ferlazzo – vi dovete soltanto vergognare”. E la presidente Boldrini ha risposto: “Siamo un paese democratico”. E poi Ferlazzo e gli altri componenti del centro sociale sono stati allontanati dalla Digos. “Ce ne andiamo noi da soli perché non vogliamo continuare ad assistere a questa pagliacciata. Il convegno sta adesso proseguendo con gli interventi del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il sindaco Giusi Nicolinie la stessa Boldrini. Ai contestatori ha replicato il capo della Farnesina Federica Mogherini: essere oggi a Lampedusa, dice, “non è una pagliacciata ma un nostro preciso dovere politico, morale e istituzionale. Che ci sia l’Ue qui non è per niente banale è il segno di un impegno che c’è stato e che continuerà. Questo è un segnale politico importante”. L’Europa c’è, insiste la Boldrini, e gli strumenti anche, quel che serve è la volontà politica e un’assunzione di responsabilità: se l’Europa esiste è perché si fonda sul rispetto dei diritti umani. “Noi siamo qui con i nuovi alleati perché siamo riusciti a rendere comune questa emergenza e ad europeizzare il tema dell’immigrazione. Il 3 ottobre fa da spartiacque, c’è un prima e un dopo, ma bisogna fare ancora di più e mettere mano alla radice dei problemi”.

Ma è anche e soprattutto il giorno del ricordo. Sui cubi frangiflutti del molo di Lampedusa, lo stesso dove l’anno scorso furono adagiati i cadaveri di 366 migranti, i sopravvissuti hanno realizzato alcune scritte: “God is love”, “Henrick rip”, “you are always in my heart”. L’iniziativa, la prima di una serie organizzata per la giornata dal Comitato 3 ottobre, è stata condivisa con i ragazzi del liceo di Lampedusa, che hanno aiutato i migranti a dipingere i cubi sul molo. Lacrime e abbracci tra i sopravvissuti, molti dei quali, alla vista di quel molo, sono scoppiati in un pianto dirotto. Ermete Realacci (Pd) ripropone il testo di legge depositato alla Camera insieme ai deputati Paolo Beni e Khalid Chaouki per istituire “in questa ricorrenza una Giornata della memoria e dell’accoglienza per ricordare tutti i migranti morti nel tentativo di fuggire da persecuzioni, guerre, fame e miseria, nonché tutti gli uomini che per salvarli mettono a rischio la propria vita”.

Proteste all’aeroporto: “Commemorate i morti e ingabbiate i vivi”
Un gruppo di giovani lampedusani aveva invece manifestato davanti all’ingresso dell’aeroporto di Lampedusa. I manifestanti hanno cartelli contro il governo e le scelte fatte sull’isola. “Commemorate i morti e ingabbiate i vivi” è scritto su un cartello; “Ogni giorno è il 3 ottobre”; “No a Lampedusa caserma a cielo aperto”; “No Nato, più scuole, no Ue, meno caserme”. In particolare i manifestanti contestano la decisione di riaprire il centro di accoglienza e l’installazione di nuovi radar a Lampedusa. Le proteste sono anche contro il magnate Soros, che – affermano – avrebbe finanziato parte del Festival Sabir, organizzato dall’Arci proprio in questi giorni sull’isola. Anche al Porto Vecchio i lampedusani hanno inscenato una protesta, mettendo cartelli contro il governo e il sindaco, proprio di fronte all’ingresso del molo Favarolo, quello dove arrivano i migranti. “L’economia è in ginocchio – dicono – e i diritti dei lampedusani sono sempre negati”. 

Salvini: “Mare Nostrum è un fallimento totale, un’idiozia”
Da lontano le critiche arrivano dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “Mare Nostrum aveva due obiettivi: meno sbarchi e meno morti. I morti sono stati più di tremila, gli sbarchi quasi 150mila. Un fallimento evidente, totale, un’idiozia da fermare. E invece il governo ancora ieri con il decreto stadi ha regalato altri 130 milioni di euro per l’accoglienza degli immigrati togliendoli al fondo per le espulsioni. E oggi a Lampedusa sfilano ipocriti e buonisti. A spese altrui”.