Caso Garlasco, Sempio non risponderà ai pm. I legali: “Le indagini non sono chiuse”. Le gemelle Cappa sentite come testimoni
Andrea Sempio, convocato per mercoledì 6 maggio in procura a Pavia nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi “si avvarrà della facoltà di non rispondere“. L’indagato “non avrebbe nessun problema a parlare, ma il momento è troppo delicato – spiegano i legali – La difesa deve essere altissima, solidissima, perché è la seconda volta che viene convocato al buio. Quindi vogliamo prima capire, per la parità delle armi processuali – che non abbiamo inventato noi – che cosa effettivamente la Procura ha raccolto”.
Sulla barista, la ragazza indicata dai legali come “la ragazza da cui era ossessionato” Sempio e di cui parlava su un forum online, Angela Taccia aggiunge: “Non abbiamo ancora sentita la barista perché la stiamo cercando e stiamo valutando. Io so dov’è, so chi è, ma mia nonna diceva ‘prima di muovere i piedi, pensa’. Le cose fatte di fretta adesso non servono. Adesso abbiamo l’interrogatorio, dopodiché faremo altro. Andavamo sempre nella stessa birreria il sabato sera a mangiare anche per cercare di far parlare un po’ Andrea con questa ragazza – ricorda l’avvocata Taccia, amica da sempre del suo assistito -. Nella compagnia sapevamo tutti che gli piaceva ma lui negava perché è un po’ timido. Ma si vedeva, era palese. Probabilmente non ci ha fatto neanche niente con questa ragazza, però si parlavano, si cercava di trovare occasioni per farli incontrare”.
Il profilo personologico
La difesa, sostenuta da Taccia e dell’avvocato Liborio Cataliotti, ha “conferito incarico ad uno psicoterapeuta di redigere una consulenza personologica” sul 38enne. Tale atto è uno dei “presupposti ritenuti dal pool” difensivo “opportuni prima dell’eventuale sottoposizione” di Sempio ad interrogatorio. “Preannunciamo che si avvarrà della facoltà di non rispondere, riservandoci di chiedere eventualmente” ai pm di riconvocarlo per rendere esame dopo l’esito di tale consulenza.
La decisione di non sottoporsi all’interrogatorio di domani “ha una doppia motivazione”. Una risiede nel fatto che “le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo”, si legge in una nota dei legali che aggiungono anche che “il fascicolo” dell’inchiesta “oltre che incompleto non è ancora” stato messo a disposizione in modo da poter conoscere gli elementi raccolti nei confronti di Sempio e potersi difendere.
Il profilo personologico è una valutazione sintetica e strutturata delle caratteristiche psicologiche, emotive, cognitive e comportamentali di una persona. Si ottiene attraverso test e colloqui clinici, ed è fondamentale in ambito psicologico, clinico, forense e investigativo per individuare punti di forza, fragilità, tratti di personalità e potenziali disfunzioni.
Le audizioni delle sorelle Cappa
Paola Cappa e Stefania sono state sentite nella caserma Montebello, in via Vincenzo Monti a Milano, come persone informate sui fatti. Le audizioni sono durate rispettivamente due e tre ore. Fuori dalla caserma giornalisti, cameramen e fotografi. Le due sorelle, cugine di Chiara Poggi, non sono e non sono mai state indagate. Le loro dichiarazioni vengono raccolte nella qualità di persone informate sui fatti.
“Nella mattinata odierna le nostre assistite signore Stefania e Paola Cappa hanno reso sommarie informazioni testimoniali dinanzi ai carabinieri di Milano, su delega della Procura di Pavia, nell’ambito del nuovo filone di indagini sul delitto di Chiara Poggi. In occasione delle audizioni, entrambe di breve durata, le nostre assistite hanno rinnovato lo spirito collaborativo manifestato sin dall’inizio delle indagini nel rispetto dell’autorità inquirente” precisano in una nota diffusa nel tardo pomeriggio i legali delle due testimoni, gli avvocati Antonio Marino, Gabriele Casartelli e Valeria Mettica. La deposizione è avvenuta senza la presenza dei magistrati e degli avvocati.
Le loro deposizioni dovrebbero servire per alcuni approfondimenti sulla vita di Chiara nei giorni prima del delitto e per capire, come aveva indicato Paola il 15 agosto 2007 ai carabinieri parlando di “pista passionale”, se la vittima fosse stata bersaglio di avances rifiutate, di “un ragazzo che la cugina respingeva”, e di “un approccio finito male”. Non sarebbero mancate, secondo quanto si apprende, anche le domande sull’eventuale rapporto tra la cucina uccisa e Sempio, amico del fratello Marco che all’epoca frequentava in modo assiduo la villetta di Garlasco.
Tra gli atti c’è anche un’intercettazione ambientale registrata pochi giorni dopo il delitto, all’interno di una caserma, durante un incontro tra Stefania Cappa e Alberto Stasi. “Non mi lasciano stare”, dice Stefania. “Chi?”, chiede Stasi. “Tutti quanti”, risponde lei. Il giovane replica: “Neanche a me… mi hanno detto di tutto”. Le due cugine di primo grado erano finite al centro delle cronache per un fotomontaggio che le ritraeva con Chiara esposto sul cancello di casa e ancora nei giorni delle ricerche dell’arma del delitto, mai trovata, in un canale a Tromello (Pavia).
Stefania frequentava più spesso la casa dei Poggi e aveva un contatto più diretto con la cugina. In una dichiarazione resa agli inquirenti, aveva affermato: “Premetto che io e mia cugina avevamo un ottimo rapporto. Nell’ultimo mese addirittura ci vedevamo quasi tutti i giorni”. E proprio su questa quotidianità si sarebbero soffermati gli investigatori. La sensazione è che sia Paola sia Stefania abbiano ripercorso tutte le vicende fornendo serenamente la loro visione del susseguirsi degli avvenimenti. Tanto che sono state ascoltate senza avvocati (non essendo indagate, ma avrebbero potuto farsi accompagnare) e senza la presenza dei due pm che coordinano le indagini, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, che coordinano l’inchiesta insieme all’aggiunto Stefano Civardi.
La nuova ipotesi investigativa
Secondo la nuova ipotesi investigativa, a uccidere la 26enne nel 2007 non sarebbe stato Alberto Stasi, allora fidanzato della studentessa, già condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio, ma Andrea Sempio, all’epoca dei fatti 19enne e amico del fratello della vittima, Marco Poggi. Il movente ipotizzato è quello del rifiuto a un approccio a cui Sempio avrebbe reagito colpendo Chiara Poggi con un oggetto contundente almeno per 12 volte alla testa e al volto. Marco Poggi sarà sentito a Pavia mercoledì 6 maggio anche lui come le cugine come persona informata sui fatti.
La Procura di Pavia, quando avrà chiuso le nuove indagini col deposito di tutti gli atti, potrebbe mettere a disposizione quelle carte, anche della difesa di Alberto Stasi, condannato definitivo. Carte utili per una richiesta di revisione del processo degli stessi difensori dell’ex bocconiano, che era già parte interessata del maxi incidente probatorio genetico e sulle impronte. Alla Procura generale di Milano, i cui vertici lo scorso 24 aprile hanno incontrato il procuratore Fabio Napoleone, non sono attesi, al momento, entro questa settimana gli atti con cui gli stessi pm pavesi, come preannunciato, solleciteranno una richiesta di revisione alla stessa Pg.
Al termine dello studio delle nuove risultanze investigative, tra consulenze e testimonianze, dunque, arriverà di certo un’istanza di revisione da parte della difesa di Stasi alla Corte d’Appello di Brescia, mentre la Procura generale dovrà decidere se presentarla o meno o far pervenire un parere scritto ai giudici bresciani, chiamati a decidere comunque sull’istanza di Stasi. L’ultimo grado sulla revisione sarà poi competenza della Cassazione.