“Con FI che rappresenta milioni di voti non c’è un accordo di governo ma istituzionale perché in un Paese civile le regole si fanno insieme. Dal punto di vista istituzionale mantenevo la parola anche se Berlusconi fosse stato condannato”. Dopo il silenzio di ieri Matteo Renzi parla da Maputo, in Mozambico, una delle tappe del suo viaggio africano, e replica a chi sostiene che con l’assoluzione di Silvio Berlusconi dalle accuse di prostituzione minorile e concussione nell’appello del processo Ruby, il patto del Nazareno sia più forte. Nello specifico Renzi ha detto di non voler commentare la sentenza. Ha commentato, invece, e con parole di critica, le ultime affermazioni Beppe Grillo, dopo lo scambio di accuse reciproche sul fallimento – ancora non definitivo, a dire il vero – del tavolo sulla legge elettorale: “Sono abbastanza colpito – ha detto Renzi – dal teatrino politico di Grillo, ha un modo di procedere che ricorda le correnti dei partiti della Prima repubblica con la differenza che non ha i voti. Se vuole parlare con noi ci siamo ma la nostra priorità è fare le riforme”.

Poche ore prima erano stati gli stessi Grillo e Casaleggio a scrivere una nuova pagina nello scontro. Dopo che il tavolo tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico è saltato, almeno in streaming, almeno sotto i riflettori, almeno secondo il blog di Beppe Grillo, e mentre il pontiere Luigi Di Maio continua a ricordare che niente è ancora chiuso, i due sono intervenuti con un comunicato sul blog dell’ex comico per spiegare la posizione del gruppo: “Il Pd sta mettendo in dubbio le buone intenzioni del Movimento 5 stelle al tavolo sulla legge elettorale. E’ chiaro a chiunque abbia seguito lo streaming che il M5S aveva 5 punti chiari mentre il Pd cercava di non dare alcuna risposta concreta e di temporeggiare. Renzi parla di una sconfessione dal blog che non c’è mai stata. Non esiste una linea Grillo/Casaleggio. Non esiste una linea Di Maio. Non esistono linee all’interno del movimento, se non quella dei cittadini”.

Due gli incontri in streaming tra le parti, troppi secondo i 5 stelle, troppo pochi per i democratici. Così la trattativa per la legge elettorale riceve una dura battuta d’arresto. Il prossimo passo per i grillini sarà quello di far votare agli iscritti i 5 punti proposti al Pd e poi, lanciano la provocazione, saranno pronti a votare per una legge elettorale in Aula che preveda le preferenze. “Il Pd”, scrivono Grillo e Casaleggio,”questo fa fatica a comprenderlo perché difende solo le ragioni degli accordi segreti del patto del Nazareno. I fatti di questi giorni in aula al Senato lo dimostrano. Sosteniamo senza riserva alcuna la posizione della delegazione M5S. Per questo faremo ratificare i punti proposti al tavolo sul portale del Movimento di modo che i cittadini iscritti possano esprimersi. Così si potrà andare direttamente in aula e votare una legge elettorale con le preferenze: dato che proprio Renzi ha dichiarato più volte durante l’incontro di volere le preferenze nella legge elettorale”.