“La lotta a tutte le mafie è anche nei comportamenti di chi si oppone ad antiche servitù e soggezioni di chi le omaggia ed è anche in chi prende le distanze da deplorevoli e ributtanti rituali cerimoniosi di chi soggiace alle loro logiche di violenza”. Così il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sulla processione di Oppido Mamertina. Ma in precedenza proprio il ministro dell’Interno era stato l’obiettivo delle critiche del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri: “Lo Stato, con i mezzi e gli strumenti che ha, sta facendo di tutto di più. Ma un mese e mezzo fa il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha promesso 800 uomini in più al sud per combattere la mafia, non li abbiamo ancora visti. Ha promesso anche una task force e 5 sedi all’estero che non si sono ancora viste. Speriamo che ci mandi almeno 100 uomini e avremmo bisogno di un po’ di soldi per le volanti”. Un concetto che Gratteri aveva già espresso al momento dell’annuncio da parte di Alfano sulla task-force: “In Calabria mancano mille agenti”, aveva detto. 

Alfano: “Complimenti ai carabinieri per il gesto del maresciallo”
Il ministro si è complimentato con i carabinieri che hanno preso le distanze da quelli che Alfano giudica “atti incommentabili”. “La lotta a tutte le mafie – ha dichiarato il ministro Alfano – è anche nei comportamenti di chi si oppone ad antiche servitù e soggezioni di chi le omaggia ed è anche in chi prende le distanze da deplorevoli e ributtanti rituali cerimoniosi di chi soggiace alle loro logiche di violenza”. “Papa Francesco, un combattente – aggiunge Alfano – qualche giorno fa ha detto che questa è l’unica strada per una vera e propria rivoluzione sociale. Per un no forte a chi è schiavo del male e della cultura della morte”. “Questo – prosegue Alfano – vale per tutti. Per ognuno nel proprio ruolo. Ma soprattutto per chi, proprio per il ruolo, ha il compito e la responsabilità di guidare una comunità e di educare”. “Esemplare dunque il comportamento dei Carabinieri che si sono allontanati – dice il ministro – mentre altri compivano quel gravissimo gesto, per mantenere pulita la loro divisa e integro l’alto valore delle istituzioni che rappresentano. Per questo motivo, mi sono complimentato con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli. Confido che anche altri prendano presto le distanze da atti incommentabili”. Tuttavia era stato il comando provinciale di Reggio Calabria a voler precisare che i carabinieri presenti alla processione si erano allontanati solo per “atti d’ufficio”, cioè fare foto e video per identificare chi aveva compiuto la sosta del carro votivo e chi aveva dato l’ordine di farlo.

Gratteri: “Quella di Oppido è una sfida alle parole del Papa”
Ma al ministro risponde proprio Gratteri che già nei mesi scorsi aveva espresso riserve sui piani di sicurezza per il sud presentati dal titolare del Viminale. In questo caso, tuttavia, il procuratore aggiunto di Reggio (che vive sotto scorta da 25 anni) è doppiamente competente, visto che lo scorso anno uscì il suo libro Acqua santissima, che parla proprio del rapporto dei mafiosi con la religiosità. “Le parole del Papa sono state ascoltate da tutti ma poi in pratica non sono osservate. Quanto accaduto appare come una sfida a quelle parole” commenta Gratteri.  “Il Papa – aggiunge – non ha rivolto un invito ma ha intimato a tutti di comportarsi da cristiani. Bene il comportamento dei Carabinieri che hanno capito quanto stava accadendo. La Procura farà il suo lavoro. Purtroppo la storia si ripete. Ora voglio cercare di capire cosa faranno e quali saranno le azioni dei Vescovi della Calabria”. “Così come voglio vedere – ha concluso – quale sarà il comportamento di tutti i sacerdoti. Mi auguro che la chiesa non abbia tentennamenti così come accaduto per la Vara (la sacra effige della Madonna, ndr) portata a spalle da gente che si professa cristiana ma che di cristiano non ha proprio nulla“.