Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri irrompe nella campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio superiore della magistratura. Ha fatto girare un sms chiedendo il voto per due candidati di Magistratura Indipendente. Alcuni magistrati di altre correnti, ma anche di Mi, si sono infuriati per quella che ritengono una indebita ingerenza di un esponente del governo nelle elezioni. Il Fatto Quotidiano ha letto il messaggio che Ferri ha inviato al cellulare di un magistrato-elettore: “Per le prossime elezioni del Csm mi permetto di chiederti di valutare gli amici Lorenzo Pontecorvo (giudice) e Luca Forteleoni (pm). Ti ringrazio per la squisita attenzione, Cosimo Ferri”.

Pontecorvo è un giudice del tribunale di Roma, mentre Forteleoni è pm a Nuoro. Entrambi sono pupilli di Ferri, che di Magistratura Indipendente è stato il segretario. Ma anche da sottosegretario alla Giustizia degli ultimi due governi è rimasto il leader della corrente di destra delle toghe. L’sms è arrivato – secondo quanto ci hanno raccontato diverse fonti – a decine di magistrati. Un candidato al Csm ha scritto sulla mailing di Magistratura Indipendente un lungo messaggio, a tratti sarcastico: “Un autorevole componente del governo (Ferri, ndr) invita i colleghi a votare per due candidati al Csm. E indovinate un po’? Nessuno dei due sono io! Chissà perché?… Visto che c’è, potrebbe anche farci sapere per il collegio di legittimità (quello della Cassazione, ndr) se ha un suo candidato o se il voto può essere libero:)))”.

Il candidato al Csm non “ferriano” lancia online anche alcune domande ai colleghi e, tra il serio e il faceto, si rivolge pure ai rappresentanti politici: “Che ne pensano tutti gli altri candidati, di corrente e non, e gli amici elettori, di una simpatica campagna elettorale condotta da uno stimatissimo politico-magistrato per due magistrati-candidati al Csm? Che ne pensano i media, i cittadini, le forze politiche, il ministro, il presidente del consiglio dei ministri, il capo dello Stato e così via? Nulla, eh? Mica è un atto formale del governo, diranno. In effetti è solo un sms. Oddio, uno. Magari qualcuno in più. Ma a chi volete che importi? In mancanza di una delibera del consiglio dei ministri che ci dica quali sono i candidati al Csm graditi, accontentiamoci di qualche semplice sms. In fondo il governo vuole riformare il Csm, no? Ecco, magari il voto via sms su suggerimento del governo semplificherebbe tanto le cose ed eviterebbe quelle costose e fastidiose telefonate per sostenere questo o quel magistrato per questo o quell’incarico. Ovviamente, si fa per scherzare:))) Mica crederemo veramente che basta un sms a fare cambiare idea a un magistrato elettore, no? Saluti a tutti e buone elezioni anche a chi non ha le idee chiare sugli insegnamenti di Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e, a tempo perso, di Montesquieu. Indubbiamente idee antiquate”.

Un altro magistrato, appartenente ad Area, la corrente di sinistra, vorrebbe l’intervento del ministro della Giustizia: “Penso che la vicenda imponga un immediato chiarimento da parte dell’interessato: o gli sms sono stati fatti ‘usurpando’ nome e volontà del magistrato sottosegretario Ferri; o il ministro Orlando deve prendere atto del coinvolgimento diretto di un esponente governativo nella campagna elettorale per un diverso organo costituzionale, trarne o farne trarre le conseguenze”. Il Fatto ha cercato il sottosegretario al telefono, senza ricevere risposta. Tra i magistrati non manca l’autocritica: “Anche a noi magistrati il culto del familismo amorale e del ‘A Fra’ che te serve?’ non dispiacciono poi così tanto, visto che le telefonate e altri tipi di contatto non sono mai a senso unico, e che ormai nessuno sembra più scandalizzarsi del fatto che – ad esempio – in un determinato posto vada un amico degli amici, e non un altro professionalmente più valido ma…. meno incline alle pubbliche relazioni”. Le elezioni per i membri togati del Csm si svolgono oggi e domani. Per la prima volta ci sono state le primarie dell’Anm con tutte le correnti. Primaria anche per Altra proposta, che ha scelto i candidati con un complesso sorteggio.

Da Il Fatto Quotidiano del 6 luglio 2014