Nel febbraio del 2013 i primi arresti (tra cui l’ex segretaria di Galan) e gli avvisti di garanzia. Ma dalle pieghe dell’inchiesta sulla Mantovani e sul Consorzio Venezia Nuova emerge anche il nome dell’ex ministro dell’Ambiente (2001-2006) e delle Infrastrutture (dal 2008-2011) Altero Matteoli.

Il senatore e dirigente di Forza Italia ha ricevuto una notifica dalla procura di Venezia della trasmissione di un fascicolo al Tribunale dei ministri. Gli inquirenti indagano sulla società di costruzioni e sul pool di imprese che stanno costruendo il Mose di Venezia hanno individuato un reato commesso da Matteoli quando era ministro. Per cui secondo quanto stabilito dalla legge costituzionale 1 del 1989, hanno inviato immediatamente gli atti all’organo deputato a valutare gli atti penalmente rilevanti commessi nell’esercizio delle funzioni governative. Il collegio di giudizi avrà tre mesi di tempo per eseguire delle proprie indagini preliminari. Nell’avviso si legge solo che è stata avviata la procedura, ma in cui non c’è né un’ipotesi di reato perché toccherà al tribunale stabilirla, né i nomi degli altri soggetti coinvolti. Avvisi di notifica sono stati inviati però dagli inquirenti al Piergiorgio Baita e Nicolò Buson, ex ad ed ex responsabile amministrativo della Mantovani. Il tribunale dovrà accertare se all’allora ministro possano essere stati versati dei fondi attraverso un giro di società da lui indicate.

Dopo gli arresti di febbraio a luglio inquirenti e investigatori avevano fatto scattare le manette per 14 persone e inviato 100 avvisi di garanzia. A testimonianza di una ulteriore evoluzione dell’inchiesta per false fatture e turbativa d’asta.Anche se  gli interrogatori degli indagati sono stati nella maggior parte dei casi secretati.

I giudici del Tribunale dei ministri, come da procedura, sono stati estratti. Avranno 90 giorni per decidere se disporre l’archiviazione oppure rinviare gli atti alla Procura per poter chiedere al Parlamento (ma basta una Camera) l’autorizzazione a procedere con le indagini. Il collegio sarà composto dalla presidente Monica Sarti (gip a Verona), da Priscilla Valgimigli (del tribunale del riesame di Venezia) e da Alessandro Girardi (sezione fallimentare di Venezia).

Matteoli ha chiesto, attraverso i suoi legali, di essere sentito dalla procura di Venezia. “Nei giorni scorsi ho ricevuto notizia di un procedimento che mi vedrebbe coinvolto. Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunché, ho richiesto tramite i miei legali di essere sentito da magistrati di Venezia, davanti ai quali mi presenterò nei prossimi giorni per chiarire la mia posizione e per fornire ogni chiarimento che mi verrà richiesto”.