Arresti a catena in Veneto per un giro di fatture false da 10 milioni di euro. Tra le persone fermate, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’evasione delle imposte mediante emissione e utilizzo di fatture false, ci sono l’ex segretaria dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, Claudia Minutillo (ora amministratore delegato di Adria Infrastrutture) e l’amministratore delegato di Mantovani costruzioni, Piergiorgio Baita. Sono finiti in manette – come risulta da un comunicato della Guardia di Finanza – anche Nicolò Buson, responsabile amministrativo della Mantovani, e William Colombelli, presidente della sammarinese Bmc Broker.

Sono inoltre in corso decine di perquisizioni nei confronti di società del gruppo e di altri indagati, nonché il sequestro preventivo nei confronti degli arrestati di conti correnti, immobili e imbarcazioni per un valore di quasi 8 milioni di euro. I finanzieri hanno accertato che, a partire dal 2005, la società sammarinese BMC Broker ha emesso fatture false per oltre 10 milioni di euro nei confronti delle società del gruppo Mantovani, indicando nell’oggetto attività tecniche che in realtà venivano svolte da altre società italiane. Stando agli accertamenti dei finanzieri, la società ha incassato 10 milioni per consulenze per il Gruppo Mantovani. Una realtà imprenditoriale, quest’ultima, che guida una cordata di imprese che si è aggiudicata per 160 milioni l’appalto per la realizzazione della piastra del sito espositivo di Expo Milano 2015, è impegnata nei lavori di costruzione del Mose e in altri interventi pubblici realizzati con il sistema del project financing in Veneto (come l’ospedale di Mestre). A proposito dell’impegno del gruppo su Expo 2015 è lo stesso sindaco di Milano Giuliano Pisapia ad ”auspicare, nell’interesse di tutti e al fine di evitare polemiche, che, dopo quanto accadut, Piergiorgio Baita si dimetta spontaneamente da rappresentante legale della società o che la Mantovani decida di modificare la propria governance”.

La Guardia di Finanza ha scoperto che Colombelli, grazie all’attività illecita svolta, poteva vantare – a fronte di un reddito annuo dichiarato di circa 12mila euro (al di sotto della soglia di povertà) – un tenore di vita lussuoso, con il possesso di due barche (14 e 6 metri), numerose auto e moto di lusso, appartamenti di pregio sul lago di Como, a Madesimo e a San Marino, oltre a una collezione di numerosissime armi. Le Fiamme Gialle sottolineano che le indagini proseguono ora per verificare quale utilizzo abbiano avuto le somme illecitamente rientrate in Italia da San Marino.

La Guardia di Finanza di Venezia è intervenuta nell’ambito dell’inchiesta della magistratura su un giro di presunte tangenti. Sono circa una ventina le persone indagate dai finanzieri, che stanno eseguendo 45 perquisizioni tra le province di Padova, Venezia, Bologna e Lecco. L’indagine fa parte dell’operazione “aria nuova” che ha portato nel 2011 all’arresto di varie persone tra cui, per corruzione, l’ex ad dell’autostrada Venezia-Padova, Lino Brentan, per aver assegnato lavori a trattativa diretta aggirando le normali procedure d’appalto.

 

Aggiornato dalla Redazione web alle 11.35