Con la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano sulla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali – che potrebbe consistere come riporta il sito di Avvenire nell’assistenza ad anziani disabili – si chiuderà solo un capitolo, quello più vicino e per ora più tenuto, della vicenda giudiziaria di Silvio Berlusconi. Nei prossimi mesi, infatti, il leader di Forza Italia ha ancora una serie di scogli da affrontare: si va dalla nuova inchiesta per corruzione in atti giudiziari sulle feste ad Arcore al processo per la compravendita dei senatori, fino al probabile rinvio a giudizio per un filone dell’indagine di Bari sul caso escort. A partire dal prossimo 20 giugno, poi, si aprirà sempre a Milano il dibattimento in appello sul caso Ruby. In primo grado l’ex premier è stato condannato a 7 anni per concussione e prostituzione minorile e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici

Udienza Tribunale Sorveglianza su affidamento in prova. È stata fissata per dopodomani, 10 aprile, l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza di Milano per discutere la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali avanzata, tramite i suoi legali, da Silvio Berlusconi. LUepe (Ufficio esecuzione penale esterna), con una relazione già inoltrata al Tribunale di sorveglianza, avrebbe proposto ai giudici di impegnare l’ex presidente del Consiglio un solo giorno alla settimana, di mattina o di pomeriggio a scelta, in una nell’hinterland di Milano. L’ex presidente del Consiglio, condannato definitivamente per frode fiscale a quattro anni di carcere, di cui tre coperti da indulto per il caso Mediaset e all’interdizione dai pubblici uffici per due anni, deve espiare una pena definitiva di un anno. La decisione se concedere o meno l’affidamento in prova, attesa entro cinque giorni dall’udienza, sarà presa da un collegio composto dallo stesso presidente del Tribunale di Sorveglianza Pasquale Nobile de Santis, dal giudice Beatrice Crosti e da due esperti esterni (giudici non togati). In aula ci saranno poi un sostituto pg Antonio Lamanna e, per l’ex Cavaliere, gli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini.

Inchiesta Ruby ter: indagati anche i legali Ghedini e Longo. Dalla seconda metà dello scorso gennaio, in seguito alla trasmissione degli atti da parte della V sezione del Tribunale di Milano che nel luglio 2013 aveva condannato a 7 anni di carcere Emilio Fede e Lele Mora e a 5 anni Nicole Minetti nel processo Ruby bis. Berlusconi è iscritto nel registro degli indagati, assieme ai suoi difensori Ghedini e Longo e ad altre 20 persone – tra cui diverse ospiti alle feste di Arcore  che poi hanno testimoniato – per corruzione in atti giudiziari. L’indagine, affidata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio, ipotizza, sulla scorta delle indicazioni dei giudici, un maxi “inquinamento probatorio” emerso nelle intercettazioni e che si sarebbe concretizzato con i versamenti di circa 5 milioni a Ruby e di 2.500 euro al mese (in alcuni casi anche di più) e altri benefit alle ragazze, future testimoni nei due processi. Testi che, si sospetta, sarebbero stati addomesticati per raccontare in aula bugie e per trasformare le serate a luci rosse in “conviviali” ed “eleganti”.

Vicenda escort Bari, Berlusconi citato come teste nel filone principale. Berlusconi va incontro anche alla richiesta di rinvio a giudizio per una tranche dell’inchiesta chiusa dalla Procura di Bari sul ‘caso escort’. L’accusa è induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria, perché avrebbe pagato per due anni l’imprenditore pugliese Gianpaolo Tarantini in cambio del suo silenzio su una serie di informazioni di cui era a conoscenza e delle bugie che avrebbe raccontato nel corso degli interrogatori. Inoltre, l’ex premier è stato citato dalle difese come testimone in Tribunale nel filone principale della vicenda: il dibattimento riguarda un giro di escort che, per l’accusa, sarebbero state portate dall’imprenditore barese nelle residenze di Berlusconi dove, tra il 2008 e il 2009, avrebbero passato la note con l’allora Cavaliere. 

Compravendita di senatori, processo a porte chiuse a Napoli. Il leader di Forza Italia è imputato, a fianco dell’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, al processo cominciato lo scorso 11 aprile davanti alla quarta sezione penale del Tribunale di Napoli con al centro la presunta compravendita di senatori, in particolare di Sergio De Gregorio. Il dibattimento prosegue il 16 aprile e il 7 maggio. Il Senato ha chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile. I giudici però hanno deciso che non potranno essere presenti in aula le tv a tutela degli imputati. 

Processo d’appello sul caso Ruby. Il prossimo 20 giugno, davanti ai giudici della seconda Corte d’appello di Milano, presieduti da Enrico Tranfa, si aprirà il processo di secondo grado sul caso Ruby dove Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile. Lo scorso 24 giugno, il Tribunale lo ha condannato a 7 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’ex Cavaliere ha sempre sostenuto di non aver avuto rapporto sessuale con la giovane marocchina spacciata per la nipote di Mubarak, ma per i giudici è provato il sesso tra l’allora 17enne e Berlusconi. 

Lodo Mondadori bis. Il prossimo 29 aprile il giudice di Milano Damiano Spera ha fissato la prima udienza relativa alla nuova causa civile con cui la Cir della famiglia De Benedetti ha chiesto alla Fininvest di Silvio Berlusconi il risarcimento di altri oltre 30 milioni di euro, ai quali vanno sommati altri 60 di interessi e spese legali, per la vicenda del Lodo Mondadori. La richiesta è stata avanzata dopo che la Cassazione, nel condannare definitivamente la Fininvest a versare 494 milioni all’editore gruppo Repubblica-Espresso per i danni patrimoniali, ha demandato ad altro giudice la liquidazione di quelli non patrimoniali.

Divorzio da Veronica Lario. Riguardo alla causa di divorzio da Veronica Lario, Berlusconi, nonostante i giudici di Monza lo scorso 18 febbraio abbiano sciolto il matrimonio, dovrà affrontare il capitolo economico che riguarda il mantenimento. Lei, in sede di separazione, aveva chiesto e ottenuto circa tre milioni al mese. Lui, in sede di divorzio, è riuscito a spuntarla e a vedere ridimensionato l’assegno 1,4 milioni al mese. Su l’appannaggio di Veronica Lario sono in corso trattative parallele al procedimento civile.