Garlasco, Sempio: “Fatto atroce che non ho commesso”. La difesa: “Ha detto la verità, informazioni divulgate violano il segreto istruttorio”
Il giorno dopo la rivelazione di uno degli atti depositati per l’inchiesta della procura di Pavia sul delitto di Garlasco, la difesa di Andrea Sempio invita alla prudenza e attende di leggere gli elementi alla base della convinzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e dei pm che sia stato il 38enne commesso a uccidere Chiara Poggi, il 13 agosto del 2007. Venerdì sera intanto in un programma tv è stato letto un messaggio dell’indagato: “Questo fatto atroce non l’ho commesso”.
Lo scontrino
“Le spiegazioni sullo scontrino e sui soliloqui che leggiamo dalla stampa ci confermano che Andrea Sempio ha sempre detto la verità ed è innocente” afferma all’Adnkronos l’avvocata Angela Taccia che, insieme al collega Liborio Cataliotti, sostiene la difesa di Sempio. Al centro delle ultime ore vi è l’informativa conclusiva del Nucleo investigativo di Milano, un documento di 309 pagine frutto di oltre un anno di indagini. Nella relazione gli investigatori – che hanno criticato la condanna di Stasi e in particolare la prova della bici nera vista da due testimoni il giorno del delitto – affrontano alcuni dei punti più discussi del caso mediatico, a partire dal cosiddetto tagliando del parcheggio di Vigevano indicato negli anni come possibile elemento a sostegno dell’alibi di Sempio. L’allora 19enne ha sempre sostenuto di essere andato a Vigevano in libreria, trovata chiusa e di essere rientrato a Garlasco.
Secondo quanto riportato nell’informativa, il tagliando “non può avere alcun valore positivo o negativo” perché “è impossibile – scrivono i militari nella relazione di 310 pagine – riscontrare con certezza che sia stato proprio lui a produrlo andando a Vigevano quella tragica mattina”. Allo stesso tempo, precisano gli investigatori, non è neppure possibile escluderlo con certezza. Analoga valutazione riguarda i monologhi registrati in auto e interpretati da alcuni come una possibile confessione. Gli stessi dialoghi captati dagli investigatori, infatti, potrebbero avere una diversa spiegazione, dal momento che le intercettazioni avvengono mentre Sempio sta ascoltando “un podcast” dedicato al delitto del 13 agosto 2007. I soliloqui dell’indagato nell’aprile del 2025 – che era quasi certo di essere indagato perché ormai l’inchiesta era nota da più di un mese – sono stati già chiariti immediatamente dall’indagato dopo la diffusione delle prime indiscrezioni.
La parole di Sempio
In queste ore i legali del 38enne stanno inoltre cercando di ottenere tutta la documentazione raccolta dagli investigatori nel corso dell’ultimo anno. “Stiamo lavorando al fine di ottenere il prima possibile tutti gli atti e i documenti raccolti in questo anno di indagine. Saranno giorni di intenso studio e lavoro. Ci auguriamo che i media adottino più cautela nell’interpretare informazioni che purtroppo sono state divulgate in violazione del segreto istruttorio”, spiegano i difensori.
Intanto, nel corso della trasmissione Quarto Grado in onda su Rete 4, venerdì sera il conduttore Gianluigi Nuzzi ha letto in diretta un commento attribuito ad Andrea Sempio sulla possibilità di un eventuale arresto per il delitto di Chiara Poggi.“Spero che ciò non accada perché io, questo fatto atroce, non l’ho commesso. È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia. Ad iniziare dai suoi parenti che ancora, dopo 20 anni, non vedono la parola fine relativamente all’aspetto giudiziario. A tutti loro va la mia vicinanza”.