Silvio Berlusconi e Veronica Lario hanno divorziato. Il Tribunale di Monza, come è stato confermato da fonti qualificate, con una sentenza parziale ha dichiarato lo scioglimento del matrimonio. Il contenzioso economico tra il Cavaliere e la ex moglie, invece, proseguirà.

L’ultima udienza si era tenuta lo scorso 28 gennaio, un’udienza lampo, alla quale i due ex coniugi non avevano partecipato, cosìcome era accaduto lo scorso 12 novembre, e dove invece i loro avvocati, avevano presentato le conclusioni. Il contenzioso economico proseguirà perché sull’assegno mensile che il leader di Forza Italia dovrà pagare a Veronica ci sono due procedimenti aperti davanti alla Sezione Famiglia della Corte d’appello di Milano e sui quali è attesa una decisione.

La sentenza parziale di divorzio è stata notificata oggi ai legali dei due ex coniugi. In sostanza, il provvedimento del Tribunale di Monza modifica solo lo stato civile del leader di Forza Italia e di Veronica Lario: mette fine al loro matrimonio celebrato nel dicembre 1990 dall’allora sindaco di Milano del Psi Paolo Pillitteri dopo la nascita dei figli Barbara, Eleonora e Luigi. 

Il divorzio era stato chiesto la scorsa estate dal Cavaliere che, per altro, ha ottenuto dal giudice Anna Maria Di Oreste – che è anche presidente del Tribunale di Monza, la sede competente in quanto Veronica, pur vivendo altrove, ha ancora la residenza a Macherio – il ‘taglio’ provvisorio del maxi assegno mensile per la ex first lady, la cui cifra era stata stabilita dalla nona sezione civile di Milano in fase di separazione: da tre milioni era stato più che dimezzato e portato a un milione e 400 mila euro.

Quanto al trattamento economico davanti ai giudici civili d’appello, sono appunto ancora aperti due procedimenti. Uno riguarda il ricorso del leader di Forza Italia contro l’assegno da tre milioni al mese stabilito alla fine di dicembre del 2012 con la sentenza di separazione con addebito (la causa era stata avviata da Veronica Lario). Una cifra che Berlusconi ha giudicato troppo onerosa e sulla quale, in precedenza, si è tentato di raggiungere un accordo poi fallito. Su questo capitolo si era tenuta un’udienza nel merito. L’altro procedimento invece, anche questo ancora da definire, riguarda il reclamo della ex first lady contro la consistente riduzione dell’appannaggio mensile stabilita dal giudice Di Oreste.