L’inchiesta sulle baby squillo dei Parioli potrebbe ampliarsi con l’iscrizione registro degli indagati di Roma di nuovi clienti. La chiusura della prima tranche dell’indagine non ferma gli inquirenti che, analizzando i tabulati telefonici, sono già risaliti ad altri uomini che hanno avuto rapporti sessuali a pagamento con le due ragazzine.

Dei quaranta adulti già individuati, venti sono stati iscritti, e altri stanno per entrare anche loro nel fascicolo in cui è stato iscritto anche Mauro Floriani, marito della senatrice Alessandra Mussolini. L’uomo, ex ufficiale della Finanza, ha ammesso di aver incontrato due volte una delle minorenni ma di aver creduto che avesse 19 anni. Dopo la bufera iniziale il matrimonio tra i due sembra meno a rischio: come riportano alcuni quotidiani i due sono stati a messa insieme domenica.

I carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Cristiana Macchiusi, hanno individuato altri uomini. L’indagine potrebbe anche andare a ritroso nel tempo, quando le due baby prostitute – che hanno dichiarato di essere trattate “come macchine” da Mirko Ieni, l’uomo accusato di essere il loro sfruttatore – vendevano il loro corpo in un motel oppure in auto. 

Sulla consapevolezza di alcuni della minore età delle due ragazze ci sono anche i verbali delle stesse: “Era Mirko (Ieni, ndr) – spiega una delle due – a dire ai clienti di prendere la stanza fuori, così quelli del centralino del motel non ci vedevano e non ci chiedevano i documenti”. Intanto saranno interrogati nuovamente tutti i clienti per i quali la responsabilità è già stata accertata. 

 

Intanto si è avvalso della facoltà di non rispondere, Mirko Ieni. L’uomo, agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ha raggiunto l’ufficio del gip Maddalena Cipriani per l’interrogatorio di garanzia (è stato colpito da una nuova ordinanza di custodia cautelare) accompagnato dal suo legale, l’avvocato Raffaella Scutieri ma ha scelto di non rispondere alle domande del giudice. “Tutto quello che dico – ha detto al gip – finisce manipolato dopo un’ora su telegiornali e giornali, per questo preferisco non parlare”. L’uomo poi avrebbe motivato la scelta del silenzio perché tra le ragazze ci sarebbe una molto vicino a lui. A questa ragazza di cui si era invaghito, inoltre, si legge nel provvedimento del giudice, “parecchie volte offriva le canne” ma anche cocaina: “Non la pagava (la droga, ndr.) – raccontò un’altra ragazza – perché lei piaceva a Mirko”.