L’occupazione della Crimea da parte delle truppe russe prepara il terreno alla rivolta nel resto del sud est dell’Ucraina e la tensione sale anche a Donetsk e a Odessa. La crisi internazionale alle porte dell’Europa subisce dunque un’ulteriore accelerazione. Martedì 4 marzo la Nato si riunisce di nuovo dopo avere accolto la richiesta della Polonia, che ha invocato la “minaccia per l’integrità territoriale, l’indipendenza politica e la sicurezza di uno dei suoi paesi membri”. Poco importa se l’ultimatum alla resa del comandante della flotta russa nel Mar Nero ai militari ucraini entro le 5 di martedì sia stato smentito. La linea russa sembra quella della dissimulazione. “La Russia non vuole il conflitto”, dice il viceministro degli Esteri Grigori Karasin, “siamo popoli fratelli” aggiunge Valentina Matvienko, presidente del Senato russo che sabato scorso ha autorizzato l’intervento armato. “L’intervento non è necessario per ora”, conferma il presidente della Duma Serghiei Narishkin. Intanto però l’esercito di Mosca controlla pienamente la Crimea, dove continuano ad arrivare soldati e mezzi. E il premier ucraino Arseni Iatseniuk è costretto ad affermare che “alle truppe russe non sarà permesso di fare irruzione nelle regioni orientali”. Ma il governatore della Crimea Serghiei Akseniev, in un discorso trasmesso in serata alle tv locali, chiede che il voto referendario sia sulla piena autonomia dall’Ucraina. Una proposta che dovrà essere ratificata giovedì.

Il timore c’è e traspare dalle parole – che lasciano poco spazio al dubbio – usate da Angela Merkel in un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, convinto che Mosca sia “dal lato sbagliato della storia”. La Cancelliera avrebbe affermato – “estremamente irritata” – di “non esser sicura” che Putin “abbia ancora contatto con la realtà”. Una ricostruzione del New York Times ripresa dalla Bild secondo la quale la Merkel avrebbe aggiunto che il presidente russo “vive in un altro mondo”.

Nel frattempo le diplomazie occidentali hanno da ore un pugno di parole d’ordine: no all’escalation, ritiro delle truppe russe, nessuna probabilità di un’azione militare per bloccare la Russia. Il segretario di Stato americano John Kerry è partito per l’Ucraina e la rappresentante per la politica estera europea, Catherine Ashton, incontrerà domani il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov. Una prima pronuncia del Consiglio dei ministri degli Esteri è arrivata oggi: “In assenza di passi di de-escalation da parte della Russia, la Ue deciderà sulle conseguenze per il rapporto bilaterale”. Washington invece pensa alle sanzioni: “E’ probabile che le metteremo in atto e le stiamo preparando” ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki. Sarebbe invece contrario alle sanzioni il Regno Unito. Secondo un documento mostrato dalla Bbc, Downing Street “non dovrebbe sostenere per adesso” se riguardano il commercio o la chiusura “del centro finanziario di Londra ai russi”. In merito all’ipotesi del G7 di non partecipare ai lavori del G8 di Sochi, il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini spiega: “C’è stata una discussione lunga,nella giornata di ieri, che ha portato ad un comunicato unanime rilasciato nella notte dalla Casa Bianca, che non parla di boicottaggio, ma di sospensione della partecipazione agli incontri preparatori previsti in questi giorni”. 

Onu, riunione del Consiglio di sicurezza
“In Crimea ci sono 16mila soldati russi”, ha detto l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Yuriy Sergeyev nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza iniziata alle 21.30 ora italiana. Una riunione che, secondo fonti diplomatiche, è stata chiesta dalla Russia. Per parte sua, l’ambasciatore di Mosca Vitaly Churkin ha invece dichiarato che Viktor Yanukovych ha scritto una lettera al presidente russo Vladimir Putin per chiedere il suo aiuto per ripristinare la pace e la sicurezza in Ucraina. Churkin ha letto il breve messaggio di Yanukovych durante la riunione del Consiglio e ha aggiunto che la lettera è datata 1 marzo. Nel documento Yanukovych afferma che l’Ucraina è sull’orlo della guerra civile. L’ambasciatore russo ha detto che le azioni della Russia in Ucraina sono legittime.

Categorico il commento dell’ambasciatrice Usa all’Onu Susan Rice, secondo cui “tutta la retorica sentita dai funzionari russi non trova riscontro. E’ un atto di aggressione che deve cessare. La diplomazia può anche andare incontro alle richieste russe ma non ci devono essere minacce”. Durissima anche la Francia che accusa Mosca di usare le stesse giustificazioni quando invase la Cecoslovacchia nel 1968. “Le forze militari russe hanno invaso la Crimea, territorio che fa parte dell’Ucraina – dice l’ambasciatore francese al Palazzo di Vetro, Gerard Araud che aggiunge – Mosca sta riportando l’Europa indietro di 40 anni”. Il Regno Unito, infine, invita “Mosca a porre fine immediatamente all’azione militare in Crimea e ad astenersi da nuove interferenze Ucraina”.

Le rivolte filorusse a Donetsk e Odessa
Almeno cento  filorussi hanno fatto irruzione nella sede dell’amministrazione regionale di Donetsk, nella russofona Ucraina orientale. Gli uomini hanno occupato alcuni degli 11 piani dell’edificio, sul quale già da tre giorni sventola il tricolore russo. Gli insorti all’interno del palazzo sono alcune centinaia. Il blitz è scaturito mentre alcune migliaia di filorussi stavano manifestando davanti alla sede della Regione di Donetsk per contestare il nuovo governatore Serghii Taruta, un influente oligarca nominato dal presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov. Il parlamento regionale di Donetsk ha annunciato di voler convocare un referendum sullo status della regione, come ha fatto la repubblica autonoma di Crimea. Hanno votato a favore in 98, 3 contro e 3 astenuti. Alcuni caccia russi, inoltre, hanno violato per due volte lo spazio aereo ucraino sul Mar Nero

Nel frattempo, l’azione militare in Crimea (presa senza sparare un colpo) inizia a costar caro alla Russia, con il G7 che ha sospeso i lavori preparatori per il summit di Sochi e con la borsa interna a picco. Ancor peggio la situazione del rublo, che ha fatto registrare il nuovo record negativo nel cambio con il dollaro. Tutto questo all’indomani della ‘ratifica’ circa l’occupazione russa della penisola di Crimea. A confermarlo, del resto, è stato un altro funzionario degli Stati Uniti (“le forze russe hanno il pieno controllo”), che ha poi sottolineato come Obama non stia pensando ad un’azione militare contro la Russia, preferendo optare su opzioni politiche, economiche e diplomatiche. Il vicepresidente Usa Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con il premier russo Dimitri Medvedev e la sua  la portavoce, Natalia Timakova, ha precisato che la parte americana non ha sollevato le questioni relative alle sanzioni economiche e allo svolgimento del G8 di Sochi. Ma ha esortato la Russia “a ritirare le sue forze, sostenere il dispiegamento immediato di osservatori internazionali in Ucraina e avviare un dialogo politico significativo con il governo ucraino”.

L’Italia cerca di mantenere aperto il dialogo
La diplomazia italiana sottolinea l’importanza di mantenere la via del dialogo. “Stiamo provando”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, “a tenere apertala strada del dialogo, come avete visto nei giorni scorsi”. Una posizione confermata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Non bisogna lasciare nulla di intentato affinché gli sforzi diplomatici per il dialogo proseguano”. Sulla crisi ucraina è intervenuto anche Giorgio Napolitano. “Mi pare che il governo abbia assunto una posizione molto attenta a tutti gli aspetti e ai rischi della situazione”, ha detto, spiegando che la posizione dell’esecutivo italiano “ha trovato importanti convergenze a livello europeo , in particolare con la posizione tedesca“. E la Germana non usa mezzi termini per condannare l’azione russa. In un colloquio con Obama, Angela Merkel si è detta molto “irritata con Putin, che  – attacca la cancelliera – ha perso il contatto con la realtà”.

Il G7 condanna Mosca: sospesi lavori preparatori per summit di Sochi
I ministri delle Finanze e dell’Economia del G7 promettono sostegno all’Ucraina: “Siamo impegnati a mobilizzare rapidamente assistenza tecnica per supportare l’Ucraina ad affrontare le sue sfide in campo macroeconomico, regolamentare e sul fronte anti-corruzione”. Condanna unanime nei confronti del Cremlino per l’azione militare in Ucraina e sospensione delle attività preparatorie del G8 di Sochi finché ci saranno tensioni nella regione. E’ la posizione presa dal G7, ovvero dai leader di Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, assieme al Presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e al Presidente della Commisione Ue, Josè Manuel Barroso. “Insieme, oggi, condanniamo la Federazione Russa per l’evidente violazione della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina – si legge nel comunicato congiunto”. L’unica voce fuori dal coro dei Grandi 7 è quella dell’Italia: contraria al blocco dei lavori del vertice del G8 a Sochi, come riferiscono qualificate fonti diplomatiche.

Presunti soldati russi circondano due centri militari
Presunti soldati russi, armati ma con mimetiche prive di segni di riconoscimento, hanno circondato il centro di intelligence della Marina militare ucraina a capo Fiolent, a Sebastopoli, e il centro approvvigionamenti militari di Bakhcisarai. E le guardie di frontiera ucraine hanno denunciato che i militari russi continuano a sbarcare in Crimea massicciamente: nelle ultime 24 ore, sostengono, sono atterrati in Crimea 10 elicotteri da combattimento e 8 aerei da trasporto, senza che Kiev fosse informata con 72 ore di anticipo previste dall’accordo bilaterale sulla flotta russa del Mar Nero.

Borsa di Mosca a picco, Rublo al minimo storico
Anche i mercati condannano le azioni militari di Putin, con la Banca centrale russa costretta ad alzare a sorpresa i tassi d’interesse dal 5,5% al 7%. La mossa è arrivata proprio dopo il crollo della moneta sovietica, ai minimi storici contro il dollaro a causa delle tensioni in Ucraina. Una decisione, spiega l’istituto russo, presa per prevenire il rischio di inflazione e garantire la stabilità finanziaria. La Borsa di Mosca, del resto, è arrivata a perdere oltre il 10 per cento. Nuovo record storico negativo per il rublo: oggi al cambio occorrono 50,50 rubli per un euro e 36,85 per un dollaro. Finora non era mai stato superato il muro simbolico dei 50 rubli per la moneta europea.

Medvedev: “Ianukovich è il presidente dell’Ucraina”
Ianukovich resta il presidente dell’Ucraina in base alla Costituzione, nonostante “la sua autorità sia praticamente insignificante”, ha scritto intanto su Facebook il premier russo Medvedev, secondo il quale se Ianukovich “è colpevole dovrebbe essere sottoposto a impeachment e processato”, altrimenti si tratta di “un’azione arbitraria”. “Sì, l’autorità di Ianukovich èpraticamente insignificante ma è un fatto che sia il legittimo capo dello Stato in base alla Costituzione ucraina. Se è colpevole verso l’Ucraina, dovrebbe essere sottoposto ad impeachment secondo la Costituzione e processato. Qualsiasi altra cosa è un’azione arbitraria. Una presa del potere. E in questo caso il regime sarà estremamente instabile. E finirà con un nuovo colpo di Stato. Nuovo spargimento di sangue”.