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Ucraina, ucciso il contractor italiano Alex Pineschi: faceva parte delle forze speciali dell’intelligence di Kiev

Pineschi sarebbe stato ucciso nella zona di Liman il 23 maggio scorso e a differenza di altri italiani uccisi, il suo corpo è stato recuperato per essere riconsegnato alla famiglia
Ucraina, ucciso il contractor italiano Alex Pineschi: faceva parte delle forze speciali dell’intelligence di Kiev
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Un contractor italiano, Alex Pineschi, è stato ucciso in Ucraina. Ne dà notizia l’associazione di volontari Memorial. Pineschi era partito come combattente volontario in difesa dell’Ucraina dopo l’invasione della Russia nel 2022. “Il nostro amato fratello è morto sul campo di battaglia”, ha scritto l’associazione sui social.

Originario di La Spezia, 42 anni, ex alpino, aveva anche combattuto contro l’Isis nel nord dell’Iraq. Pineschi aveva sottoscritto un contratto con le forze armate di Kiev e presumibilmente faceva parte delle forze speciali dell’intelligence del ministero della Difesa ucraina, a quanto si apprende.

Secondo le prime notizie, ancora da confermare, come riporta Repubblica, Pineschi è stato ucciso nella zona di Liman il 23 maggio scorso. Il combattente si trovava in Ucraina dall’aprile 2026: il suo corpo, a differenza di altri italiani morti, è stato recuperato e sarà restituito ai familiari che nel frattempo sono stati avvisati.

Molto conosciuto a La Spezia, Pineschi avrebbe compiuto 43 anni il 17 ottobre. Arruolato nell’esercito italiano per militare nel corpo degli Alpini, tra il l 2014 e il 2019 era partito come volontario per l’Iraq. Dopo aver addestrato i peshmerga a combattere l’Isis aveva messo nero su bianco l’esperienza a fianco dei membri delle forze armate ufficiali della Regione Autonoma del Kurdistan iracheno e aveva pubblicato un libro, intitolato appunto “Peshmerga – Di fronte alla morte”. Dopo l’esperienza, al suo rientro in Italia era stato indagato dalla procura della Spezia perché sospettato di essere un mercenario. Ma il procedimento si era concluso con l’archiviazione perché gli era stato riconosciuto il ruolo di volontario e non di mercenario.

Il 43enne era legato soprattutto a ‘AP TAC Tactical Training‘, realtà specializzata, si legge sul sito, “nella formazione tattica con arma da fuoco e nei corsi di tiro difensivo”. Qui, era “istruttore tattico senior con esperienza maturata in contesti operativi complessi e in teatri di conflitto”. “La sua formazione – scrivono ancora sul sito – nasce nei reparti militari, si consolida attraverso l’impiego diretto in Medioriente e si sviluppa nella direzione di programmi addestrativi dedicati a forze di polizia, unità speciali e reparti d’intervento”.

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