Come esultava Nunzia De Girolamo, il 12 marzo del 2012, per il suo successo nel congresso del Pdl a Benevento: “Le file per votare e l’interesse dei nostri tesserati per questo congresso dimostrano la grande vitalità del partito sannita”. La prediletta di Berlusconi era l’unica candidata ma contava l’affluenza alle urne. Al termine della giornata il risultato fu ottimo: votanti 6.743 su 10.529 iscritti aventi diritto. Non male per una deputata eletta con il Porcellum che mancò l’elezione al consiglio comunale di Benevento raccogliendo circa 170 preferenze. Nel 2012 invece le cose andarono diversamente per lei e per il suo cerchio magico. Fu eletto vicecoordinatore Luigi Barone e poi anche Giacomo Papa. Esattamente i collaboratori del ministro presenti alla riunione del “comitato” che impartiva direttive ai manager dell’Asl di Benevento a casa del padre di Nunzia De Girolamo nel luglio 2012.

Felice Pisapia, il direttore sanitario dell’Asl di Benevento indagato per truffa e malversazione, ha raccontato nell’interrogatorio pubblicato ieri da Il Fatto Quotidiano la sua versione di quella campagna elettorale e l’andamento dei pagamenti nei confronti di due ditte impegnate nel servizio 118 per la Asl. “Michele Rossi, direttore generale dell’Asl di Benevento voleva favorire Modisan e danneggiare la Sanit. Così Sanit veniva demonizzata mentre la società Modisan, siccome sponsorizzava la campagna elettorale che c’era stata per il congresso del 2012 per il Pdl, veniva esaltata (…) come emerge dagli incontri politici ai quali ho partecipato”. Dopo l’incontro del luglio 2012 registrato a tradimento da Pisapia, e nel quale Nunzia De Girolamo, Papa e Barone, il direttore generale della Asl, Michele Rossi e il direttore sanitario Mino Ventucci parlarono della gara del 118 (12 milioni per tre anni di appalto) ci fu un altro incontro dopo l’estate in un agriturismo, registrato dallo stesso Pisapia. Papa era arrabbiato con lui perché non gli aveva portato a domicilio, nella casa al mare di Palinuro, il capitolato di gara, come richiesto. Al pm Giovanni Tartaglia Polcini, il 14 gennaio del 2013 Pisapia racconta: “Dovevo consegnare personalmente copia dei capitolati da predisporre all’avvocato Papa a Palinuro. Poi l’avvocato avrebbe operato le modifiche e lo avrebbe restituito a me per l’Asl. Ma non andai e non è mai avvenuto”. Tutte accuse da verificare.

Intanto si scoprono particolari nuovi sui verbali di Arnaldo Falato, il dirigente medico responsabile del Servizio organizzazione aziendale dell’Asl di Benevento che ha raccontato al pm Giovanni Tartaglia Polcini la sua versione dello spoil system beneventano. Il direttore generale Michele Rossi sarebbe diventato il portatore degli interessi personali ed elettorali della ministra (non indagata) nella gestione della sanità pubblica, alimentando un sistema di promozioni e rimozioni che premiava gli amici e metteva in un angolo i nemici della vecchia guardia mastelliana. In una denuncia allegata agli atti dell’inchiesta, l’ex Udeur Falato rivela che il 27 maggio 2013 fu convocato da Rossi nella sua stanza per “comunicazioni”.

Alla presenza di tutti gli alti dirigenti dell’Asl, tra cui il solito direttore sanitario Ventucci, gli fu sottoposto un contratto di lavoro per un incarico “confezionato ad arte, del tutto inconsistente, al solo fine di punirmi per i miei trascorsi mastelliani” di dirigente a Montesarchio. Contratto che prevedeva un compenso aggiuntivo a titolo di “posizione aziendale variabile” pari a 30.000 euro circa, “del tutto spropositato rispetto all’incarico e superiore al valore massimo degli incarichi di massima affidabilità affidati in Asl che si attestano sui 10-11.000 euro annui. “Capii – sostiene Falato – che era il prezzo per comprare il mio assenso: un regalo personalizzato”. Piccatissima la lettera di rifiuto che ricostruisce l’episodio con toni sarcastici: “La situazione mi ha fatto sentire tanto Fantozzi, una voce immaginaria mi diceva: ‘Fantozzi merdaccia siediti, firma e falla finita, sei alla presenza di tutti i direttori megagalattici. Suvvia!”.

Il 14 gennaio 2013 Falato con il pm Giovanni Tartaglia Polcini ricostruisce così la tentata soppressione di due posti di primari, tra cui quello di primario radiologo, per mandare in pensione anticipata i titolari e risparmiare. “Si opposero alla soppressione sia Luigi Barone che l’avvocato Giacomo Papa, che ebbero con me due diversi incontri violentissimi, perché volevano favorire il subentro nel posto di primario del dottor Giovanni Molinaro. Io ebbi il torto di dire che non era possibile perché Molinaro non era nemmeno specialista in radiologia. Mi ricordo che Papa mi disse di non preoccuparmi perché lui insegnava diritto sanitario all’università e avrebbe potuto risolvere il problema”.

di Vincenzo Iurillo e Marco Lillo

da Il Fatto Quotidiano del 13 gennaio 2014