“Throughout 2013, the all-time highs of wind power production were exceeded”
“Wind power has been, for the first time ever, the technology that contributed most to the annual electricity demand coverage”
(Rapporto annuale della Red Electrica de Espana)

 

Nel 2013 le emissioni di gas serra dalla Spagna sono calate del 23,1%, secondo la Red Electrica de Espana (REE). Il merito di tutto è della generazione di energia elettrica dagli impianti di energia eolica ed idroelettrica, che fra l’altro sono stati il maggior fornitore di elettricità all’intero paese. La REE infatti annuncia: “Per la prima volta assoluta, l’energia eolica è stata la prima fonte per il fabbisogno elettrico del paese”.

Il vento ha generato il 21,1% dell’elettricità del paese, contro il 21,0% dell’energia nucleare. Si obietterà che siamo quasi in parità, ma la cosa strabiliante è il tasso di crescita delle rinnovabili in Spagna. Nel 2012 il rapporto era del 18,1% dell’energia totale prodotta dall’eolico e del 22,1% dal nucleare. Il vento cresce dunque, l’atomo cala

Dal canto suo, la produzione di energia idroelettrica è raddoppiata in Spagna nel 2013, passando dal 7,7% del 2012 al 14,4% nel 2013. Se si considera anche l’aumento di energia solare prodotta nel paese si arriva ad un 49,1% di energia elettrica prodotta dalle rinnovabili nel paese. In Aprile, grazie a condizioni climatiche favorevoli, il paese registrò la produzione del 54% di energia elettrica da rinnovabili. Fra le regioni più avanzate il Navarre, che nel 1996 generava lo 0% di energia elettrica da eolico e che oggi supera il 70%.

Il risvolto della medaglia è che la produzione di elettricità da fonti fossili è in forte declino. Rispetto al 2012, il contributo dalle centrali a gas è sceso del 34,2%, quello dalle centrali a carbone del 27,3% e quello di energia nucleare dell’8,3%.

Tutto questo si è tradotto in un significativo abbassamento delle emissioni di CO2 in atmosfera. Secondo la REE, nel 2013 sono state emesse 61 milioni di tonnellate di CO2, rispetto agli 80 milioni del 2012. Non ci sono stati blackouts o sovraccarichi della rete elettrica e tutto è filato liscio.

Il messaggio a tutti quelli che pensano che il futuro dell’Italia sia nelle fonti fossili e nelle trivelle selvagge è molto semplice: yes we can.

Il rapporto della REE e le immagini relative sono qui.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Terra dei Fuochi, la scienza si mobilita. La politica no

next
Articolo Successivo

Dissesto idrogeologico: con le terre ioniche, per l’uguaglianza tra i cittadini

next