Lavori di restauro truccati, truffa e collusioni con pubblici funzionari. Con queste accuse sono finiti in manette cinque tra alti funzionari e imprenditori che si sono occupati del restauro di dimore storiche in Piemonte e in particolare della Reggia di Venaria. Tra i nomi spiccano quello dell’ex soprintendente Francesco Pernice, oggi Dirigente area conservazione e patrimonio, e dell’imprenditore Ezio Enrietti, che negli anni Ottanta è stato presidente socialista della giunta regionale piemontese. A questi si aggiungono i nomi di Giuliano Ricchiardi, direttore del patrimonio regionale, l’imprenditore casertano Francesco Paolo Della Rossa e il collaboratore di Enrietti, Claudio Santese. L’ammontare complessivo degli importi delle gare coinvolte è di circa 10 milioni di euro.

In una nota la Procura di Torino precisa che i reati riguardano diverse gare d’appalto bandite dal Consorzio di valorizzazione La Venaria Reale e dalla Regione Piemonte negli anni 2011-2012. Le indagini si sono sviluppate in due tronconi. Il primo è quello degli appalti di ristrutturazione truccati e tocca l’ex soprintendente Francesco Pernice, oggi direttore del settore Conservazione beni architettonici e impianti del consorzio di valorizzazione La Venaria Reale, con alcuni esponenti delle ditte Cooperativa Edil Atellana, di cui è consigliere l’arrestato Della Rossa, e Les. La cooperativa Edit Atellana, di cui Della Rossa è consigliere di amministrazione, è coinvolta in un’altra indagine per appalti truccati al porto di Genova. Proprio in questi giorni si è aperto in Liguria il processo che vede imputato il presidente della Cooperativa, Giovanni Santoro, come suo rappresentante legale. Secondo l’accusa la ditta avrebbe goduto di un trattamento privilegiato nell’assegnazione dei lavori.

Il secondo filone dell’indagine torinese è invece relativo alle gare bandite dalla Regione Piemonte. Nell’ambito di questo filone la polizia giudiziaria, guidata dal pm Stefano Demontis, avrebbe invece accertato collusioni con un funzionario regionale. La truffa riguarderebbe anche i subappalti per lo scavo e il movimento terra del cantiere per il nuovo palazzo della Regione Piemonte.

Nel dettaglio, le gare passate al setaccio dalla Procura sono quelle sul restauro della Chiesa di Sant’Uberto (150mila euro), dei Giardini Reali (1,753 milioni di euro), e altri lavori di sistemazione, come i parcheggi della Reggia di Venaria (5,788 milioni), il terrazzo del Garove (499mila euro) e la Certosa di Valcasotto (1,990 milioni).

Un particolare merita attenzione. L’ex presidente della giunta regionale Ezio Enrietti infatti, è già stato coinvolto nel 1982 in uno scandalo di tangenti. È stato imputato di peculato e corruzione per una vicenda di affitti d’oro della Regione Piemonte e per questo condannato nel 1988 a 4 anni e due milioni di lire di multa.

Francesco Pernice, uno degli arrestati, avrebbe fatto favori anche alla ditta in cui lavora il figlio. A quanto si apprende l’inchiesta è partita proprio da un appalto affidato alla Ottaviano Restauri, il cui socio accomandatario è indagato a piede libero. L’episodio è del 2011 e riguarda l’appalto per il restauro della chiesa di Sant’Uberto.

Michele Coppola, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, si dice “profondamente amareggiato”, ma anche “arrabbiato”, per la vicenda giudiziaria emersa oggi. In questi anni la Reggia di Venaria ha ottenuto risultati straordinari, argomenta, e l’inchiesta della procura di Torino sulle presunte tangenti nei suoi lavori di ristrutturazione rischia di vanificare gli sforzi fatti. “Non conosco gli elementi dell’indagine giudiziaria – aggiunge – e, quindi, non posso che attendere fiducioso la conclusione dei lavori della magistratura, auspicando che la Reggia continui a far parlare di sé solo per le sue attività culturali”.

Aggiornato dalla redazione web alle 15,47