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Il “contratto” proposto dall’ex marito per Nessy Guerra: “Doveva consegnare password e obbedire”. L’appello: “Fateci tornare in Italia”

L’avvocata della donna spiega il documento inviato dai legali dell’ex coniuge: “Una richiesta di totale sottomissione”. La 26enne di Sanremo, condannata a sei mesi di carcere, vive nascosta con la figlia
Il “contratto” proposto dall’ex marito per Nessy Guerra: “Doveva consegnare password e obbedire”. L’appello: “Fateci tornare in Italia”
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Un “contratto di matrimonio islamico-italiano” che imponeva di tornare a vivere con l’ex marito, seguirlo nei suoi spostamenti, non lasciare la casa senza consenso e perfino consegnargli password e accessi ai social. È il documento mostrato al Corriere della Sera dall’avvocata Agata Armanetti, legale di Nessy Guerra, la 26enne italiana originaria di Sanremo condannata in Egitto a sei mesi di carcere “con lavori” per adulterio dopo l’accusa avanzata dall’ex coniuge. Accusa che la donna ha respinto.

Secondo quanto riferito dal quotidiano, il testo inviato tempo fa dai legali dell’uomo prevedeva una lunga serie di obblighi per la donna: essere una moglie “modesta” e “fedele”, non abbandonare il “tetto coniugale” senza autorizzazione e attenersi alle decisioni del marito. Il contratto stabiliva inoltre che Guerra non dovesse mostrare “ornamenti e nudità” in pubblico, sui social e perfino in privato, oltre all’obbligo di non avere segreti con il marito e di consegnargli “le password degli account social e dei dispositivi elettronici”. Tra le richieste contenute nel documento anche quella di una riconciliazione pubblica: la donna avrebbe dovuto chiedere scusa all’ex marito attraverso i media. Il testo, scritto in arabo, si concludeva inoltre con parole attribuite a Guerra nelle quali comparirebbe “la promessa di dimenticare il passato, essere timorata e fedele, non avere segreti, non compiere più azioni indecenti contro di lui e restare al suo fianco”.

Uno dei punti più delicati riguardava però la figlia della coppia. In caso di violazione dell’accordo o di nuova separazione, la custodia della bambina sarebbe rimasta “in modo definitivo, legale e irrevocabile” al padre. “Abbiamo rifiutato sdegnati”, ha dichiarato l’avvocata Armanetti. “A Nessy veniva chiesto, nei fatti, di sottomettersi al marito, disciplinando libertà personale, relazioni, comunicazione e maternità”.

Intanto la giovane italiana continua a vivere nascosta in Egitto insieme alla figlia, temendo l’arresto dopo la condanna confermata in appello il 28 aprile. In un’intervista al Messaggero, Guerra ha raccontato di aver cambiato casa otto volte negli ultimi anni e di vivere in costante allerta. “Abbiamo buttato tutti i telefoni, usiamo numeri non intestati a noi, la Vpn sempre attiva. Usciamo pochissimo e solo vicino casa, cercando di non farci riconoscere”. La sua paura più grande resta quella per la bambina. “Se mi arrestano lei resta qui. E io non so cosa potrebbe succederle”, ha detto. La figlia, infatti, non può lasciare l’Egitto perché il padre avrebbe ottenuto un divieto di espatrio nei suoi confronti fino al compimento dei 21 anni, età della maggiore età nel Paese.

Ripercorrendo la vicenda giudiziaria, Guerra sostiene che una prima indagine fosse stata archiviata per insufficienza di prove, prima della riapertura del caso sulla base della testimonianza di un ragazzo che avrebbe dichiarato di aver avuto una relazione con lei. “Poi ha ritrattato tutto davanti a un notaio, dicendo di essere stato minacciato dal mio ex marito”, racconta la donna, secondo cui la condanna sarebbe stata confermata sulla base di “falsità mai verificate”.

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