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L’Iran respinge il piano di pace Usa: “Richieste eccessive”. Trump. “La loro risposta non mi piace, è inopportuna”

Non si è trovato l'accordo tra Teheran e Washington per una base delle trattative per un accordo di pace in Medio Oriente. Per la Repubblica Islamica accettare i punti della Casa Bianca sarebbe "sottomissione"
L’Iran respinge il piano di pace Usa: “Richieste eccessive”. Trump. “La loro risposta non mi piace, è inopportuna”
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L’Iran respinge il piano di pace Usa: “Richieste eccessive”

L’Iran ha respinto il piano statunitense, secondo quanto riportato dai media iraniani citati da Sky News. Il piano “avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump”, riferisce la televisione di stato Press TV. “Il piano iraniano sottolinea la necessità che gli Stati Uniti paghino riparazioni di guerra e riafferma la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz. – continua – L’Iran ha ribadito la necessità della fine delle sanzioni e del rilascio dei beni e delle proprietà sequestrate al Paese.”

  • 10:06

    Iran: “Proposta agli Stati Uniti legittima e generosa”

    E’ “legittima e generosa” la proposta che l’Iran ha presentato agli Stati Uniti e che propone di porre fine alla guerra e di riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, aggiungendo che Washington continua a sostenere richieste irragionevoli e unilaterali. “La nostra richiesta è legittima: chiediamo la fine della guerra, la revoca del blocco e della pirateria, nonché lo sblocco dei beni iraniani ingiustamente congelati nelle banche a causa delle pressioni statunitensi”, ha affermato Baghaei. “Il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz e la garanzia della sicurezza nella regione e in Libano erano altre richieste dell’Iran, considerate un’offerta generosa e responsabile per la sicurezza regionale”, ha concluso Baghaei.

  • 09:41

    Media: “Raid israeliano sul Sud del Libano, 2 morti”

    Un raid aereo israeliano sulla città di Abba, avvenuto questa mattina, ha causato due morti e cinque feriti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa libanese Nna. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui gli aerei da guerra hanno ripreso i raid sulla città di Kfar Remman, anch’essa nel Libano meridionale, per la seconda volta in meno di un’ora.

  • 09:40

    Iran: “Abbattuto drone nemico”

    L’esercito iraniano ha dichiarato di aver abbattuto un “drone del nemico aggressivo” nel sud-ovest del paese, durante l’attuale cessate il fuoco con gli Stati Uniti. “Non è stato stabilito un vero e proprio cessate il fuoco tra l’Iran e gli Stati Uniti. Inoltre, non vi è alcuna prospettiva chiara di un accordo tra i due paesi”, ha affermato ieri il portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento, Ebrahim Rezaei. Secondo Tasnim, ha anche aggiunto che Teheran non permetterà che venga stabilita alcuna linea di collegamento tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti nella regione. “Il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti hanno scelto la strada sbagliata, mentre alcuni paesi della regione si sono resi conto dei propri errori e hanno inviato messaggi all’Iran”, ha affermato.

  • 09:37

    “Sono due le petroliere che hanno passato Hormuz grazie alle indicazioni dell’Iran”

    La Agios Fanourios e una seconda petroliera, la Kiara M, hanno lasciati ieri il Golfo Persico spegnendo i sistemi di tracciamento. Lo scrive Sky News citando dati Kepler. Inoltre La Agios Fanourios sarebbe riuscita a passare dopo aver fallito il passaggio attraverso lo stretto in almeno due precedenti tentativi, da quando ha caricato greggio Basrah Medium il 17 aprile. Le due petroliere hanni a bordo complessivamente quattro milioni di barili provenienti dall’Iraq. Le navi stanno disattivando i sistemi di tracciamento per evitare attacchi iraniani, ma l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, sottolinea Sky News, ha invece affermato che la nave ha utilizzato la rotta designata attraverso lo stretto. I dati, pubblicati oggi, mostrano che una terza petroliera, con a bordo altri due milioni di barili, ha lasciato lo stretto mercoledì. La VLCC Basrah Energy trasportava greggio dal terminale Zirku della Abu Dhabi National Oil Co (Adnoc).

  • 08:55

    Domani riunione dei ministri della Difesa di Uk, Francia e 40 Paesi su Hormuz

    Il ministro della Difesa britannico John Healey e quella francese Catherine Vautrin terranno domani una riunione in collegamento video con i rappresentanti di 40 Paesi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il ministero della Difesa britannico in una nota. “Il ministro della Difesa John Healey, membro del Parlamento, copresiederà una riunione di oltre 40 nazioni, insieme alla sua omologa francese, la ministra Catherine Vautrin, per il primo incontro dei ministri della Difesa della missione multinazionale”, si legge in una nota del ministero della Difesa britannico. L’obiettivo è quello di discutere i piani per ripristinare i flussi commerciali nello Stretto di Hormuz.

  • 08:54

    Media Iran: “Una nostra petroliera ha passato Hormuz”

    Una petroliera Vlcc (Very Large Crude Carrier) che trasportava greggio iracheno ha attraversato lo stretto di Hormuz ieri, utilizzando una rotta designata dalle forze armate iraniane. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim News, affiliata ai pasdaran. Secondo Tasnim si tratta della Agios Fanourios che, dopo aver lasciato lo stretto, si trova ora nel Golfo dell’Oman, diretta al porto vietnamita di Nghi Son.

  • 08:54

    Kallas: “Sosteniamo la soluzione diplomatica”

    L’Ue sostiene una “soluzione diplomatica” per la guerra nel Golfo, ma non può “negoziare” al posto degli americani. Così l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas conferma, a margine del Consiglio Ue a Bruxelles, la scarsa incidenza dell’Unione nella crisi in corso da inizio marzo nel Golfo Persico. “Sosteniamo una soluzione diplomatica – afferma – e siamo anche impegnati con quei Paesi che mediano tra le due parti. Siamo anche impegnati con i Paesi del Golfo, perché condividiamo le stesse preoccupazioni. Anche se ci fosse un cessate il fuoco, sono in corso colloqui a lungo termine sulle minacce che l’Iran rappresenta per la regione. Non si tratta solo di questioni nucleari, per le quali abbiamo offerto la nostra esperienza, dato che disponiamo di esperti che hanno già negoziato accordi sul nucleare, ma anche di altre minacce che l’Iran pone ai Paesi vicini: i gruppi che agiscono per conto di Teheran, il programma missilistico, le loro attività ibride e informatiche in Europa”. “Stiamo quindi discutendo anche – continua – quando arriverà il momento, del nostro ruolo nell’architettura di sicurezza del Golfo, perché la vediamo allo stesso modo. È una questione che riguarda il nostro vicinato immediato e ha un impatto significativo su di noi. Ma certo, in questo momento, la spinta è per fermare la guerra, aprire lo Stretto di Hormuz. Gli americani e l’Iran, stanno negoziando tra di loro. Possiamo solo sostenerli, ma non possiamo davvero fare accordi al posto loro”, conclude.

  • 08:35

    Kallas: “Oggi discutiamo della modifica agli obiettivi della missione Aspides”

    “Oggi discutiamo della libertà di navigazione e dell’operazione Aspides, valuteremo se vi sia la volontà di modificare effettivamente anche i piani operativi della missione in modo da poter contribuire alle operazioni di sminamento e di scorta alle navi”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas riferendosi evidentemente alla situzione in Medio Oriente

  • 08:31

    Netanyahu: “Israele protegge i cristiani”

    Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha minimizzato una serie di recenti episodi anticristiani, definendoli “aberrazioni” isolate i cui responsabili sono stati puniti o in cui l’errore è stato corretto, esaltando i valori e la storia condivisi da Israele con i cristiani e il cristianesimo. L’ha fatto durante un’intervista a “60 Minutes” della Cbs. Lo riporta il Times of Israel specificando che le dichiarazioni compaiono in una parte dell’intervista non registrata, che non è stata trasmessa ed è riportata solo nella trascrizione integrale della Cbs. Nell’intervista è stato chiesto al premier di commentare una serie di recenti incidenti che hanno danneggiato le relazioni di Israele con i cristiani, tra cui il divieto di accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro per il Patriarca latino di Gerusalemme a Pasqua, la distruzione di una statua di Gesù da parte di un soldato delle Forze di Difesa Israeliane in Libano e l’attacco a una suora nella Città Vecchia di Gerusalemme. Davanti all’ipotesi che gli episodi celino un trend di ostilità verso i cristiani, Netanyahu ha risposto definendolo una “incredibile invenzione”. Il premier ha affermato che Israele è l’unico luogo nella regione in cui i cristiani hanno “prosperato”, mentre nei Paesi arabi confinanti “sono stati schiacciati, repressi, a volte massacrati”. “Israele è l’unico Paese in Medio Oriente che protegge i cristiani, che li valorizza, che abbraccia il cristianesimo. Abbiamo radici comuni. Le apprezziamo. C’è un tentativo non solo di falsificare la nostra storia comune, ma anche di falsificare gli eventi attuali, di aggrapparsi a queste, sapete, queste aberrazioni, e fingere che questa sia la politica israeliana. È ridicolo”, ha concluso.

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