Mai più gli errori dell’Iraq, ma Obama chiede al mondo di non restare in silenzio davanti all’uso dei gas tossici in Siria. ”Di fronte alla barbarie che si sta verificando in Siria la comunità internazionale non può restare in silenzio”. Il presidente Usa, Barack Obama, che ha incassato il parere favorevole in seno alla Commissione Esteri del Senato, in una conferenza stampa a Stoccolma col premier svedese Fredrik Reinfeldt ha ribadito:‘Noi siamo per la difesa dei diritti umani fondamentali. Abbiamo – ha proseguito il presidente alla vigilia del summit del G20 a San Pietroburgo – un’elevata certezza che il regime siriano abbia fatto ricorso alle armi chimiche”.

E più tardi ha fatto sapere che in quanto “‘Commander in Chief‘ mi riservo il diritto di agire nell’interesse e per la sicurezza del Paese” e che non era tenuto “a sottoporre all’approvazione del Congresso la proposta di un’azione militare in Siria”. “Non ho fissato io la linea rossa sull’uso delle armi chimiche, ma è stata la comunità internazionale. Sono convinto che il Congresso approverà un’azione militare in Siria, un’azione limitata nei tempi e negli obiettivi”. Un’azione che avrebbe durata massima di 90 giorni e senza l’invio di truppe di terra. Quanto alle armi chimiche, il presidente Usa sottolinea di essere stato “contrario alla guerra in Iraq” e di non volere “ripeterne gli errori, ma avendo valutato le informazioni posso dire che queste armi sono state utilizzate”. 

Obama vedrà comunque (anche se è saltato l’incontro bilaterale) il presidente Vladimir Putin. Che, intanto, tuona contro gli americani: “Il Congresso Usa non ha il diritto di legittimare un’aggressione”. Da parte sua, però, il presidente Usa sottolinea che tra Washington e Mosca “rimangono molte differenze sulla Siria. La Russia ha relazioni di vecchia data col regime di Assad. Ma è impossibile per Assad riguadagnare credibilità –  ha detto il numero uno statunitense – Sono ancora fiducioso sul fatto che Putin possa cambiare la sua posizione per quel che riguarda il sostegno della Russia al regime di Assad”. Ma proprio Putin accusa i politici Usa di mentire nel dibattito sulla Siria al Congresso: “Ora stanno discutendo se autorizzare l’uso della forza” senza avallo Onu, ha detto in un incontro a Mosca. “Ma è un assoluto insulto al buon senso. In sostanza il Senato americano si occupa di legittimare un’aggressione”. 

In Europa, dopo che il Parlamento ha bocciato la posizione interventista del premier David Cameron, François Hollande ha fatto sapere che la Francia non agirà da sola.  “Non agire contro le armi chimiche della Siria vorrebbe dire inviare un messaggio di debolezza nei riguardi del programma nucleare iraniano” ha detto, davanti al parlamento francese, il premier Jean-Marc Ayrault. In caso però di attacco al di fuori del mandato Onu, l’Ump, il partito francese di centrodestra all’opposizione, ha detto per voce del capogruppo Christian Jacob che “non fornirà il suo appoggio”.

In Siria, intanto, sale l’emergenza umanitaria: dall’inizio della guerra, oltre due anni e mezzo, ci sono stati oltre 100mila morti e il numero di profughi ha ampiamente superato i due milioni anche se il governo  è deciso a resistere anche di fronte allo spettro della guerra totale: “Non ci piegheremo nemmeno se ci fosse la terza guerra mondiale”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri, Faysal Moqdad, citato dall’Afp. “Il governo siriano – ha detto il viceministro – non cambierà posizione nemmeno se ci fosse la terza guerra mondiale, nessun siriano può sacrificare l’indipendenza del Paese”. Moqad ha poi aggiunto che Damasco ha già adottato “tutte le misure” necessarie per far fronte a “un’aggressione”.