“Ho detto a Napolitano che ci avviamo verso la catastrofe”. Beppe Grillo dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica, ha letto un intervento in conferenza stampa, dove ha espresso le sue considerazioni sulla situazione italiana. “Non siamo più da tempo una Repubblica parlamentare e forse non siamo più nemmeno una democrazia. Soluzioni non se ne vedono e io ho il polso della situazione perchè in campagna elettorale ho girato tutto il Paese. Per questo so che la nostra classe politica è il problema, non la soluzione. Se il Parlamento non fa nulla, noi siamo pronti ad uscire“. Il leader ha continuato parlando di economia e proposte per cambiare l’Italia. “Non possiamo fallire in nome dell’euro. Disponiamo di un potere contrattuale straordinario, quello del debito e dobbiamo usarlo. L’Italia deve aiutare le imprese con il taglio dell’Irap. Cancellare le missioni in Afghanistan, fermare l’acquisto degli F-35″. 

L’incontro è stato l’occasione per fare un appello a Napolitano: “Ho detto al Presidente di cercare di fare qualcosa. Cancellare la legge elettorale, ridare forza alle Camere, ad esempio. Gli ho espresso le mie preoccupazioni e gli ho detto: lei è ormai diventato uno scudo, un parafulmine dei partiti. Mi ha detto che il Porcellum è una legge oscena, ma più di fare pressioni su Letta e i ministri, altro non può fare”. Un faccia a faccia dove, secondo il resoconto di Grillo e Nicola Morra, capogruppo al Senato, il Presidente avrebbe espresso la volontà di non continuare: “Ci ha detto che non ha le pile duracell e che dunque non arriverà a fine settennato. Il Presidente ha le spalle larghe ma ci ha detto che appena possibile mollerà. Non arriverà alla fine del settennato, questo lo ha ripetuto più volte”.La delegazione a 5 Stelle ha anche chiesto un discorso a reti unificate di Napolitano per spiegare la situazione al Paese: “Ci ha spiegato che non è così facile e aspetta l’occasione giusta per parlare. Forse si tratterà della cerimonia del Ventaglio”.

Il problema centrale, secondo Beppe Grillo, resta il debito pubblico. “Ci sta divorando. Paghiamo 100 miliardi di euro l’anno di interessi. Solo quest’anno per non fallire dovremo vendere 400 miliardi di titoli. Nè Berlusconi, né Monti né Letta sono riusciti a frenare il debito. Gli interessi sul debito, la diminuzione delle entrate fiscali causate dal fallimento di massa delle imprese, alla disoccupazione e al crollo dei consumi rappresentano la certezza del prossimo default. Non c’è scelta il debito pubblico va ristrutturato”.

L’incontro al Colle è durato più del previsto, oltre cento minuti di discussione su alcuni punti cruciali delle situazione politica italiana. Beppe Grillo e il cofondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella piazza del Quirinale, tenuti a distanza dalla polizia, si sono radunate anche decine di attivisti del Movimento romano venuti in piazza per “salutare Beppe e manifestargli la nostra vicinanza”, ha detto Antonello Impagliazzo candidato al Senato e uno degli attivisti della prima ora del Movimento romano. Al Quirinale erano anche presenti i capigruppi M5S di Camera e Senato, Nicola Morra e Riccardo Nuti. I due esponenti cinque stelle sono arrivati con un pulmino preso a noleggio in cui sedeva anche l’operatore ufficiale del Movimento ‘Nick il nerò che sta riprendendo l’avvenimento per trasmetterlo poi sui canali streaming del Movimento 5 Stelle.

Durante la conferenza stampa, Beppe Grillo se l’è presa anche con i giornalisti: “Ancora non avete capito nulla. Abbiamo avuto la stampa contro per mesi. Ci hanno ostacolato per settimane sulla questione della diaria. Abbiamo fatto degli sbagli ma abbiamo inserito delle persone oneste. Dovreste vergognarvi perchè siete parte di questo sfacelo culturale, a causa della vostra informazione. Se non vi accorgete di questo cambiamento siete finiti”. Sull’assenza di Casaleggio commenta: “C’è chi ha voglia di parlare e chi invece no. Lui è fatto così, ma non c’è niente di strano. Di interviste ne ha rilasciate tante, proprio come me. Non so se vorrà avere qualche ruolo istituzionale, lui è manager di una srl.” E Casaleggio e Napolitano, ha detto Grillo hanno parlato anche di web: “il Presidente è molto accorto, non è ignaro di tecnologia”. “. 

Il garante e non il leader politico: “Io controllo semplicemente”, ha continuato Grillo, “che siano rispettate le regole all’ingresso del nostro gruppo. I fuoriusciti ad esempio dovrebbero dimettersi, altro che gruppo misto. Io sono benestante e avrei potuto semplicemente starmene a casa a guardare la situazione. Ma ho fatto una scelta diversa”. Al Presidente il comico dice di aver raccontato la sua esperienza e le sue storie di partecipazione: “La mia è una rabbia buona, non è una rabbia cattiva, è cresciuta per le strade, parlando con la gente, non è cresciuta negli uffici o in Parlamento. Io per le strade ci vado ma i politici ci vanno? Io vado senza scorta. Io vivo con l’ansia, ma è un’ansia che è dovuta alle milioni di ansie della gente e le ho metabolizzate. Le persone vorrebbero sparare, parlano di una sola rivoluzione”.

E in caso di crisi del governo, non è escluso che il Movimento possa proporre un altro nome: “A quel punto”, ha concluso Grillo, “sarà il movimento con una consultazione in Rete a proporre un nome per la presidenza del Consiglio. Così è successo in passato per Rodotà e Prodi, che poi sono stati affossati dagli amici degli amici. Il problema vero è che non abbiamo più tempo, il Paese se ne sta andando alla velocità della luce”.