”Non rispondo perché ognuno di noi dovrebbe sentirsi offeso. Questo linguaggio non mi appartiene, perché istiga alla violenza tutta la cittadinanza”. Il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge commenta così le affermazioni sul suo conto fatte da Dolores Valandro, consigliera del Carroccio di quartiere a Padova, che su Facebook ha parlato di lei dicendo: “Ma mai nessuno che la stupri così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna!”. Parole violentissime, tutte condensate in una frase scritta su Facebook condannate sia dal presidente del Consiglio Enrico Letta, che ha espresso “tutta la sua solidarietà al ministro Kyenge”, ritenendosi “offeso anche lui” , che da Laura Boldrini, presidente della Camera, che le  ritiene “inaccettabili, intrise di razzismo e di odio”, tanto “più gravi” perché  pronunciate da una donna con un incarico politico”. Un attacco sui cui è intervenuto anche Flavio Tosi, segretario nazionale della Liga Veneta, che assicura: “Mi scuso io con il ministro Kyenge a nome del movimento per le espressioni inqualificabili, violente e demenziali. Valandro era già sospesa. Stasera sarà espulsa”. Intenzione confermata dallo stesso Roberto Maroni nel pomeriggio: “‘Non conosco questa Valandro, ho sentito Tosi che ha detto che sarà espulsa”. E così è stato. Il consiglio nazionale della Lega Nord-Lega Veneta, presieduto proprio dal sindaco di Verona, ha deciso l’espulsione della consigliera di quartiere di Padova.

Più tardi arrivano anche le scuse. “‘E’ stata una battuta detta in un momento di rabbia. Quando ho un momento di rabbia butto lì e mi sfogo così”, afferma ai microfoni di Radio Capital, Dolores Valandro, consigliera leghista di quartiere a Padova. Che poi aggiunge: “Non sono un tipo violento. Anzi, questo è un mio modo di sfogarmi ma sotto sotto io sono ancora più dolce e più buona del pane. Perchè – spiega – anche se uno mi viene a pestare in testa, mando giù. E se uno mi mena io me le prendo, perché sono una che abbaia ma non morde”. Quando l’intervistatore le fa notare che forse la Lega esagera sugli immigrati, Valandro risponde: “Bisogna viverla la situazione, passiamo sempre per razzisti ma non è vero. Io nella sede cittadina di Padova ho accolto addirittura persone del Congo. Non è questione di razzismo – conclude – è questione che se uno arriva, deve rispettare un attimo le regole”. Intanto il suo profilo Facebook è scomparso. Secondo quanto si apprende, però, non c’è stato alcun intervento delle autorità di polizia, anche perché poco dopo l’esplosione della polemica qualcuno che aveva l’accesso al profilo ha rimosso le frasi incriminate. A rimuovere il profilo potrebbe dunque essere stata la stessa Valandro o direttamente Facebook, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni.

Il commento di Valandro si riferiva all’articolo di un sito specializzato nella pubblicazione di ‘crimini degli immigrati’, nel quale si parla di un presunto tentativo di stupro a una donna italiana da parte un uomo africano. Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, Valandro, che è vice coordinatrice della commissione sanità, interventi sociali e politiche giovanili, “si era appena vista annullare la ‘sospensione’ dai probiviri della Lega Veneta per i tafferugli con contestazione a Flavio Tosi successi a Pontida“. Intanto l’avvocato Aurora D’Agostino e l’associazione ‘razzismo stop’ hanno presentato alla Procura di Padova un esposto e sarà aperto un fascicolo per accertare eventuali reati.

Il ministro, ribadendo il suo impegno “per un linguaggio non violento”, ha raccolto la solidarietà di tutte le parti politiche. Per Nichi Vendola, presidente di Sel,”la Kyenge è una luce nel buio dell’Italia, e penso che chi vaneggia di stuprarla perchè donna e perchè è nera – ha scritto su Twitter – è veramente l’espressione di un frammento sporco e medievale di un’Italia che dobbiamo seppellire per sempre”. E un gruppo di deputati del Movimento 5 Stelle, Pd e Sel ha chiesto l’espulsione della consigliera leghista dal partito, che “deve essere allontanata da ogni funzione pubblica e dalla politica”. Aspre critiche anche da Flavio Zanonato che si è detto “sconvolto” dalle parole rivolte al ministro, e da Deborah Bergamini, capogruppo del Pdl in commissione Esteri della Camera, secondo cui “l’assurdità, la violenza e la volgarità inaccettabile delle parole della consigliera leghista Valandro contro il ministro Kyenge è talmente evidente da commentarsi da sola. Quello che davvero viene da chiedersi è cosa può spingere una donna a scagliarsi in un modo così orrendo contro un’altra donna, incitando al reato più infame che ci possa essere, lo stupro”. 

Un’aggressione verbale contro la quale è intervenuto anche il capogruppo al Senato della Lega Massimo Bitonci che, peraltro, è segretario della sezione di Padova dove è iscritta la militante leghista. “Mi dissocio nella maniera più totale – dice il senatore in una nota -. Si tratta di una sua personale iniziativa che non è condivisa dal movimento. Prenderemo immediatamente provvedimenti disciplinari nei confronti della Valandro e personalmente le ho già chiesto comunque di rimuovere questa scritta dal suo profilo e di chiedere scusa”. E tanti altri parlamentari della Lega si sono schierati contro le parole della consigliera di Padova.

Valandro però ha già provveduto a eliminare le tracce del suo commento online, come precisa il Gazzettino, perché “non appena il polverone ha iniziato a sollevarsi, ha opportunamente cancellato la frase”. Un attacco a Kyenge che arriva, ricorda il quotidiano, dopo varie dichiarazioni di esponenti del Carroccio contro il ministro di origine congolese, incluse quelle della leghista Paola Goisis che ai primi di giugno aveva esordito così in una trasmissione radiofonica: “Ci sono tanti italiani che vanno in Congo belga ad aiutare i ‘moretti’ a fare i dottori e gli insegnanti, mi chiedo perchè il ministro Kyenge non se n’è andata pure lei, una volta laureata e diventata oculista, ad aiutare la sua gente che soffre moltissimo”.