Il Pd vuole eliminare il Pdl e il Movimento Cinque Stelle. E’ l’accusa di Silvio Berlusconi, affidata a Studio Aperto, dopo che i democratici hanno presentato un disegno di legge sui partiti che potrebbe escludere proprio i Cinque Stelle e dopo che la mancata elezione del presidente della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari è legata proprio all’ineleggibilità del Cavaliere. “Sono venute fuori delle ipotesi divertenti – dice l’ex presidente del Consiglio a Studio Aperto – mi sembra che qualcuno abbia portato avanti l’ipotesi di ineleggibilità del sottoscritto dopo 20 anni di voti di milioni di italiani e dopo tanti parlamenti che hanno approvato la mia eleggibilità e dall’altra l’ineleggibilità o incandidabilità del M5s che, benché si possa dire tutto il peggio, è stato votato da milioni di italiani. Questo qualcuno è un genio perché eliminerebbe Grillo e il sottoscritto con il Pdl così il Pd correrebbe da solo… Dove e perché l’hanno tenuto nascosto fino adesso?”. 

Poco prima, sul tema, aveva parlato Beppe Grillo rivendicando la propria posizione intransigente sull’ineleggibilità di Berlusconi (e denunciando le carenze dei democratici: “Stamattina eravamo da soli sull’ineleggibilità di Berlusconi. Soli! Nessuno ci ha considerato. Eravamo soli! A Brescia ho visto una cosa incredibile – incalza – ancora questo nano che attacca la magistratura, con Alfano dietro che annuisce come se nulla fosse. Ma vi sembra normale sentire uno di ottant’anni con quattro dita di cerone dire queste cose qui? Ho visto anziani che guardavano Berlusconi come se fosse normale”, ma oltre a loro “ho visto dietro anche i giovani che non hanno più nulla, hanno perso il futuro perché gli hanno rubato tutto. Ho visto una cosa che non avrei mai voluto vedere”. “Con Rodotà presidente – aggiunge Grillo – Berlusconi sarebbe in galera. Ma anche con Prodi” al Colle, il Cavaliere “sarebbe già morto”.

Ma Berlusconi ha parlato (questa volta al Tg4) anche e soprattutto di misure economiche, puntellando il discorso politico ancora una volta sull’Imu: “Il nostro non è un puntiglio o un ossessione, ma una delle tante misure che il governo deve attuare per rilanciare lo sviluppo e la crescita. Questa è una prima mossa del governo, è solo un’anticipazione ma i primi di giugno ci sarà l’abrogazione dell’Imu per il futuro”. E ancora: “A giugno deve esserci anche un decreto legge con tutte le misure che sono indispensabili per riavviare lo sviluppo come l’azzeramento tasse assunzioni giovani, cambiamento dei poteri di Equitalia e sono il non aumento Iva oltre alla sburocratizzazione dello Stato”. Il Cavaliere vede nel governo di larghe intese “un’occasione straordinaria, approfittiamone. Noi faremo tutto il possibile affinché l’occasione non sia perduta, daremo il nostro sostegno più forte e leale al governo”. Anche perché dà l’opportunità di arrivare finalmente alle riforme istituzionali: “Bisogna che il governo avvii con il Parlamento la riforma dell’architettura dello Stato affinché il nostro Paese sia governabile. Noi vogliamo il dimezzamento del numero dei parlamentari, maggiori poteri al primo ministro e l’elezione diretta del presidente della Repubblica”.