“Zanda del pdmenoelle ha ritirato il testo della legge anti-Movimento. Il M5S potrà quindi partecipare e vincere le prossime elezioni..”. Beppe Brillo dal suo blog canta vittoria. Con una nota che aggiorna l’ultimo post t in cui si denuncia “la legge Zanda-Finocchiaro contro il M5S”, ovvero il disegno di legge presentato dal Partito democratico che prevede la piena attuazione dell’articolo 49 della Costituzione e quindi che i partiti abbiano personalità giuridica e statuto.

Ma dal Pd arriva la smentita. Da ambienti democratici del Senato si apprende che il partito non ritirera’ il disegno di legge a firma Anna Finocchiaro e Luigi Zanda che potrebbe impedire al M5S di candidarsi alle elezioni. Si tratta di un “testo già presentato nella precedente legislatura”, si spiega, “e molto probabilmente non verrà mai discusso, ma non c’e alcuna intenzione di ritirarlo. Zanda a La Repubblica non ha mai detto che lo avrebbe ritirato”. “Si è trattato di un titolo decisamente forzato”, si commenta tra i senatori Pd.

”Le tentano tutte per metterci fuori gioco: ieri hanno fatto una leggina stupenda, fatta da due del Pd, tra cui una signora che è lì da 25 anni con la scorta per andare all’Ikea perché la smontano e poi la rimontano a casa”, è il contrattacco di Beppe Grillo durante un comizio a Lodi. “Hanno presentato una leggina” affinché “alle prossime elezioni i movimenti non si possano candidare: lo sanno benissimo che noi non siamo un partito. Continuano a far finta che non esistiamo, allora fanno una leggina con i requisiti per farci diventare un partito perché loro sono in imbarazzo, sono spiazzati da questa storia dei rimborsi e non sanno come uscirne. Allora fanno la leggina…”. Poi rincara la dose: “Il Pd non ha ritirato il disegno di legge per impedire ai movimenti di partecipare alle elezioni “perché non si sa mai“, attacca l’ex comico da Brescia. “Hanno fatto una leggina per dire che un movimento non può candidarsi alle elezioni, cioè deve prendersi i soldi – ha detto – per costringerci a prenderli anche noi in modo che poi non possiamo dire più niente” e perché “un partito necessita un tesoriere, delle sedi fisiche e dei capi bastone mentre noi siamo un movimento“.  Per il leader del Movimento 5 Stelle “hanno fatto questa legge per togliere a 9 milioni di persone la possibilità di andare a votare e non hanno ritirato le legge, la lasciano lì perché non si sa mai. Questi sono i democratici di sinistra”.

E lo stop al ritiro arriva anche dall’altra firmataria, Anna Finocchiaro. “Per quanto mi riguarda no”, afferma infatti la presidente della Commissione Affari Costituzionali al Senato, bloccando ogni ipotesi di ritiro della proposta di legge. “Questo testo nasce per rispondere all’esigenza di un controllo del finanziamento pubblico ai partiti”, spiega. Nella legge si dice che “fino a quando i partiti non sono associazioni riconosciute – prosegue la Finocchiaro –  nessuno può esercitare questo controllo”. Occorre, aggiunge Finocchiaro, che “ci sia un controllo sull’uso che i partiti fanno di questi soldi. Occorre che lo Stato sia certo che quel partito sia ciò che scrive la Costituzione, ossia un luogo in cui vige la democrazia interna”.

In ”questo momento fare una legge come quella di cui Anna Finocchiaro è prima firmataria, con la quale si vorrebbe impedire ai movimenti di partecipare alle elezioni, significherebbe fare un regalo a Beppe Grillo”, ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianfranco Miccichè. “Il capo del Movimento 5 Stelle – ha aggiunto Miccichè – non deve essere combattuto in questo modo, ma sul piano della politica. Non voglio fare polemiche con il Partito Democratico, ma l’abitudine di cercare di neutralizzare gli avversari politici in questo modo non è la giusta strada da intraprendere. Si potrebbe pensare, al limite, di far sì che i movimenti non abbiano il rimborso elettorale: non è corretto, infatti – ha concluso – che chi non si è organizzato come un partito, possa usufruire di un rimborso che è previsto dalla Costituzione soltanto per i partiti”.

E anche Matteo Renzi, dai microfoni di Radio 1,  sconfessa la proposta di legge: “Io sono deluso da M5s. Potevano cambiare le cose, lanciare finalmente un messaggio di novità e anche di rottura. E poi è arrivato il soccorso rosso del Pd che ha tirato fuori un ddl per me assurdo per non fare candidare il Movimento 5 stelle”.