“A Bari, per amore”. Basterebbe questa frase per descrivere gli umori di una manifestazione che non ha altra ragion d’essere se non quella di un grande tributo personale al suo ispiratore: Silvio Berlusconi. In Piazza Prefettura (anzi Libertà, perfetta per un ritrovo del Pdl; anche se a Bari ricordavano davvero in pochi che si chiamasse così) il suo nome campeggia quasi ovunque. Persino nella musica che precede il suo arrivo e che tutti cantano in coro: “Meno male che Silvio c’è”, “Oi Silvio mio” de “O’Surdato innamorato”, Silvio “Sarracino” che “tutt’e femmene fa’ ‘nnamurà”. Del resto, è lui l’indiscusso protagonista della giornata: persino il sindaco Emiliano gli augura il ‘bentornato’, dedicandogli uno striscione che fa da sfondo al comizio e allude vagamente a quando Bari era diventata terra del peccato, da evitare. Oggi è di nuovo la città dell’ “amore che vince sull’invidia e sull’odio”. I suoi sostenitori lo amano ciecamente: quanti siano esattamente è impossibile stabilirlo, forse non i 40-50mila annunciati alla vigilia, comunque tanti. Arrivano da tutta la Regione: soprattutto dal Salento, vera e inespugnabile roccaforte pidiellina, che infatti tributa un’ovazione a Raffaele Fitto, attendente, delfino e ‘protesi’ del Cavaliere in Puglia. Ma anche dalla provincia barese, ovviamente. E dalla Basilicata, dalla Campania. Tutti o quasi con i pullman messi a disposizione dal partito, dotati di fischietti, cappellini e bandiere. Il risultato è una marea di camicie e pullover azzurri (“Il fiume della libertà”, come lo definisce Berlusconi); in buona percentuale over 50, ma non per questo meno eccitati di adolescenti ad un concerto di Justin Bieber.

“Silvio sei grande. Unico. Inimitabile”, gridano all’unisono. Tante variazioni sul tema, ma la sostanza è la stessa. Per loro Berlusconi resta il solo ad aver fatto qualcosa per l’Italia, a cui dare fiducia nonostante “i politici siano tutti ladri”. Ma lui no. E quando arriva è delirio. Lo folla partecipa calorosamente al comizio: risponde con dovizia a tutte le domande retoriche, dà il meglio di sé contro Nichi Vendola e Romano Prodi (spauracchi locale e nazionale della destra). Applaude. Comunisti e toghe rosse, tasse e libertà: i grandi classici non stancano mai.

In piazza circola la voce che alcuni manifestanti (in particolare quelli venuti da fuori) abbiano ricevuto un piccolo contributo dal Partito. L’entusiasmo dei più è comunque genuino: in Puglia il mito del Cavaliere non conosce crisi. Anche se fosse vero il contributo, sarebbe solo una forma di giustizia sociale, suggerisce un militante. Che precisa di non aver preso un centesimo, ma aggiunge: “Che male ci sarebbe nel dare una mano a chi non può permettersi il viaggio, dando un po’ dei soldi raccolti alla serata di gala?”. Già, la cena con Silvio da mille euro a persona, di cui a Bari tanto si continua ancora a parlare. Ieri all’uscita dalla Sala Zonno in molti chiedevano ai convitati se ne fosse valsa la pena. Chissà. Di certo il dubbio non ha sfiorato oggi gli adoratori della piazza: se ne vanno contenti, esaltati dalle parole del loro amato Presidente, dopo un pomeriggio di sole a due passi dal mare. “E’ stata una giornata bellissima”, dicono raggianti prima di salire sul pullman, che li riporterà a casa dopo questo pellegrinaggio quasi religioso.

Per la cronaca, in piazza c’era anche qualche timido dissidente, a cui la polizia ha chiesto i documenti. La folla certo non ha fatto i complimenti: allontanati in pochi minuti, a male parole e qualche spintone. Per non spezzare l’incanto. Era la giornata di Silvio, non andava rovinata.