Basso profilo. Ma poca trasparenza. Almeno sui finanziamenti raccolti. La cena dei cinquecento alfieri berlusconiani a Bari è lontana anni luce dalle serate eleganti di Arcore e di Palazzo Grazioli, ma qualche particolare poco chiaro comunque c’è. Impossibile, ad esempio, comprendere quanto il Popolo della Libertà ha realmente raccolto dall’evento organizzato alla Sala Zonno, sul lungomare del capoluogo pugliese. Il Pdl ha sperimentato una sorta di autofinanziamento, promuovendo un convivio dei sostenitori del Cavaliere con ospite d’onore proprio Silvio Berlusconi. Obolo di partecipazione più o meno volontario: almeno mille euro. “Ci vuole un metodo moderno per finanziare la politica” ha detto l’ex ministro Raffaele Fitto, coordinatore regionale del Pdl. E il modo più moderno – dati i tempi – sarebbe quello della maggiore trasparenza possibile. E invece così non è stato.

Perché quel ‘almeno’ non permette di poter quantificare con certezza il guadagno ‘pro partito’ della serata di ieri. In tal senso, gli altri ospiti d’onore di certo non hanno aiutato a chiarire. “Il prezzo? Non lo so” ha detto Daniela Santanchè, che poi ha provato a spiegare: “Trovo che tutti i partiti si devono organizzare, non pretendere soldi dagli italiani, ma trovare modi e metodi diversi per finanziarsi”. Bene, ma se si tratta di un finanziamento pubblico a un partito, sarà legittimo aspettarsi di conoscere nomi, cognomi e quote versate dai sostenitori del Pdl? E quindi: la lista dei finanziamenti sarà resa pubblica? “Non rappresento il Movimento 5 Stelle“, ha risposto la Santanchè, che, comunque, non ha detto se ha contribuito di tasca propria oppure no. E la deputata Jole Santelli quanto ha versato, se ha pagato? “Questo non lo posso dire”. Diplomatico Denis Verdini: “Tutti (i parlamentari, ndr) versano le quote”. Maurizio Lupi, invece, ha ammesso di non aver sborsato un euro, contraddicendo – di fatto – il suo coordinatore nazionale: “Io non ho pagato. Sono stato ospite dei miei amici baresi”.

Al solito: siamo all’esibizione della trasparenza (e della sobrietà), ma nella sostanza le risposte sono piuttosto contraddittorie. Qualche dettaglio in più, però, è arrivato da chi alla cena ha partecipato (e ha pagato). Innanzitutto i numeri. Ristorante esaurito: 48 tavoli da dieci persone ciascuno (quindi almeno 480 invitati, ma è facile immaginare che tra organizzatori e ospiti si sia arrivati a quota 500). Ogni tavolo doveva garantire al partito almeno 10mila euro, il che significa che il Pdl ieri ha raccolto la bellezza di 480mila euro. Attenzione, però: si tratta di un calcolo per difetto. Chi è stato alla cena, ad esempio, sostiene che certamente c’è stato qualcuno che ha fatto offerte ben più sostanziose; circostanza peraltro confermata dalle cronache locali, che parlano di imprenditori capaci di oboli con uno zero in più o poco meno.

Di certo c’è che molti baresi – della città e della provincia – hanno pagato mille euro per incontrare Silvio Berlusconi nella ormai ventennale esibizione di se stesso. Chi c’era ai tavoli? Parlamentari pugliesi, pezzi da novanta del partito azzurro, ma anche e soprattutto amministratori locali (sindaci, assessori, ecc) in compagnia degli imprenditori dei rispettivi territori. Berlusconi è entrato in sala ed è scattato l’applauso dei 500, tutti rigorosamente in piedi. Poi discorso di un quarto d’ora. Temi? La difficile situazione politica, l’accordo con il Pd per il Quirinale legato all’ipotesi di un governo di larghe intese, i sondaggi che danno il Pdl primo partito, ecc. Poi è iniziata la cena a base di pesce, con il Cavaliere (in compagnia della fidanzata Francesca Pascale) che ha ospitato al suo tavolo Raffaele Fitto e signora, Daniela Santanchè, Denis Verdini e Angelino Alfano. Tra una portata e l’altra, Berlusconi si è fatto accompagnare dall’ex ministro Fitto in giro per i tavoli, salutando personalmente tutti gli invitati (paganti). Scene da un matrimonio.

In cotanta ‘sobrietà’ non poteva mancare la musica, con l’ex premier in versione chansonnier da crociera a intonare due canzoni in francese da lui stesso composte (“Quando viveva in Francia” ha chi c’era) e suonati da due pianisti che lo accompagnano da qualche mese. Nessuna barzelletta, poche paillettes, niente cotillon: nell’era del ‘Berlusconi responsabile’ restano mille euro (almeno) per immortalare l’ex premier in qualche ripresa con il telefonino, mentre canta e scherza, durante una cena a base di pesce in una sala con vista mare. Almeno mille euro per stringergli la mano e poter dire: io c’ero.

Al suo fianco la giovane “first lady” e ai tavoli vicini molti uomini e poche ragazze. Nessun bagno di folla al suo arrivo nei pressi del ristorante, anzi qualche fischio, mentre un signore urlava: “Sei grande”. Oggi pomeriggio sarà diverso: alla manifestazione in piazza Libertà sono previste almeno 40mila supporter del Pdl in arrivo da tutta la Puglia. Il partito di Berlusconi ha annunciato l’arrivo di 650 pullman. I soldi raccolti ieri servono a finanziare proprio questo evento: “Non ci sono figuranti” ha detto ieri Fitto, “siamo un popolo festoso”. E mentre i festanti pidiellini ascolteranno il guru, sul loro capo farà bella mostra uno striscione con la scritta “Caro Silvio, bentornato a Bari”. Firmato Michele Emiliano, il sindaco. Doppio senso? Solo un ricordo (maligno?) dei bei tempi di una volta.

di Antonio Massari e Pierluigi Giordano Cardone

video di Manolo Lanaro