Non solo tv. Nell’era 2.0, dove i social network battono agenzie e uffici stampa, i politici impazziscono per Twitter. Anche Mario Monti, come Alfano, Casini e Bersani, che postarono proprio sul sito di microblogging la foto dell’incontro a Palazzo Chigi, non sfugge alla moda del momento e questa mattina ha risposto per quasi due ore ad alcune domande inviate dagli utenti con l’hashtag #MontiLive. Proprio come fece Obama sulla piattaforma Reddit che, però, consente di fornire risposte articolate e complesse, ben oltre i 140 caratteri. Il Presidente del Consiglio, al contrario, ha scelto twitter per parlare di spread, legge elettorale e crisi in una manciata di battute. Inevitabile che i contenuti siano superficiali, ma tant’è. E molte altre domande, più specifiche e incalzanti, cadono nel vuoto. Alcuni esempi? Unioni gay e aborto, che potrebbero creare malumori con gli alleati cattolici, ma anche criminalità organizzata e precariato, nonostante i follower lo abbiano solleticato in decine di tweet.

“Caro @SenatoreMonti, sicuro che quello che hai fatto (e farai) è ridurre gli sprechi?”, gli chiede Claudia. E lui (e il suo staff) spiega: “In soli 13 mesi abbiamo dimostrato quanto si potrà fare nei prossimi 5 anni”. La domanda su come rilanciare il Mezzogiorno è realizzata da Pierust che con un solo follower e nessuna immagine del profilo assomiglia tanto a un account creato ad hoc per il question time su twitter. La replica: “Su Agenda-Monti.it proposte concrete: lavoro, lotta alla criminalità, ruolo delle donne”. Il ‘fan’ Giulio gli chiede come aiutarlo nella sua campagna e anche qui il Professore risponde: “A brevissimo su Agenda-Monti.it troverete tutte le indicazioni per aiutarci. Ne avremo bisogno!”. Poi scherza e a chi gli chiede di ‘sorridere di più’ twitta uno smile. Aggiunge che la prima priorità dell’Italia è “valorizzare le donne” e puntualizza di volere dialogare solo con le forze politiche riformiste. In merito allo sviluppo del digitale, dice che “cominceremo a pensarlo e utilizzarlo come lo strumento principale per trasparenza ed efficienza della PA”. Poi gli chiedono: “Signor Presidente, sono un Dirigente Scolastico. Vorrei conoscere le Sue proposte per la scuola”. E lui: “Lavorare sulla scuola affinché un giorno dirigenti scolastici e docenti siano orgogliosi di esserlo”. Tenta anche lo sprint giovanilista e quando annuncia di avere superato i 100mila follower commenta: “Wow”. Entusiasmo rispedito al mittente: “Però – notano online – con tutto il rispetto,”Wow” da lei non è credibile! Scelga un ghost più in linea con il suo ‘stile'”. Nel complesso, tutto ‘fumo’ digitale e pochi contenuti.

E alle risposte ‘light’ seguono altri tweet che cadono nel vuoto. Scaldano gli internauti, ad esempio, le critiche ai suoi alleati nella coalizione alla Camera. “Clientelismo è il male, frena il merito e inquina la democrazia. Non la imbarazza avere l’Udc, che lo pratica a mani basse?”, mentre altri incalzano: “E’ sicuro che le forze che compongono il suo nuovo partito possano trainare liberalizzazioni, meritocrazia, modernizzazione?”. Una giornalista de La Stampa chiede ancora: “Perché alleanza con Udc e Fli se vuole rappresentare il nuovo in politica?”. E lui specifica: “Voglio alleare la SOCIETA’ CIVILE (in maiuscolo, ndr) e donne e uomini in politica scelti con rigore”. C’è chi vuole chiarimenti sul “condono alle banche per 4 miliardi” che “avrebbero coperto l’Imu dando potere acquisto a famiglie”. Ma il Professore tace. Dice che il suo primo provvedimento sarà “una legge elettorale seria” perché “questa non è degna di un Paese come l’Italia”. E come dovrebbe essere questa legge visto che “sarebbe importante specificare verso quale modello intende andare?”. No comment, e la colpa non è dei 140 caratteri: “La risposta è semplicissima, se volessero darla”. Incalzano altre richieste su mafia e ‘ndrangheta (“Mafia, camorra, ndrangheta, sono azionisti di maggioranza dell’azienda Italia. Li combatterete? Come?”), ma prevale il silenzio. E alcuni tweet a cui viene data risposta risalgono fino a 15 ore prima. In questi casi, #MontiLive di nome, non di fatto. E neanche perfetto visto che, excusatio non petita, l’unico messaggio che retwitta è quello di una cronista che scrive: “E’ una vita che dico politici analfabeti digitali, ma mica nascono imparati: ammiro il tentativo #MontiLive”. Ma c’è chi gli ricorda che il ‘tentativo’ non basta, perché “serve uno staff competente”. In ogni caso, per oggi basta così, si ricomincia con gli incontri per definire le liste: in serata a Montecitorio, al premier si uniscono Fini e Casini.