L’Agenda Monti? L’ha scritta Pietro Ichino, senatore del Pd che ha detto non si ricandiderà tra le fila del centrosinistra. Il documento in formato pdf caricato online, infatti, risulta sia stato creato dal senatore. A scriverlo è Dagospia, che mostra anche lo screenshot (sopra) delle proprietà del documento. In sostanza, in concomitanza col passo indietro del giuslavorista arriva il documento programmatico del Professore firmato da lui. O almeno così pare. E mentre in rete monta la polemica, il diretto interessato spiega che non c’è “nessun mistero, né alcun giallo: tutto è stato fatto alla luce del sole. Molte delle tesi esposte nel ‘manifesto’ di Monti – ha detto il senatore – sono le stesse di un documento che presentato il 29 settembre scorso in un’assemblea pubblica e sottoscritto da diversi parlamentari del Pd. Per quel che riguarda il lavoro, ad esempio, il documento di Monti e il nostro, che si chiamava ‘l’Agenda Monti al centro della prossima legislatura’, sono praticamente sovrapponibili”.

Intanto gli utenti di twitter, in gran parte elettori e simpatizzanti del centrosinistra, hanno coniato l’hashtag #scusatipietro, chiedendo al giuslavorista spiegazioni sulla decisione di lasciare la ‘casa madre’ e di ‘accasarsi’ con Monti. Ma le battute polemiche e le richieste di chiarimento sono rinfocolate anche da un piccolo giallo scoperto dal sito ‘Dagospia’. “Hanno usato il pc a sua insaputa?”, chiede ironicamente un utente. Molti commenti sono sulla stessa falsariga: “Che un senatore del Pd scriva un documento programmatico in competizione con il suo partito è perlomeno imbarazzante”, twitta un altro utente. E’ corretto, è la domanda di molti, “fingere di voler fare le primarie nel proprio partito mentre si sta scrivendo l’agenda di un altro schieramento”?, scrive un’altra. 

Ichino però, a Radio24, spiega che il documento era online sul suo sito da mesi e sulle possibilità di condivisione della sua posizione da parte di altri nel Pd aggiunge: “Il Pd è un grande partito di centrosinistra dove le idee dell’agenda Monti hanno diritto di cittadinanza. Una parte montiana qui ha operato e si è ingrandita. Anche il programma elettorale di Matteo Renzi andava in questa direzione. Credo che la metà dell’elettorato del Pd voglia che il partito faccia propria l’agenda Monti. Lo spartiacque è proprio questo, la scommessa europea dell’Italia disegnata da Mario Monti. Su questo il Pd è diviso: c’è chi come Stefano Fassina, responsabile nazionale dell’economia, che sostiene che l’operato del governo tecnico come sciagurato e nocivo, un’attuazione irresponsabile degli accordi presi dal precedente governo. Questo delinea una contraddizione nel Pd. Io mi sarei sentito imbarazzato a fare campagna elettorale del Pd senza un chiarimento della segreteria. Mi aspettavo che Bersani prendesse le distanze da Fassina, ma questo non c’è stato”.

Sulla sua candidatura Ichino puntualizza: “Ho accettato la candidatura come capolista al Senato in Lombardia in tutta coerenza. Il mio rapporto con Mario Monti è nato molti anni fa ed è un rapporto di amicizia e consultazione. Il fatto che ci sia stata questa piena condivisione di Monti dei miei progetti non stupisce. Non è una novità, perché considerarlo scandaloso? Non è nemmeno scandaloso che metà del Pd condivide questo promemoria” Sull’ipotesi di un accordo elettorale tra Monti e Pd aggiunge: “Se si arriva a un accordo pre elettorale allora significa che si sono sciolti i dubbi interni al Pd’’.

Più tardi, ai microfoni di TgCom24, Ichino precisa: ”Non ho partecipato in questi ultimi giorni alla predisposizione di quel documento, ma riprende cose da me scritte in precedenza”. E sottolinea: “Ho fatto tutto nella più assoluta trasparenza. Ho messo tutto online e ho esplicitato fin da luglio. Chi ha dei dubbi in proposito può andare sul mio sito”.