Nei terreni vicini all’azienda sono stati individuate sostanze inquinanti come mercurio, nichel e cadmio e il sindaco ha vietato ai cittadini “l’accesso alle aree verdi non pavimentate del quartiere Tamburi”. Eppure secondo il presidente dell’Ilva, a Taranto non c’è nessuna emergenza sanitaria. Bruno Ferrante, che gioca una partita a scacchi fatta di note firmate e finora riservate con i tecnici Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento, è intervenuto a La telefonata di Maurizio Belpietro su Canale5, dove ha dichiarato: “Abbiamo in mano altre perizie che raccontano una verità diversa sull’emergenza salute per la zona di Taranto: sto ricevendo in questi giorni studi da personalità della scienza” secondo cui “a Taranto non c’è emergenza sanitaria”. Ferrante ha spiegato che “quando verrà il momento consegneremo queste perizie all’autorità” e ha aggiunto: “Stiamo raccogliendo tutti i dati che anche le condizioni ambientali di Taranto non sono poi peggio di tante realtà urbane del nostro paese”.

Intanto il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli ha lanciato per il prossimo 15 o 17 ottobre una manifestazione unitaria con la Uilm “di tutto il gruppo Ilva” a Roma “per il futuro della siderurgia italiana”. E il documento di Autorizzazione ambientale integrata messo a punto dalla commissione Aia sottolinea che è necessario ”recepire gli obiettivi indicati dal Gip di Taranto per l’eliminazione dei pericoli per l’ambiente e per la salute”. 

Inquinamento a Taranto – Il presidente dell’Ilva ha ammesso che comunque c’è inquinamento in città, “e per questo – ha spiegato – nel nostro programma sono previste iniziative per attenuare lo ‘spolverio’. Questo è un problema connesso alla collocazione stessa dello stabilimento, realizzato troppo a ridosso del rione Tamburi, ma stiamo avviando iniziative importanti proprio per attenuare lo spolverio. Abbiamo ridotto il cumulo di minerali giacenti e stiamo provvedendo a un sistema d’idratazione molto più efficace”. Dunque, ha continuato, “c’è un impegno serio dell’azienda, corretto e responsabile, e per questo sono rimasto amareggiato nel sentir definire ‘sconcertante’ il programma di un’azienda” che “non ha mai distribuito dividendi ma ha sempre reinvestito gli utili nel rinnovamento tecnologico anche in funzione ambientale”.

Fermo degli impianti e attività di risanamento – Ferrante è tornato sul ricorso contro il provvedimento del gip Patrizia Todisco che ieri ha detto no alla richiesta dell’azienda di produrre utilizzando i reparti della grande fabbrica sotto sequestro per l’inquinamento che sviluppano: “Combatteremo in tutte le sedi che la giustizia ci consente per far valere nostre ragioni – ha detto – e impugneremo subito la decisione del gip che però va eseguita. Che significa avviare il fermo di alcuni impianti e iniziare attività di risanamento”. Il ricorso, ha aggiunto, “lo presenteremo nei primi giorni della prossima settimana e faremo anche ricorso contro gli arresti” (sono ai domiciliari Emilio e Nicola Riva, ex presidenti Ilva e l’ex direttore dello stabilimento, Luigi Capogrossi, ndr).

Ha evidenziato anche i problemi occupazionali relativi a un’eventuale chiusura di parte dell’impianto: ”Se dovessimo andare al fermo alla chiusura di alcuni altiforni, così come detto anche nelle decisioni dei custodi, questo evidentemente creerebbe problemi sia sull’attività produttiva che sui livelli occupazionali”, ha aggiunto. ”L’Ilva attualmente produce – ha proseguito Ferrante – perché è inevitabile che produca. Se gli impianti, come dicono gli stessi magistrati, devono funzionare per essere risanati, è inevitabile che se funzionano producono, quindi l’acciaio viene prodotto regolarmente ed è impossibile che non sia così”. Ferrante ha aggiunto di aver “sempre rispettato il ruolo, il lavoro e le decisioni dell’autorità giudiziaria. Però – ha sottolineato – combattere il reato è una cosa, dare un’indicazione su scelte di natura tecnica di intervento sugli impianti è un’altra cosa. E un’altra cosa ancora è adottare provvedimenti che dicono all’azienda di chiudere, di non produrre. Questo significa alterare l’equilibrio sociale, economico, industriale di una zona del Paese”.

Il sindaco: “Investire per tutelare ambiente, salute e lavoro. Come finirà? Bene” – “Sto dalla parte della ragionevolezza: investire per rispettare ambiente, salute e lavoro. Bisogna fare una sola cosa: ambientalizzare la fabbrica. Ancora l’Ilva non ha deciso di impegnare risorse per la tutela della salute e dell’ambiente”. Il sindaco di Taranto Ippazio Stefano a Tgcom24 è convinto che vadano “rispettati dei diritti inviolabili: il diritto al lavoro e il diritto alla salute”, ma è convinto che “finirà bene” perché “aumenterà l’impegno finanziario dell’Ilva e le norme prescritte dai magistrati saranno recepite dall’Ilva e dall’Aia, come abbiamo chiesto: saranno migliorative e d’eccellenza. Perché noi chiediamo l’eccellenza per questa città e per i cittadini che hanno dato tanto”.

Legambiente: “Contro inquinamento l’azienda stanzi risorse adeguate” –  Abbattere l’inquinamento, bonificare, diversificare l’economia. Ma anche attuare interventi sanitari e garantire trasparenza. Sono queste le richieste di Legambiente Taranto che ha annunciato un sit-in per domani pomeriggio in Piazza Immacolata a partire dalle 18. “L’annuncio della disponibilità Ilva ad investire 400 milioni non ha, giustamente e ovviamente a nostro avviso, convinto la Magistratura – ha scritto in una nota-. L’abbiamo detto e lo ripetiamo: per abbattere l’inquinamento Ilva deve stanziare risorse adeguate ed adottare un cronoprogramma stringente. E’ questa l’unica strada per tenere insieme salute, ambiente e lavoro”. Secondo l’associazione ambientalista è prioritario “abbattere drasticamente le emissioni inquinanti dell’Ilva e di tutti gli impianti industriali presenti nel territorio prevedendo limiti particolarmente severi anche in considerazione del carico complessivo di inquinamento che grava sulla città”.

Sciopero e blocchi dei lavoratori – Sono già in corso da questa mattina alle 7, in concomitanza con l’avvio del primo turno, gli scioperi ed i presidi stradali dei lavoratori dell’Ilva in difesa del posto di lavoro contro la chiusura degli impianti. Rispetto a ieri, Fim Cisl e Uilm hanno deciso di anticipare l’avvio della protesta. I presidi stradali, che stanno riguardando le statali 100 per Bari e 106 per Reggio Calabria, sono stati mantenuti anche tutta la scorsa notte con la presenza di circa una trentina di persone. La protesta andrà avanti per tutta la giornata. 

Proteste anche a Genova – Nel capoluogo ligure circa 200 lavoratori dello stabilimento di Cornigliano sono scesi in strada oggi per protestare contro la situazione venutasi a creare a Taranto. La manifestazione è stata organizzata da Fim e Uilm. I lavoratori hanno bloccato il traffico della zona, per poi riunirsi in presidio permanente davanti allo stabilimento. Non è previsto un corteo.