In casa si nascondono buona parte degli sprechi e delle inefficienze della nostra economia familiare.

E’ nelle cose della casa che subiamo più che in ogni altra situazione lo stimolo al consumo a prescindere, che ci spinge ad acquistare compulsivamente oggetti la cui gran parte di essi potrebbe comodamente rimanere sullo scaffale del supermercato, invenduta.

Ora, è evidente che abbiamo necessità di fornirci di tutti quei beni, merci e servizi in grado di soddisfare i nostri bisogni (primari e secondari). Ma è altrettanto evidente, dopo un’attenta osservazione, che potremmo arrivare facilmente alla stessa conclusione sostituendo in alcuni casi certi prodotti ed evitando concretamente di comprarne altri.

Un esempio concreto che aiuta ad inquadrare meglio ciò di cui si sta parlando. Da dieci mesi sono entrato nella più bella, piena e viva esperienza della mia vita, quella di padre. Una delle tante scelte non subite che ho condiviso con mia moglie relativamente al nostro piccolo è stata quella di adottare i pannolini lavabili.

Le paure, i dubbi affrontati all’inizio ci hanno permesso di svelare presto, neanche troppo difficilmente, che si trattava prevalentemente di pregiudizi inculcati dalla pubblicità e da un modello di sviluppo che ci spinge, spesso inconsciamente, a rincorrere cose prodotti soluzioni fast & easy, ma anche usa e getta. Perché non c’è tempo, spazio, perché “figurati se con tutto quel che abbiamo da fare ci imbarchiamo anche in questa cosa di dover rilavare enne volte i pannolini di nostro figlio…”.

Optare per questa soluzione, invece, ci ha portato a raggiungere risultati sorprendenti. Innanzitutto ci consente di ridurre i rifiuti (si fa presto a fare i calcoli: 4/5 pannolini al giorno per tre anni fa tremilatrecento pannolini in meno che impiegano circa 500 anni per decomporsi).

Poi, ed è la cosa più importante di tutte, evitiamo di mettere in contatto la sua pelle con tutte le sostanzacce appiccicate agli usa e getta.

Infine, dettaglio non secondario, risparmiamo un sacco di soldi e diamo un calcio alla crisi (è vero che si spende di più all’inizio per l’acquisto dei lavabili, ma alla lunga si recupera l’investimento iniziale, spesso sostenuto dagli incentivi di comuni virtuosi, e si risparmia alla grande).

Una piccola cosa, direte voi, ma molto concreta e pratica. Un’opzione diversa e sostenibile, che fa bene all’ambiente e al portafoglio di chi la mette in atto.

Continua…